Ci si chiede da dove può procedere tanta misericordia di Dio per l’uomo, da dove procede questa tenera, inspiegabile, compassione che ha verso tutti i peccatori, ci si chiede quale ne può essere la causa.

La causa si trova nel fatto che in Dio il Suo amore si raddoppia in misura che l’uomo si fa più miserabile. Mi pare che tutti gli attributi del nostro buon Gesù stiano al servizio della suo amore al punto che la scienza la usa per riparare i nostri errori, la giustizia la usa per correggere le nostre iniquità, la sua bontà e la sua misericordia le usa per consolarci e ricolmarci di benedizioni, la sua onnipotenza per sostenerci e proteggerci.

Neanche potete immaginare quanto mi faccia soffrire quando sento dire che Gesù non ha sofferto durante la sua infanzia e che in quel tempo neanche poteva amarci ma che la unica cosa che ha fatto in quel tempo non fu altro che prepararsi per soffrire poi durante la sua vita pubblica. Che errore pensare che i misteri della sua infanzia fossero di gioia quando in realtà furono una continua sofferenza; fin dal primo istante della incarnazione, per nostro amore, si è preso sulle spalle la pesante croce, non tanto del calvario quanto una croce morale. Fin dal primo momento della sua vita sapeva che per tutti i peccati del mondo avrebbe dovuto soffrire come se li avesse commessi Lui stesso e tutto, ripeto, fatto e mosso dall’amore che ci portava. (Elpan 2, 88-89)

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ultimo aggionamento 05 maggio, 2005