ESPERIENZE

 

Bernadette Ucci

 

Fare casa a Betania

Le nostalgie di Cristo e la
nostra amicizia negata

 

Se ci spostassimo dai nostri pensieri a quelli di Cristo considerandolo vivo e presente in mezzo a noi, allora ci accorgeremmo di quanta nostalgia ha il suo cuore degli amici di un tempo.
Se interrompessimo per un attimo la girandola agitata delle nostre preoccupazioni e guardando il suo volto facessimo silenzio, ascolteremmo in noi la Sua presenza che chiede intrattenimento di incontro.
L’incontro, appunto quel travaso scambievole di ciò che ognuno è in un’intimità profonda eppure impalpabile che svela all’uno l’essere dell’altro, pur senza permettere che l’uno domini sull’altro.
L’incontro, quel rivelarsi di essenze che si compenetrano a vicenda e saziano l’anima di verità.
Ma l’incontro con Cristo è particolarissimo: se per l’uomo è un tuffo nell’assoluto, un sostare con l’eco del mistero, per Dio che è sceso fino all’uomo assumendo in sé la sua umanità, è la congiunzione del sogno con la creatura sognata.
L’ipotesi che Egli possa desiderare di ricevere da noi consolazione è troppo lontana dalle abitudini del nostro pensiero. Ma Cristo a Betania cercava e riceveva consolazione e ascolto in casa di Lazzaro. Quella amicizia lo sorresse umanamente, mentre dal punto di vista divino ha dimostrato a noi uomini la portata dell’altissimo valore eterno dell’amicizia fra Dio e l’uomo: “Voi siete miei amici” (Gv 15, 14).
Il Verbo incarnato ha rivelato al mondo l’importanza sovrana di questa comunicazione iscritta nell’atto stesso della creazione. Egli è venuto a parlarci di Dio: “Nessuno può venire a me se il Padre che mi ha mandato non lo attira, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno… Come mi ha mandato il Padre, che è il vivente e io vivo grazie al Padre, così colui che si ciba di me anch’egli vivrà grazie a me”. (Gv 6, 44; 6, 57).
Nel Suo parlare è la forza della vita. Non c’è altro modo per farla vivere nel tempo che nutrirci della verità eterna, dello splendore della Mente eccelsa dell’Onnipotente, del riverbero delle celesti armonie per trovare in noi quella giusta dimensione d’anima aperta all’incontro sognato da Dio.
Non lasciamo che passino ancora altri giorni che ci consumano senza intrattenerci con Dio Padre per mezzo di Gesù Cristo. Sostiamo con Lui come a Betania. La consolazione dell’anima nostra e quella divina che si incontreranno saranno un assaggio di eternità e costituiranno le pietre miliari della nostra vita futura che si prepara da qui. Quanto più soave allora scorrerà questo tempo terreno!

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ultimo aggionamento 03 aprile, 2002