DAGLI SCRITTI DI MADRE SPERANZA
 
“Il Tuo Spirito Madre”
    a cura di Padre Mario Gialletti fam

 

Madre Speranza di Gesù Alhama Valera nata il 30 settembre 1893 a Santomera morta in Collevalenza l’8 febbraio 1983. Fondatrice delle Ancelle e dei Figli dell’Amore Misericordioso e del Santuario di Collevalenza

È in corso il Processo canonico per la sua canonizzazione e il 23 aprile 2002 la Chiesa l'ha dichiarata venerabile. 

In questo anno riproponiamo alcuni brani del suo diario

 

 

Madre Speranza

Con la tua grazia
sono disposta a soffrire con gioia tutte le prove che credi bene mandarmi o che permetti

27 luglio 1941
Mi dici, Gesù mio, che desideri io accetti per tuo amore il nuovo calice che mi stanno o mi stai preparando. Con la tua grazia sono disposta a soffrire con gioia tutte le prove che credi bene mandarmi o che permetti mi causino; non desidero, Gesù mio, altro che servirti, farti contento, essere tutta tua e dimostrarti concretamente che sono tua schiava. Gesù mio, dammi tanto amore e chiedimi ciò che vuoi; aiutami, Dio mio, a distruggere la superbia che mi tormenta poiché pretende farmi retrocedere davanti alla lotta. Fa, Gesù mio, che la tua Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso cresca sotto il tuo sguardo; dammi forza nella lotta, fermezza di decisione e una carità ardente, insieme ad una tenerezza materna. Io, Gesù mio, altro non voglio che amarti, soffrire e che tu sia il rifugio e il sostegno delle mie povere figlie perché soffriranno molto se io debbo continuare a soffrire ed essere per lungo tempo separata da loro. Sai già, Gesù mio, che molte volte la mia natura si ribella all’odio implacabile scatenato contro di me, all’invidia che desidera che io scompaia e alle maldicenze che frantumano la mia reputazione e al fatto che persone con alti carichi ecclesiastici mi perseguitano. Tutto questo già mi spaventava ed ora aggiungi che devo soffrire ancora di più. So risponderti solo come sempre: Signore, eccomi, sono tua schiava, comanda e disponi di me come vuoi; non guardare la mia debolezza, ma che fin dall’inizio il mio cuore ha accettato ogni cosa, il mio spirito lo ha desiderato e lo desidera ancora. Già da lungo tempo infatti io non vivo che per Te e col desiderio di farti dimorare dentro di me. Aiutami, Gesù mio, a darti in ogni momento quanto mi chiedi. (El pan 18, hoy 651-653)

Ultima domenica di agosto 1941
Oggi, ultima domenica di agosto, muore all’ospedale la postulante Silvana lasciandomi una grande gioia perché questa figlia, con grande serenità diceva che andava in paradiso. (El pan 18, hoy 654)

Roma 16 settembre 1941
Mi dici, Gesù mio, che sarai nemico dei miei nemici e tormenterai quanti mi affliggono. Padre di amore e di misericordia, ti prego dimentica, non tenere in conto e perdona perché sono accecati. Gesù mio, dimentica tutto il male che vorrebbero farmi; valuta invece il bene che arrecano alla mia povera anima: con i loro imbrogli e calunnie mi hanno unito di più a Te e mi hanno procurato moltissime sofferenze che ho sopportato con gioia per Te e per la tua gloria. Essi, nella loro cecità, avranno preteso o pretendono farmi del male, ma tu sai che mi hanno procurato tanto bene; perciò ti prego, Gesù mio, perdonali e abbi pietà di loro. Mi farai contenta, Gesù mio? Non desidero altro che sentirti dire che perdoni i miei nemici, poiché, il mio cuore, colmo del tuo amore, altro non vuole che il perdono per tutti coloro che, con questa persecuzione, ti hanno offeso. (El pan 18, hoy 655-657)

Roma 22 settembre 1941
Gesù mio, soffro tanto vedendomi isolata dalle mie figlie, privata della consolazione di poterle guidare, consigliare, correggere e istruire; però col cuore trapassato dal dolore e allo stesso tempo traboccante di gioia per queste prove e sofferenze che ti compiaci inviarmi, frequentemente ripeterò: "Gesù mio, in Te ho riposto ogni mio tesoro e ogni mia speranza" Mi dici Gesù mio, che debbo essere triturata da grandi sofferenze per diventare degna del tuo amore e per darti la più autentica prova di fede nelle tue promesse; mi dici anche che vuoi provare la mia fedeltà e fortezza. Dammi il tuo amore, Gesù mio, e chiedimi quello che vuoi. (El pan 18, hoy 658-659)

Roma 4 ottobre 1941
Ti prego, Gesù mio, abbi pietà di me e non lasciarmi sola in questi momenti di aridità e oscurità. Ti cerco, Gesù mio, ma non ti trovo; ti chiamo e non ti sento; sono finite per me le dolcezze del mio Dio. Che tormento, Gesù mio! Quale martirio! Solo tu lo sai apprezzare e a te offro tutto in sconto delle mie ingratitudini e delle offese che ricevi dai sacerdoti del mondo intero. E’ questo il calice che mi hai preannunciato? Ti piace vedermi gemere da sola? Se è così ti ripeto una e mille volte, Dio mio,che metto nelle tue mani la mia fiducia e il mio abbandono; e molte volte ti ripeterò: Gesù mio, ho riposto in Te ogni mia speranza; mi salvi, Dio mio, la tua giustizia. Sii per me protezione e rifugio dove mettermi in salvo. Sii tu la mia fortezza e il mio riparo; liberami, Gesù mio, dal laccio che mi hanno teso i miei nemici e perdonali perché credono di aver operato il bene. (El pan 18, hoy 660-652)

Roma 5 ottobre 1941
Fino ad ora, Gesù mio, alcune volte ho provato angoscia e indignazione e la mia vita si consumava nel dolore dinanzi alle offese che ti vengono arrecate e vedendo che sono diventata oggetto di ignominia per i miei nemici e perfino per quelle che un giorno erano mie figlie e che mi hanno dimenticata come morta; ma allora ti sentivo vicino ed ora non ti sento più, né ti trovo: Ora mi sento sola, in esilio e afflitta. Ma io spererò in te in questa situazione per tutto il tempo che vorrai, gioirò e mi rallegrerò nella tua misericordia. (El pan 18, hoy 663)

Roma 16 ottobre 1941
Che spavento ha provocato in me il contenuto della quarta lettera dell’Apocalisse, specialmente i versetti citati dal mio ex confessore! Gesù mio, è possibile che io sia così? Certamente se Tu non mi sostieni e non rimani con me; oggi posso dire sinceramente che, grazie a Te, che non mi hai lasciata sola, tutto ciò è una calunnia; ma, Gesù mio, non mi lasciare mai e conserva nel segreto del tuo cuore paterno la purezza della mia innocenza e il certificato della mia fede perché conservato fedelmente da te possa presentartelo integro nel giorno della mia morte. Gesù mio, imprimi nel mio il sigillo del tuo cuore divino perché sempre viva secondo le tue leggi e desideri e dopo questo esilio possa giungere a Te senza alcun impedimento. Dammi, Gesù mio, una fede viva per sopportare con gioia quanto tu permetti e aiutami a compiere con serenità tutto quello che il Santo Ufficio mi ordinerà, senza badare se sia giusto o no. Gesù mio, nonostante quanto mi si attribuisce, il mio comportamento sia tale da meritare di assaporare, come tua vera sposa, l’alleanza del tuo amore puro. (El pan 18, hoy 671-674)

Roma 29 ottobre 1941
Gesù mio, sai quanto sto soffrendo in questo esilio e il martirio che sperimento vedendo che nel mio cuore non arde l’amore per Te, né provo le dolcezze d’amore della comunione intima con Te. Mi trovo, Gesù mio, come un pezzo di marmo, non so dirti niente. Dove sono, Gesù mio, quelle consolanti frasi d’amore che mi sgorgavano dal cuore quando ti amavo e non pensavo ad altro che a Te? Castigami, Gesù mio, in questo esilio con ogni tipo di sofferenza, ma non punirmi con questa freddezza e aridità verso di te. Vedi, Gesù mio, come il mio poco fervore produca in me scoraggiamento e freddezza tali da provare noia e stanchezza perfino nella preghiera e non più gioia nella sofferenza e nella persecuzione. Gesù mio, vieni in mio aiuto e non darmi consolazioni, ma amore, tanto amore. (El pan 18, hoy 675-676)

5 novembre 1941
Oggi, 5 novembre 1941, Suor Consuelo lascia la Congregazione dopo avermi procurato tanti dispiaceri, e si è compiuto quello che il buon Gesù mi aveva detto. Questo fatto ha molto impressionato le figlie che ogni giorno si comportano meglio e sono più fervorose. (El pan 18, hoy 677)

12 novembre 1941
Tu, Gesù mio, conosci la mia causa e quanto sto soffrendo poiché penetri nel più profondo della mia anima. Così ti dirò solo che, col tuo aiuto, sono disposta a soffrire quanto tu vorrai e a compiere con prontezza la tua divina volontà. Fa, Gesù mio, che tutte le mie azioni siano conformi alle tue e fortificami nel tuo amore e nella pace. Illumina i miei sensi con la luce della tua carità, perché solo tu nel più profondo del mio cuore mi istruisci, mi indirizzi e illumini. Fa, Gesù mio, che nel momento della mia morte il tuo amore divino riceva la mia anima fra le sue braccia per unirsi eternamente a Te. (El pan 18, hoy 678-679)

13 novembre 1941
Oggi, 13 novembre, sono tremendamente afflitta perchè ho capito che il Vescovo di Tarazona vuole interrompere ogni relazione tra me e le figlie. Così nel colmo del dolore posso dire soltanto: Gesù mio, rendi il mio cuore simile al tuo, perché in ogni momento accetti tutto quello che tu permetti mi facciano. (El pan 18, hoy 680)

Roma 17 novembre 1941
Perché, Gesù mio, il mio cuore soffre questi alti e bassi nonostante l’amore che provo per te? E perché mi sento così debole nella sofferenza, nonostante sia persuasa del tuo aiuto e che con la forza della tua grazia vincerò ogni difficoltà? Mi dici che è tuo desiderio che io non cerchi altro se non la sofferenza, l’amore per te e la tua gloria anche a costo del disprezzo di me stessa. Ma che dici, Gesù mio? Tu per me hai sofferto molto fino a morire nudo su una croce, calunniato, disprezzato, sopraffatto, deriso e fra i più infamanti insulti; e io potrò negarti qualche cosa? Non cercherò la tua gloria a qualunque costo? Non sarò forse tutta tua come tu sei tutto per me? Sai bene Gesù mio che non desidero altro che amarti e soffrire e credo che già da molto tempo non cerco altro che la tua gloria. Aiutami a darti sempre quanto mi chiedi poiché il mio unico desiderio è farti felice. (El pan 18, hoy 681-683)

Roma 18 novembre 1941
Mi dici, Gesù mio, che mi vuoi più unita a te e maggiormente conforme alla tua volontà. Quanto mi rattrista questa tua raccomandazione! Infatti vedo che nonostante non desideri altro che fare sempre la tua volontà e che essa si compia in me, arrivato il momento evidentemente non la compio, né la ricevo come tu vuoi. Mi dici anche di ricordarmi che la conoscenza di te porta all’amore perché in te tutto è amabile, mentre la conoscenza di me stessa mi mostrerà la necessità per la mia anima dell’unione con Te, mi farà sospirare ardentemente Te e rifugiare nelle tue braccia, confidando sempre nella tua divina volontà, sarà questa che mi unirà sempre più direttamente e indirettamente a te che sei la fonte di ogni perfezione. Gesù mio non voglio altro che farti piacere e sottomettermi in tutto e per tutto alla tua divina volontà. Non permettere, Gesù mio, che desideri qualcosa che non sia secondo la tua volontà e concedimi la grazia di amare intensamente la croce e che il desiderio della santificazione dei tuoi sacerdoti mi renda felice vivendo una vita di espiazione, arrivando non solo ad amare il dolore, la mortificazione e la croce, ma a desiderarla con ansia perchè la sete per la salvezza delle anime, il desiderio di soffrire e soprattutto l’amore alla croce è stato il tuo amore portato fino al sacrificio di te stesso. (El pan 18, hoy 684-686)

19 novembre 1941
M’insegni, Gesù mio, che la sofferenza accende nell’anima il tuo amore e che il tuo amore non si ottiene senza sofferenza. E poi, Dio mio, me la lesini! Perché, Padre mio? Senza alcun dubbio perché tante volte ho ricevuto con poca riconoscenza un dono tanto grande. Gesù mio, ancora una volta perdonami e non darmi più consolazioni, ma solo sofferenze, persecuzioni e dolori. Fa che ami intensamente la croce e non viva felice senza di essa finché la morte non mi unisca al mio Dio per l’eternità; che possa dire veramente che ti amo con tutto il cuore e che non ho più una mia volontà. (El pan 18, hoy 687-688)

Roma 21 novembre 1941
Dio mio, fa che nell’angoscia e nel dolore, il mio cuore venga acceso dal fuoco del tuo amore, la mia anima goda e si dilati nella sofferenza e io desideri solo che si compia in me e nelle figlie la tua divina volontà anche se mi fa molto soffrire, per quanto non la capisca e anche se non la vedo. Concedimi la grazia di elevarmi, col tuo aiuto, dalle creature a Te e che veda Te in ogni avvenimento, disposizione o situazione. (El pan 18, hoy 689-690)

Roma 22 novembre 1941
Gesù mio, ho grande desiderio di santificarmi ad ogni costo e solo per dar gloria a Te, ma vedo che il cammino della perfezione diventa sempre più duro e per proseguire in questo cammino occorrono sforzi grandi ed energici e per questo mi fa molta paura soprattutto quando dimentico che tu mi precedi aiutandomi. Allora facilmente mi scoraggio e gemo senza rendermi conto che le tribolazioni e le sofferenze che mi schiacciano sono una vera prova del tuo amore e del tuo desiderio di purificarmi. Gesù mio, col tuo aiuto oggi ti prometto nuovamente di camminare per questo sentiero aspro e difficile, guardando sempre avanti e non voltandomi indietro, spinta dalla brama di perfezione che tu vuoi da me. (El pan 18, hoy 691-692)

Roma 25 novembre 1941
Gesù mi dici che desideri che rinunci di più a me stessa per possedere Te; che lotti per godere la pace vera e che muoia a me stessa per vivere la tua vita, ossia l’unione con te. Vuoi che io sia tutta tua come tu sei tutto per me e di conseguenza che io non desideri niente, neanche me stessa fuori di te, perché vuoi essere per me tutto. Quale cuore potrebbe resistere a tanta delicatezza senza accendersi d’amore per te? Oggi, Gesù mio, mi sento così fortemente ferita da essere obbligata a dirti di diminuire un po’ questo fuoco perché il mio cuore debole non riesce a sopportare la violenza di questo amore. (El pan 18, hoy 693-694)

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ultimo aggiornamento 16 febbraio, 2006