RICORDANDO PADRE ARSENIO

Ricordando Padre Arsenio

P. Domenico Cancian fam

Eccellenza, Mons. Giuseppe Chiaretti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, presidente di questa celebrazione, Eccellentissimi vescovi, carissimi confratelli Sacerdoti che concelebrate; diaconi, religiosi e tutti voi che siete qui al Santuario dell’Amore Misericordioso, grazie di cuore per la vostra graditissima presenza!
Insieme ringraziamo l’A. M. per il dono di P. Arsenio ritornato al Padre nelle prime ore di sabato scorso dopo un’esistenza di quasi 90 anni spesi generosamente per la Chiesa, per i Sacerdoti, per la Famiglia dell’Amore Misericordioso, per questo Santuario.

Questa “grazia” si sintonizza perfettamente con la celebrazione eucaristica, azione di grazie per eccellenza, e con i sentimenti di lode espressi da P. Arsenio nel suo testamento spirituale. In questo testo, scritto con molta cura 21 anni fa, e che è disponibile per quanti lo desiderano, l’espressione che ritorna una decina di volte è “Benedico il Signore!”. Oserei dire che è una sorta di Magnificat, di Salmo di ringraziamento all’AM del Signore “perché è buono, perché eterna è la sua misericordia”.
Ripercorrendo i momenti salienti della sua vita, momenti contrassegnati spesso dalla sofferenza di vario genere, egli non ha alcuna parola amara, nessun rimpianto, nulla da perdonare. Egli riassume la sua vita così: “Tutto è da Lui, tutto è grazia, tutto è misericordia”. È la testimonianza più semplice e più bella del cristiano maturo, del sacerdote zelante, del FAM che ha incarnato il carisma donato dallo Spirito alla Madre Speranza.

Non intendo qui presentare la complessa figura di P. Arsenio, ma non posso non evocare alcuni tratti della sua vita come FAM, rivolgendomi quindi in modo particolare alla Famiglia nella quale egli lascia una testimonianza indelebile e significativa.

Colgo molta vicinanza e sintonia con la Madre Speranza, da lui qualificata “veneratissima”, tramite dell’inestimabile grazia della vocazione religiosa.
L’ultimo particolare: tutti e due muoiono a 90 anni, meno qualche mese, portando a compimento, nell’ultimo periodo della vita, l’offerta di sé in modo ritirato, sereno, sofferto.
Fu la Madre a dirgli, nel lontano 1954, con voce chiara e sicura: ”Secondo nostro Signore, lei dovrebbe diventare FAM!” . Capì subito che si trattava di un’altra chiamata di Gesù. Disse di sì superando mille difficoltà, lasciando l’amata parrocchia di Marsciano alla quale si era dedicato con grande passione pastorale dal 1947 al 1954.
Vicino alla Madre fu testimone di fatti straordinari; il suo cammino spirituale s’intensificò e si arricchì; fece suo il carisma dell’AM, interpretandolo con la Parola di Dio e col Magistero della Chiesa, due riferimenti che P. Arsenio teneva costantemente presenti.

Uomo di preghiera. Uomo di Dio. Uomo guidato dallo Spirito. P. Arsenio era il primo a trovarsi in Chiesa (per tanti anni ha aperto ogni mattina la porta di casa), davanti al Crocifisso dell’AM, col suo
breviario e con un buon libro di meditazione. Appassionato di letture teologiche, si manteneva costantemente aggiornato, centrando la sua attenzione sul Concilio Vaticano II. Da questa prolungata e profonda comunione con Gesù, P. Arsenio traeva ispirazione per fare con gioia e radicalità la volontà del Signore e trasmetterla con chiaroveggenza agli altri nelle celebrazioni, nel sacramento della riconciliazione, nella direzione spirituale, nelle normali relazioni quotidiane. Dovunque con uno sguardo costantemente luminoso, incoraggiante, umile e disponibile.

E pensare che il suo carattere era piuttosto energico, deciso, quasi impulsivo. Quante volte ha chiesto scusa per interventi troppo immediati (pensiamo ai suoi richiami quasi ossessivi all’osservanza della pausa all’asterisco dei salmi, al canto ben fatto, al rispetto del silenzio e delle regole). Probabilmente eccessivo, ma dietro c’erano passione, zelo, fervore per il Signore, per la Sua parola, per la Chiesa, per fare le cose come si deve. Viene in mente la parola del Salmo, in riferimento al Messia: “Lo zelo per la tua casa mi divora”.

È stato un religioso convinto, risoluto, coerente, appassionato. Col suo esempio e con le sue parole è stato per tutti noi un fratello e un padre che sapeva intravedere e accompagnare la vocazione. Questo aiuto fu per molti di noi umanamente determinante. La nostra storia gli riconosce il merito di essere stato uno dei più grandi formatori, dopo la Madre, delle prime generazioni della famiglia dell’AM.
Nei 12 anni che è stato P. generale (dal 1968 al 1980), subito dopo P. Alfredo, di cui aveva molta stima e rispetto, ha dato notevole impulso e sviluppo alla Congregazione. Grazie anche alla sua opera arrivò l’approvazione diocesana dei FAM (19 luglio 1968), si intraprese in modo corretto un genuino rinnovamento delle Costituzioni in linea con il Concilio e con il carisma, si affermò con straordinaria efficacia la missione verso i sacerdoti.
l’Arcidiocesi di Fermo, la Diocesi di Orvieto – Todi, la regione umbra hanno trovato in P. Arsenio un eccezionale punto di riferimento per l’attività formativa del Clero. Pensiamo agli innumerevoli Ritiri ed Esercizi Spirituali organizzati ed animati instancabilmente da lui, alle giornate di Spiritualità presbiterale (oltre 30 a Collevalenza, raggiungendo anche 900 sacerdoti).

Centro di tutto il suo essere ed agire: l’AM, il Crocifisso, l’Eucaristia, Maria Mediatrice.
Al Santuario quando celebrava, quando predicava in modo convinto e convincente (aiutato anche da una notevole capacità oratoria), quando sedeva in confessionale anche 10-12 ore al giorno, godeva nel sentirsi strumento della misericordia divina. E il Signore si è abbondantemente servito di lui. Le testimonianze sono davvero tante. A cena, dopo tante ore di confessionale gli chiedevo se era stanco; mi rispondeva che era contento e che dopo aver pregato, sarebbe volentieri ritornato a confessare.

Nel suo testamento appare evidente la sua identità di FAM, il senso genuino e profondo dell’appartenenza alla Chiesa e alla Famiglia dell’AM. “Esprimo la mia profonda gratitudine a tutti i miei fratelli, Figli dell’Amore Misericordioso, per la carità premurosa con la quale mi hanno accolto, confortato soprattutto negli anni nei quali mi fu affidata la responsabilità della Congregazione.
Sono tanto grato alle Sorelle della “Misma Familia” per il costante esempio di generosità, di sacrificio e di gioiosa dedizione che mi hanno dato.
A tutti e tutte chiedo perdono per quelle volte che, involontariamente, fossi stato loro di inciampo, o che non avessi saputo dare loro quello che da me avevano il diritto di avere. Sento però di aver amato tutti e tutte di intenso amore, “in visceribus Christi”.

Ci ha dato esempio di obbedienza, pronta e generosa. Ha fatto di tutto, cominciando con l’Ufficio amministrativo diocesano (per il quale riconosceva di non avere attitudine… sorrideva nel ricordare questo primo incarico come sacerdote!). Lo fece per 4 anni. Fu parroco in Borghetto di Prepo e Marsciano e ci si dedicò con tutto il cuore. Fu direttore di coro, appassionato di musica e del canto sacro, direttore di collegio, Superiore più volte in varie comunità, direttore spirituale e confessore. Seppe anche distaccarsi, quando arrivava l’ora, da tutto, accettando serenamente infine la vita ritirata, la malattia e la morte.

P. Arsenio ha vissuto la povertà evangelica: “Nato in una famiglia numerosa di contadini, famiglia di modeste condizioni economiche, ma ricca di laboriosità e di fede, sono cresciuto e vissuto con il cuore libero dalle cose. Innamorato fin dai primordi del Sacerdozio di quel tesoro evangelico che è la Povertà, tesoro che ho cercato di custodire e difendere con gelosia, sono giunto alla Congregazione povero ma senza debiti. Tutto mi è stato donato con larghezza, giorno su giorno da quella adorabile Provvidenza, sempre generosa verso quanti lasciano tutto in vista del Regno.
Al giorno di oggi, 3 Novembre 1984, per quello che so, nulla ho di mio. Se al momento della mia morte qualcosa risultasse intestato al mio nome, quale mia proprietà, io, in piena coscienza, dispongo di tutto a favore della Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso”.
Una povertà che diventa generosa donazione verso chi era in condizioni di bisogno (un giorno vendette anche la cosa che gli era più cara, il pianoforte, per dare il ricavato ad un povero! e senza farlo sapere a nessuno).

P. Arsenio è stato un uomo casto, ossia tutto del Signore e delle persone che a lui ricorrevano attratte dal suo carisma e che era solito chiamare “Figlio, figliolino mio”, impegnando con questo la sua paternità spirituale. Mi vengono in mente le parole di Paolo ai Galati: ”Figlioli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore finché non sia formato Cristo in voi” (Gal 4,19). “Sono io che vi ho generato in Cristo Gesù, mediante il Vangelo” (1Tess 4,15).

Con la sua profonda vita spirituale poteva trasmettere pace, incoraggiare, offrire consigli illuminanti, soprattutto edificare con una stupenda testimonianza di vita. Il suo nome rimarrà in benedizione.

Grazie P. Arsenio per quello che sei stato e per quello che ci hai donato. Ora starai contemplando faccia a faccia il volto dell’AM, assieme a Maria Mediatrice, alla Madre e ai fratelli e sorelle della tua e nostra Famiglia, insieme alla tua carissima mamma Giulia e a papà Raffaele che non avevi mai conosciuto perché, partito per la guerra il giorno dopo del tuo battesimo non fece più ritorno a casa.
Ottienici di vivere la vocazione con la tua coerenza, col tuo sorriso, con il tuo fervore, con una rinnovata fedeltà alle amate Costituzioni.
Ottienici di non scendere a compromesso su ciò che non è evangelico, non corrisponde al Magistero, alle amate Costituzioni alle quali tu prestavi molta attenzione.
Ottienici nuove e sante vocazioni.

Oggi che la Chiesa fa memoria del nome Santissimo di Maria.
P. Arsenio nel suo testamento così conclude: “Fiducioso nell’Amore Misericordioso e nella Santissima Madre, nel cui Cuore ogni giorno ho posto tutto me stesso, ripetendo con dedizione totale: O regina e Madre mia, io sono tutto tuo e tutto quello che ho è tuo!, guardo con fiducia gli anni che mi sarà ancora concesso di vivere, e mi propongo di viverli con il più forte impegno, lavorando per la Sua gloria, per la nostra Famiglia, per la Chiesa e per il Mondo, fino all’ultimo istante della mia vita.
Laus Deo et Beatissimae Virgini Mariae!

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ultimo aggiornamento 07 novembre, 2005