DAL SANTUARIO DI COLLEVALENZA
 
P. Domenico Cancian fam

 

Voce del Santuario

Luglio 2003

 

 

 

 

 

 

 

Santuario di Collevalenza

 

Miseria e misericordia

“Povera vita stentata, gretta, meschina, tanto, tanto bisognosa di pazienza, di riparazione, d’infinita misericordia. Sempre mi pare suprema la sintesi di S. Agostino: miseria mia, misericordia di Dio. Ch’io possa almeno ora onorare Chi Tu sei: il Dio d’infinita bontà, invocando, accettando, celebrando la tua dolcissima misericordia”.
Forse vi meraviglierete non poco nel sapere che queste parole l’ha scritte il grande Papa, Paolo VI, poco tempo prima di lasciare questo mondo. Il brano, molto profondo e letterariamente stupendo, porta come titolo: “Pensiero alla morte”.
L’ho richiamato perché il 6 agosto scorso, Trasfigurazione del Signore, ricorrevano i 25 anni della morte di Paolo VI, il Papa che ha guidato la Chiesa negli anni difficili del Concilio e del Post-Concilio.
Voglio riportare qualche altro passaggio di questo testo perché lo trovo molto vicino alla spiritualità dell’Amore Misericordioso.
Presentendo ormai vicina la morte, il Papa scrive: “Quanto a me vorrei avere finalmente una nozione riassuntiva e sapiente sul mondo e sulla vita: penso che tale nozione dovrebbe esprimersi in riconoscenza: tutto era dono, tutto era grazia… Dietro la vita, dietro la natura e l’universo, sta la Sapienza, sta l’Amore!… Alla gratitudine succede il pentimento. Al grido di gloria verso Dio Creatore e Padre succede il grido che invoca misericordia e perdono. Che almeno questo io sappia fare: invocare la Tua bontà e confessare con la mia colpa la Tua infinita capacità di salvare. Signore pietà!
Qui affiora alla memoria la povera storia della mia vita, intessuta, per un verso, dall’ordito di singolari e innumerevoli benefici, derivanti da un’ineffabile bontà (è questa che spero potrò un giorno vedere ed in eterno cantare); e, per l’altro attraversata da una trama di misere azioni che si preferirebbe non ricordare, tanto sono manchevoli, imperfette, sbagliate, insipienti, ridicole. “Dio, tu conosci la mia stoltezza” (Sal 68,6).
“La morte di Gesù fu testamento d’amore. Prego pertanto il Signore che mi dia grazia di fare della mia prossima morte dono d’amore alla Chiesa che mi trasse fuori dal mio gretto e selvatico egoismo”.
Queste parole così profonde e coraggiose tracciano il cammino della santità alla quale vogliamo tendere anche noi.

Luglio e Agosto 2003

Il caldo torrido e il tempo di vacanza hanno ovviamente ridotto il numero dei grandi pellegrinaggi organizzati, mentre sono aumentate le presenze delle persone singole e delle famiglie.
Voglio ricordare, fra gli altri, i gruppi provenienti da S. Benedetto, Lecce, Ancona, Bari, Isola della Scala, Napoli, Firenze, Pistoia… Ma anche dall’estero: Sierra leone, Spagna, Giappone, Filippine… Tutti sono interessati a conoscere la storia di Collevalenza, ne restano coinvolti e poi si mettono a pregare, chiedono la riconciliazione, l’Eucaristia…

Una storia, quella di Collevalenza, che ha appena 52 anni. La Madre è arrivata qui, guidata dal Signore, il 18 Agosto 1951. E in questi pochi decenni il Santuario è stato visitato da non so quanti milioni di persone.
Benediciamo il Signore che l’ha voluto attraverso Madre Speranza!
Ringraziamo l’Amore Misericordioso per le innumerevoli grazie profuse in questo luogo: per le grazie spirituali, conversioni, guarigioni, per il dono della pace. In un modo o nell’altro Gesù arriva ad ogni singola persona. Ognuno trova conforto e aiuto. Ognuno riparte con santi propositi. Si intravede per il futuro un notevole sviluppo perché la spiritualità dell’Amore Misericordioso, incentrata su Gesù, offre una speranza particolarmente sentita dall’uomo d’oggi.
Quando celebriamo la Liturgia dell’acqua e vediamo quasi ogni volta la partecipazione di centinaia di persone che portano in viso i segni della sofferenza fisica e morale, quando le accogliamo prima nel sacramento della riconciliazione e poi nelle lunghe file di attesa (spesso sotto il sole cocente) per il turno del bagno, ci sembra di vedere un campione dell’umanità di oggi, colpita dalle varie forme di male, accorrere all’Amore Misericordioso, come le folle accorrevano a Gesù duemila anni fa.
La statua di Maria Mediatrice è lì a braccia aperte a ricordare la sua materna intercessione, come fece a Cana. È lì ad incoraggiare, a proteggere col suo manto, a guardare con occhi misericordiosi.
Noi affidiamo questi nostri fratelli e sorelle a Lei perché Lei li presenti a Gesù.

Casa del Pellegrino

Molte persone nuove, soprattutto famiglie, hanno trascorso qui le loro vacanze, in un clima di distensione fisica e spirituale.
Il culmine è stato proprio il Ferragosto. Il 13 sera, dopo cena, la gente riempiva la terrazza e ascoltava con attenzione la storia di Collevalenza. Il 14 tutti hanno partecipato alla processione che è partita dalla Cripta, ha percorso con i flambeax la piazza e poi si è conclusa sotto l’immagine di Maria Mediatrice, alla Piscine. Credo fossero stati quasi un migliaio di persone.
Durante la novena dell’Assunta abbiamo meditato temi mariani, dando risalto alla preghiera del Rosario. Tra i vari gruppi che hanno scelto la Casa del Pellegrino come luogo per un’esperienza spirituale, segnalo i seguenti: il GAM (gioventù ardente mariana), Don Carlo di S. Giovanni Rotondo con la sua comunità, Don Angelo Spilla di S. Cataldo (CL) con i suoi parrocchiani, la signora Norma di Padova con la sua comunità.
Con la loro presenza il Santuario si arricchisce e, viceversa, il carisma e la spiritualità dell’Amore Misericordioso aiuta questi gruppi a pregare, a riflettere, a continuare il cammino cristiano.

Esercizi Spirituali

Dal 7 all’11 luglio P. Aurelio Perez, nostro Superiore e Vicario Generale FAM, ha guidato un corso per sacerdoti, religiosi e laici, sul tema: “Eterna è la sua misericordia” (Sal 136).
E’ stata un’esperienza gradita sia per il contenuto, sia per la presenza di tutte le componenti del popolo di Dio.
Dall’11 al 13 il sottoscritto ha animato due giornate di spiritualità per laici sul comandamento di Gesù. I partecipanti hanno dimostrato attenzione e impegno.

Attività Giovanili

Abbiamo avuto due campi-scuola, uno per le Medie e l’altro per le Superiori. Li hanno guidati, assieme alle nostre consorelle ed alcuni generosi volontari, P. Claudio Gilotti e P. Sante Pessot. Una decina di giovani hanno partecipato all’Orientamento Vocazionale.
Diversi gruppi di giovani, accompagnati dai loro sacerdoti, sono passati al Santuario, fermandosi a pregare e a riflettere; hanno partecipato volentieri anche alla liturgia dell’acqua. Si mostrano interessati al carisma.
Ricordo in particolare un bel gruppo di Chieti e circa duecento giovani della Diocesi di Toledo (Spagna).
Ora stiamo preparando il Raduno Giovanile per la fine di Agosto.
In tante altre parti della nostra Famiglia religiosa si sono fatte esperienze analoghe.
Come altre volte ho scritto, oggi vi è più che mai bisogno di pregare, obbedendo al comando di Gesù, perché il Padre continui a chiamare quelli che Lui vuole alla vita religiosa e sacerdotale. Vi è urgente bisogno. Se al Santuario e in altre parti del mondo fossimo di più, potremmo far arrivare meglio agli uomini il Vangelo della Misericordia.

Famiglia dell’Amore Misericordioso

Abbiamo avuto alcuni corsi di Esercizi Spirituali a cui hanno partecipato molte nostre consorelle. Sono momenti di grazie che richiamano all’impegno prioritario della santità.
Nella prima metà di agosto il gruppo delle giovani Ancelle dell’Amore Misericordioso professe di voti temporanei e provenienti da varie parti del mondo hanno celebrato qui a Collevalenza con le loro maestre un interessante convegno in cui si sono interrogate su come incarnare nelle diverse culture l’unico Carisma dell’Amore Misericordioso. Si sono conosciute, hanno avuto scambi di esperienze, hanno pregato… hanno portato tanta gioia nelle nostre comunità. Voglia il Signore benedirle e concedere loro lo spirito della Madre perché l’annuncio dell’Amore Misericordioso arrivi nei vari continenti in modo autentico.
È stato un bel momento di famiglia. Noi, la generazione che ha conosciuto e vissuto con la Madre, abbiamo visto in loro le sorelle più piccole che vogliono ricevere la testimonianza diretta per poterla incarnare nella cultura di provenienza. Sono il nostro futuro, rappresentano il compiersi delle promesse fatte dal Signore alla Madre. A loro vadano i nostri migliori auguri perché possano essere più brave di noi!

15 Agosto 2003

Nella solennità dell’Assunta abbiamo ricordato con sentimenti di gratitudine al Signore il 52° anniversario della fondazione dei Figli dell’Amore Misericordioso. Abbiamo ricordato in particolare il primo, l’indimenticabile P. Alfredo Di Penta. In quella circostanza molte EAM e molti FAM hanno celebrato l’anniversario della loro professione.
Ben 9 consorelle a Roma, in Via Casilina, hanno festeggiato i 50 anni di vita consacrata come EAM. Molti di noi le conoscono. Sono persone che hanno servito e servono esemplarmente la Famiglia religiosa. Hanno imparato dalla Madre lo spirito di sacrificio, la carità, la preghiera. Siamo orgogliosi di avere queste sorelle. Sono: Madre Teofila Garcia, già superiora generale dopo la Madre Speranza, la sua sorella Maria Berta, Sr. Assunta Rodriguez, Sr. Assunta Santamarta, Sr. Eloisa Peral, Sr. M. Grazia Giovanetti, Sr. Giacinta Goicoechea, Sr. Emerita Gomez, Sr. Avelina Garcia.
Nel biglietto d’invito esprimevano la loro gratitudine al Signore e alla Madre per il dono della fedeltà. Mancava solo Sr. Sabina Santamarta che il Signore ha chiamato a sé qualche anno fa.
Nello stesso giorno, alla stessa ora, nel Santuario Sr. Lucia Lisci celebrava il suo 25° di vita consacrata. Ha voluto evidenziare due sentimenti: la gratitudine e il desiderio che il Signore porti a compimento quanto ha pensato per lei.
La gran parte del suo servizio è stato rivolto alla pastorale giovanile e alla formazione delle postulanti. Erano presenti i suoi familiari e in prima fila il papà Girolamo che aveva appena computo i suoi 90 anni. Anche in questa circostanza abbiamo avuto una bella esperienza di famiglia.

Episodi del mese

Arriva una persona sui 35 anni e mi dice: “Padre, la mia anima è come un colabrodo che, invece di accogliere e ritenere la grazia di Dio, la perde e la sciupa. Per fortuna che il Signore non m’abbandona! La sua mano potente continua a guidarmi. Per esempio, questa mattina mi sono sentito spinto a venire qui, superando la mia pigrizia, per confessare i miei peccati”.
Dopo aver fatto bene la confessione, mi dice: “Ora partecipo alla Messa, ma se non arrivo in tempo, per ascoltare le letture, prenderò quella seguente!”
Mi sono detto: “Se tutti i cristiani avessero questa sincerità e questa buona volontà, i sacramenti sarebbero molto più efficaci. Pensate a quanti arrivano tranquillamente in ritardo alla Messa (permettete che richiami questo punto) e a quanti siamo come un colabrodo e non ci accorgiamo nemmeno.

In un’omelia durante una delle domeniche di agosto, infuocate dal caldo torrido, ebbi l’ardire di alzare un po’ la voce, anche per tenere desta l’attenzione, richiamando all’impegno principale del cristiano che dovrebbe passare dall’egoismo alla “fantasia della carità”, come chiede il Papa. Senza questa – dicevo – corriamo il pericolo di pensare solo al nostro lavoro, ai nostri guai, alle nostre vacanze…
Pensavo cadesse nel vuoto. Qualche giorno dopo arriva un uomo che mi dice: “Padre, io non ho fantasia. Spero ce l’abbia lei, prenda questa offerta e la dia a chi ne ha bisogno, in modo assolutamente anonimo”. Era un’offerta consistente e andata subito a buona destinazione.

Ho avuto tra le mani l’ultimo scritto di Federico, un ragazzo deceduto a 14 anni. La propongo alla vostra lettura.
“Questo pomeriggio mi trovavo a Villa De Sanctis a leggere il Vangelo di Dio, proprio io che da Dio mi ero allontanato per tanto tempo.
Insomma proprio mentre stavo leggendo una delle parabole di Gesù, arrivano due ragazze che mi donano un volantino che parla di Dio e mi chiedono di chiacchierare con loro su questo argomento, Parla, parla, mi chiedono come mi chiamo e dopo varie presentazioni facciamo amicizia. Mentre Elisa mi parla un po’ della sua vita, una cosa che mi lascia a bocca aperta. Lei (che ora frequenta l’università) è uscita dalla scuola media con il voto di ottimo, ma una volta arrivata alle superiori non riusciva più a rendere come prima. Nonostante si applicasse e cercasse di mettercela tutta, non arrivarono affatto bei voti.
Si chiuse allora nella sua camera e piangendo supplicò Dio di aiutarla, ma poi si rispose che con tutta la gente bisognosa del mondo, il Signore non poteva dar retta ai capricci di una liceale. Però proprio in quel momento si sentì come se Dio fosse sceso accanto a lei e gli avesse poggiato una mano sulla spalla.
Da quel momento Elisa, cominciò a “cercare” Dio, riuscendo così a colmare quel vuoto di serenità dentro il suo cuore. Appena ebbe finito di parlare, io quasi non riuscivo a credere a quello che avevo appena ascoltato, perché la storia di Elisa era precisamente uguale alla mia.(…)
Mi sentii più sereno e alleggerito da un peso.
Fu immediato e fortissimo il mio desiderio di raggiungere Dio…”
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Roma 20.04.2002

In questo momento di indicibile dolore, gli amici, i vicini, la scuola si sono dileguati. Eppure Federico era un ragazzo bravo, intelligente, una speranza nell’ambito dello sport. Voglio riportare l’unica lettera scritta da un’insegnante di Federico alla sua mamma.
“Cara Signora, come posso esserle vicina in questo momento? Se il sentirsi circondata di affetto potesse lenire la sua sofferenza vorrei abbracciarla, starle accanto giorno e notte.
Ma è un altro l’abbraccio, la vicinanza che lei vorrebbe.
Possiamo chiederci: perché? Tutta la vita la passeremo a chiederci perché e tutta la vita non ci basterà per capirlo.
Era troppo più sensibile degli altri? Troppo più profondo? Troppo più fragile? C’è stato un segnale che non abbiamo captato? Qualche ricerca di aiuto che non abbiamo sentito? Perché lui? Perché lui? Perché lui? Non conosco parole per consolarla, cara Signora. Dicono che il valore di una vita non dipende da quanto è lunga.
Sicuramente la vita di suo figlio ha avuto senso e compiutezza al di là della sua brevità. Questa – forse – è l’unica cosa che possiamo fare: far riemergere il senso e la compiutezza della vita di Federico, portare alla luce come il mondo sia migliorato e possa migliorare grazie al suo passaggio.
L’abbraccio con tutto l’affetto possibile”.

Mi colpisce molto la situazione di grave sofferenza nella quale versano non poche famiglie.
Mettiamo che in casa ci sono degli anziani, magari malati di Altzeimer, oppure affetti da malattie a lunga degenza con necessità di cure quotidiane, a volte molto lunghe e antipatiche.
È facile in questi casi “scaricare” la persona su una struttura pubblica. Forse, in certi casi, è anche necessario.
Ma non vi pare un’opera di grande misericordia tenersela in casa, assisterla, imparare a prestare le cure praticabili, chiamando all’occorrenza il medico o l’infermiera professionale? Certo occorre lasciar da parte tante comodità e affrontare disagi non da poco. Sono a conoscenza di situazioni di questo genere, qualche volta le ho viste coi miei occhi e in cuor mio ho benedetto il Signore e l’ho pregato perché aiutasse a portare a compimento, senza cedere alla stanchezza, opere così belle.

Defunti

Sono deceduti Costantino Fierro, il fratello del nostro indimenticabile Ennio, e la signora Francisca Canseco, mamma di P. Angel, P. Albino e Sr Amada Perez, tre religiosi della nostra Famiglia religiosa.
Con sentimenti di profonda gratitudine abbiamo pregato, invocando sui defunti la gloria del Paradiso e sui familiari il conforto della speranza cristiana.

Festa del Santuario dell’Amore Misericordioso

Vi invitiamo con molta gioia alla festa del Santuario. Venite con le vostre famiglie, organizzate dei pellegrinaggi invitando persone che ancora non conoscono l’Amore Misericordioso, proponete questo al vostro parroco. Avete il programma e potete scegliere i giorni più convenienti.
La Madre Speranza ci teneva molto a questa Festa, non per qualcosa di formale, ma per far arrivare il Vangelo della misericordia del buon Gesù a tutti gli uomini.
E oggi c’è bisogno più che mai di sentirsi amati, perdonati, guariti, confortati con la speranza che solo Lui può dare.

Foto di gruppo
da Porto s. Elpidio Il gruppo delle giovani Ancelle dell'AM professe di voti temporanei
Sr. Lucia celebrando il 25° di professione religiosa con il papà e alcuni nipoti Celebrando il 50° di professione religiosa, queste consorelle lo hanno voluto vivere nel ricordo del 25° celebrato insieme alla Madre Fondatrice

 

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ultimo aggionamento 14 settembre, 2003