La lettera

 

Non abbiamo tempo

Carissimo,

    se vuoi incontrare qualcuno, devi avere tempo per lui. Sederti insieme, bere un caffè, parlare, sentire che cosa vuole, come va il suo mondo, ascoltare i suoi problemi, dire anche i tuoi.
    È proprio quello che devi fare. Vedere l’altro, accorgerti del suo nascosto, del suo invisibile, raccogliere il dolore e la speranza, il sogno e le sconfitte.
    Ma tu, io… non abbiamo tempo di fermarci.
    E c’è Qualcuno, invece, che chiede di essere visto, di essere aiutato, di essere capito. Qualcuno, un Dio, che vuole parlarci:
    – come stai? Anche questa mattina ho atteso che tu mi pensassi, che mi dicessi qualcosa. Speravo di salutarti, ma eri già molto occupato… correvi per vestirti, sistemarti, arrivare in tempo;
    – ho continuato a credere, mentre correvi per strada, volevo dirti soltanto "buon giorno", ma eri troppo occupato nelle tue cose;
    – tra tante voci, tanti suoni, come potresti sentirmi? Occorrerebbe un pò di silenzio. Il mondo è sovraffollato di suoni, di messaggi, come fa a capire? Solo il silenzio è stupore, è creazione, il silenzio riporta a casa, nel più intimo di se stessi;
    – ti ho visto per tutta la giornata, ho aspettato pazientemente… è possibile che tu non abbia trovato neppure un istante per accorgerti di me?
    – ci fu un momento in cui ho pensato che mi rivolgessi la parola, un momento di grande preoccupazione per te, ma ho atteso invano. D’altra parte, essere ricordato come se io avessi colpa del dolore degli uomini, che delusione per me!
    – adesso, sei ritornato, stanco, stanchissimo, come darti torto? E però, hai acceso la televisione, hai cenato, ed io pensavo che, prima di coricarti, ti saresti certamente accorto di me, mi avresti dato un saluto.
    Pazienza, ti voglio bene lo stesso.

Nino Barraco

 

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ultimo aggiornamento 23 gennaio, 2006