DAL SANTUARIO DI COLLEVALENZA
 
P. Domenico Cancian fam

Voce del Santuario

Dicembre 2000

 

 

 

 

 

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Te Deum Laudamus

“Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore” perché in questo Giubileo di Gesù abbiamo visto cose grandi, ritorni inaspettati, occhi purificati dalle lacrime, conversioni sincere.
“Sia sempre con noi la tua misericordia: in te abbiamo sperato. Tu sei la nostra speranza, non saremo confusi in eterno” (dal Te Deum).
È il canto di solenne ringraziamento che la Chiesa universale ha elevato alla Santissima Trinità per la grazia del Grande Giubileo di Gesù Amore Misericordioso, Anno Domini 2000.
Anche il nostro Santuario ha cantato con tutto il cuore un corale grazie, accompagnato dalle note melodiose dell’organo che riempivano la Basilica di celeste (è il caso di dirlo) armonia. L’abbiamo cantato il 31 dicembre nel contesto dell’adorazione eucaristica, dopo la Messa delle 17.30. Quando il nostro Vescovo diocesano, Mons. Lucio Grandoni presiederà la Messa conclusiva dell’anno giubilare al Santuario, canteremo ancora il Magnificat.

Guardando il 2000

È stato un indimenticabile anno di grazia che ha confermato con forza le promesse del Signore alla Madre Speranza. È stato indubbiamente il momento vertice della storia quarantennale del Santuario, il suo primo grande Giubileo.
Essendo la misericordia divina al centro della grazia giubilare, Collevalenza si è trovata coinvolta in pieno. La gente l’ha capito. La notevole crescita delle presenze dei pellegrini, ma soprattutto la qualità della partecipazione ha consacrato la validità del suo messaggio e l’ha collocato tra i grandi Santuari d’Italia.
Quello che più c’interessa è constatare che l’evangelizzazione dell’Amore Misericordioso corrisponde sia alle indicazioni del Magistero della Chiesa, sia alla vera domanda della gente del terzo millennio. Quanti di noi confessano o annunciano il Vangelo della misericordia con le parole semplici ed essenziali di Gesù e della Madre, vedono l’immediata attenzione delle persone che si sintonizzano con vivo desiderio. Ciò che caratterizza il nostro Santuario è la centralità di Cristo Crocifisso che attrae a sé ogni uomo con la forza dell’Amore, è la conversione evangelica attuata nel comandamento dell’amore e del perdono, è la speranza certa dell’onnipotenza della misericordia, volto di Dio e dell’umanità nuova.
Quanti sono passati al Santuario per il Giubileo?
Non abbiamo una stima precisa. Certamente diverse centinaia di migliaia. Diverse diocesi, guidate dal loro Vescovo e da un buon numero di sacerdoti, hanno celebrato qui il Giubileo.
Il buon collegamento tra i capigruppo e il Centro informazioni ha permesso lo svolgimento ordinato delle celebrazioni: l’annuncio e la catechesi dell’Amore Misericordioso davanti al Crocifisso; la celebrazione penitenziale vissuta come revisione di vita; la celebrazione eucaristica ben animata; la liturgia delle acque come segno della grazia battesimale che purifica, rinnova e guarisce; Via crucis; la visita al Santuario, alla tomba della Madre Speranza...
Anche i numerosi gruppi “di passaggio”, capitati per semplice curiosità, si sono coinvolti e, invece della solita mezz’ora, si sono intrattenuti volentieri molto di più.
Un grazie particolare alle “guide”, soprattutto alle consorelle, ma anche ai volontari che hanno collaborato molto bene.
Il Signore ricompensi i volontari della Protezione civile che, in modo attento e discreto hanno favorito non poco sia l’ordine esterno (parcheggi, informazioni), sia la buona partecipazione all’interno.

Due segni - ricordo

Il Card. Camillo Ruini ha evidenziato come segno più importante del Giubileo lo sguardo appassionato del Papa al Crocifisso il 12 marzo in Piazza S. Pietro, nella Giornata del perdono.
Il segno - ricordo del pellegrino al Santuario di Collevalenza è proprio lo sguardo riconoscente, implorante e fiducioso a Gesù Crocifisso Amore Misericordioso, accompagnato dalla preghiera: “Signor mio e Dio mio, la tua misericordia ci salvi, il tuo amore misericordioso ci liberi da ogni male”. Si attua la parola profetica: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (Gv 19,37). Basta questo sguardo per comprendere il mistero dell’Amore di Dio e della nostra povera umanità.
L’altro segno-ricordo lo leggo nelle seguenti parole d’Isaia: “Le tue porte saranno sempre aperte, non si chiuderanno né di giorno né di notte” (60,11). Si riferisce alle porte di Gerusalemme invitata a rivestirsi di luce per accogliere i figli che vengono da tutte le parti, dai luoghi più lontani. Ma si riferisce alle porte del cuore misericordioso di Gesù, sempre pronto ad accogliere, perdonare, salvare.

Natale di Gesù 2000

Il tempo liturgico dell’Avvento ci ha preparato alla celebrazione conclusiva del Giubileo di Gesù.
Maria, Madre di Dio e madre nostra, ci ha accompagnato a Gesù con la sua dolce e forte Presenza, quasi prendendoci per mano. Molto opportunamente la Chiesa ha disposto in questo tempo significative feste mariane.
Abbiamo preparato la solennità dell’Immacolata meditando le parole dell’Ave Maria, celebrando i Vespri, recitando con devozione il S. Rosario.
Il 18 dicembre è per noi la festa della Madonna della Speranza, onomastico della nostra Madre Fondatrice. Maria e la Madre Speranza ci invitano ad una grande fiducia, al filiale abbandono in Dio.
I testi liturgici di questo tempo ci hanno riproposto spesso la figura di Maria: l’annunciazione, la visita alla cugina Elisabetta, la divina maternità. I suoi atteggiamenti di umiltà, dedizione totale e silenziosa, obbedienza e fede, hanno commosso Dio e commuovono l’umanità. È così che si accoglie e s’incontra perfettamente Gesù. È questa la strada della Pace.
“Aiuta anche noi, o Maria, a ripensare sempre con spirito di fede la nostra esistenza. Aiutaci a saper salvaguardare spazi di silenzio e di contemplazione nella frenetica vita quotidiana. A te, in questo primo giorno del 2001, affidiamo le attese e le speranze dell’intera umanità: «Sotto la tua protezione troviamo rifugio, Santa Madre di Dio...»” (Giovanni Paolo II, 1 gennaio 2001).

I pellegrinaggi di dicembre

si sono intensificati nei fine settimana con l’intenzione di aiutare la preparazione al Natale e di celebrare il Giubileo.
Dalla nostra diocesi sono venuti numerosi cursillisti e altri gruppi parrocchiali. Molto soddisfatti sono rimasti i tre pullman di Monterubbiaglio e Sferracavallo, con Don Marco. E poi da Ravenna, Lecce, Firenze, Roma, Perugia, Latina, Sassari, La Spezia, Forlì, Pesaro, Rieti, Arezzo...

La notte e il giorno di Natale

la Basilica e la Cripta erano strapiene. Una bellissima stella cometa richiamava l’attenzione e indicava, dall’alto del campanile, la porta della Basilica. Ai piedi della scalinata un bel quadro della Madre Speranza con Gesù Bambino in braccio invitava anche noi a fare altrettanto.
In fondo alla Cripta, nell’angolo del Giubileo, una strada si snodava e conduceva a Gesù, Sole che tutto illumina.
La Sacra Famiglia ai piedi dell’altare aiutava la contemplazione del grande Mistero dell’Incarnazione.
Le Messe sono state animate dal coro diretto dal Maestro Carlo Andreassi. Ha presieduto a mezzanotte il P. Lucas, nostro Superiore Generale, rivolgendoci parole di speranza, di gioia, di appello alla conversione.
Noi sacerdoti abbiamo confessato a non finire.
È stato uno straordinario momento di grazia, avvertita con profonda commozione da tutti.
“Grazie, Gesù, d’esser venuto a trovarci.
Grazie perché hai voluto fin dalla nascita la vita più povera e più umile.
Grazie perché continui a rimanere con noi
nella Parola, nella Chiesa, nell’Eucarestia,
nel povero, in ogni uomo, in ogni piega - anche piccola - della nostra vita.
Donaci il tuo Spirito per vivere come te,
per seguire le tue orme, per riflettere sul mondo la tua luce.
Come Maria, come i santi, come i pastori e i magi!”.
Nei giorni seguenti le persone ospiti alla Casa del Pellegrino hanno condiviso con noi la gioia e la preghiera, la festa e la comunione del clima natalizio.
Le nostre suore hanno addobbato in maniera simpatica il refettorio e le sale.
Ci siamo ricordati dei poveri raccogliendo offerte per le missioni in Bolivia, anche con una Pesca di beneficenza.

Fine millennio

L’anno che sigla un millennio si è concluso nel segno della Famiglia, riflesso della Famiglia Trinitaria e modello d’ogni famiglia umana. Nazareth è il simbolo di quella vita “normale” e allo stesso tempo “sacra”, in cui si dovrebbe collocare ogni esistenza. È un’esplicita chiamata a riscoprire il valore fondamentale di questa chiesa domestica, scuola di vita fondata nell’amore, che i tre di Nazareth ci hanno testimoniato in maniera così divinamente semplice da richiamare i tre di Casa Trinità.

Anno 2001

La parola del Papa a mezzanotte è stata illuminante come sempre: “In questo momento varchiamo la soglia del 2001 e ci inoltriamo nel terzo millennio cristiano... Su tutto emerge la consapevolezza che Dio guida gli eventi dell’umanità. Egli cammina con gli uomini e non cessa di compiere grandi cose. Come non ringraziarlo, in questa notte? Come non ripetergli: “In te, Signore, ho sperato, non sarò confuso in eterno!”... Il nostro sguardo si fissa su Cristo, Salvatore dell’uomo. Senza di lui la vita non raggiunge il suo ultimo destino”.
Lui è la nostra Pace. Maria, che ha accolto pienamente Lui, è stata la donna della Pace. Che il mondo ritrovi in Gesù la Pace, nel dialogo fra le varie culture, le religioni, le mille diversità. Queste saranno la nostra ricchezza e non motivo di divisione.

"Capodanno in famiglia"

Al Santuario il 31 e l’1 ha avuto grande successo l’ormai tradizionale “Capodanno in famiglia”, iniziativa promossa da diversi anni dal Centro di Pastorale “Famiglia-Amore”. Molte famiglie hanno aderito, portando il loro figli naturalmente. La coincidenza con la Festa della S. Famiglia è stata provvidenziale e si è potuto celebrare meravigliosamente il Giubileo delle Famiglie al Santuario.
S. Ecc. Mons. Elio Sgreccia, Vice-Presidente del Pontificio Consiglio per la Vita, ha proposto con la sua riconosciuta competenza: “Famiglia, icona della Trinità”.
Un “concerto... in famiglia”, tenuto dal notissimo cantautore Don Giosy Cento, ha creato un clima di gioia e di festa indimenticabili.
Insieme ad altri numerosi pellegrini hanno partecipato alla Veglia e alla Messa di mezzanotte, presieduta dal nostro Superiore P. Aurelio Perez.
(In uno dei prossimi numeri della rivista potrete leggere alcune testimonianze di questa bella esperienza).
È da menzionare un’altra presenza: 160 pellegrini da Isola della Scala (VR), hanno passato con noi questi due memorabili giorni.

Il Vangelo di Vita

Un Convegno promosso dal Movimento per la Vita è stato celebrato a Collevalenza nei giorni 4-5 gennaio. Molto partecipato e di alta qualità. Infatti hanno preso la parola come relatori S. Ecc. Mons Elio Sgreccia, la dott.ssa Loredana Furiosi, il Prof. Angelo Serra, il dott. Lucio Romano e la dott.ssa Gabriella Paci.
Il Santuario è proprio interessato a favorire l’approfondimento del Vangelo della Vita, oggi così in crisi per mille motivi. Ci auguriamo che gli organizzatori possano raccontarci anche su queste pagine le loro riflessioni.

Un altro Giubileo

Dal Giubileo di Gesù al Giubileo dei Figli dell’Amore Misericordioso, nati a Roma il 15 Agosto 1951. Come non sottolineare quest’altro grande evento per la nostra Famiglia? È stato messo a punto un calendario di celebrazioni che vogliono essere anzitutto un ringraziamento al Signore che ha avuto “l’idea”, alla Madre che l’ha messa in atto, al primo Figlio dell’Amore Misericordioso, P. Alfredo Di Penta e a tutti quelli che vi hanno collaborato.
Aiutateci con la preghiera ad “aggiustare” la nostra vita sul modello della Madre per portare a compimento i fini di questa fondazione: l’aiuto ai sacerdoti e, con loro ai poveri, nell’ottica della nuova evangelizzazione dell’Amore Misericordioso.
Vi terremo informati su ciò che faremo.

Attività con i giovani

Nei giorni 27-30 a Collevalenza p. Claudio ha guidato un bellissimo corso di Esercizi Spirituali per circa 40 giovani. Il tema era: “L’Amore Misericordioso incarnato”.
Negli stessi giorni in Romania P. Franco Sbarbati guidava un altro corso di 60 giovani. È stata, secondo lui, un’esperienza molto interessante.
Il 31 e 1 a Fermo una quarantina di giovani volontari hanno riflettuto sull’esperienza di crescita personale verso il discernimento vocazionale e il servizio come animatori. Una bella festa ha coronato l’amicizia ormai consolidata.
Vi chiediamo di pregare perché il Signore benedica questi giovani e ci dia sante vocazioni.

L’Assemblea dei FAM che operano in Italia

Nei giorni 3-4 gennaio abbiamo avuto l’incontro dei FAM delle varie comunità d’Italia.
Abbiamo pregato insieme, abbiamo fraternizzato, ci siamo scambiate le nostre osservazioni sul presente e sul futuro. Concludendo P. Enzo ha richiamato l’importanza del far comunione, di condividere gioie e fatiche, di vivere nello spirito della Madre.
In questo periodo anche i nostri confratelli del Brasile stanno facendo il loro incontro, assieme alle consorelle. Subito dopo Natale si sono incontrati i confratelli della Spagna. Voglia il Signore, per intercessione della Madre, benedirci.

Ripartire

È il verbo usato dal Papa per il Dopo-Giubileo.
“Dobbiamo ripartire da Gesù ed essere i suoi testimoni nel futuro che ci attende... Lasciamoci attirare dal suo Amore ed il cammino della vita conoscerà la gioia...
Ripartire per annunciare il suo Vangelo antico e sempre nuovo”.
La sosta giubilare è servita a caricare di “fede viva, di speranza certa, di carità ardente” (Madre Speranza), il pellegrino del terzo millennio appena iniziato. Ora possiamo ripartire.
Ripartire con la Speranza perché abbiamo riscoperto Gesù e il suo vangelo quanto mai attuale, abbiamo ripreso la conversione e la riconciliazione come bagno purificatore nella misericordia, abbiamo sperimentato gioia, novità di vita, stupore, cristianesimo fresco. Ci sentiamo chiesa rinnovata, chiesa in cammino, animata dalla fiducia nello Spirito di Gesù, umile e penitente, più attenta e più diretta verso l’essenziale, più aperta al dialogo con gli uomini, le culture, le religioni.
Madre Speranza ci ha insegnato che l’Amore Misericordioso, invisibile filo d’oro della storia del mondo, fonda la certezza dell’abbandono fiducioso nelle mani del buon Gesù, il Salvatore del mondo.
Ripartiamo, con la volontà di percorrere al meglio il tratto di strada che ci separa all’incontro faccia a faccia con Lui.

Foto di gruppo
da Unterfrancken (Germania) Giornata di Spiritualità per Fidanzati da Porto Sant'Elpidio da Bologna da Corridonia

 

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ultimo aggionamento 25 marzo, 2001