UNA PAGINA DI VANGELO

 

Dagli scritti di Madre Speranza

Dal Vangelo di Marco 3, 13-18:

Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; poi Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanerghes, cioè figli del tuono; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì.

Elezione dei dodici Apostoli

Chiamata di Gesù e risposta dei suoi discepoli (cfr El pan 7, 62-72)

 

Gesù chiama i suoi apostoli con sapienza, bontà ed efficacia

Con sapienza: essendo egli povero e umile non li volle ricchi, nobili e letterati, ma simili a Sé, in armonia con il loro Maestro. Perché, volendoli colmare dei suoi grandi doni, non potessero attribuirli a se stessi e rimanessero umili in spirito. Infine perché la grande opera della conversione del mondo non fosse mai attribuita alle forze umane.

Con bontà: perché fosse evidente che la vocazione ha origine solo dalla bontà di Dio e dai meriti di Gesù e non dal comportamento buono o cattivo del chiamato. Gesù chiamò alcuni discepoli di Giovanni Battista come Andrea che aspirava alla perfezione sua e di suo fratello, per confermare la dottrina del precursore. Chiamò alcuni virtuosi e ben disposti come Giacomo e Giovanni, impegnati in un lavoro umile e molto legati fra loro e chiamò anche altri non ben disposti, grandi peccatori e attaccati alle cose della terra, come Matteo e Saulo.

Con efficacia e grande autorità: perché, solo all’udire la sua voce e il suo invito a seguirlo subito si mossero Andrea, Pietro e i due figli di Zebedeo e anche Matteo fu strappato al suo infame ufficio con un semplice tocco di grazia.

Gesù seduto in luogo povero, mite nell’aspetto,

invia i suoi umili discepoli, a lui simili, e chiama tutti gli uomini. Negando a tutti quello che promette Satana, dice: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». Fonda il suo invito su tre motivi:

  1. Perdere l’anima per il mondo significa trovarla per il cielo; «Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; e chi la perderà per me, la salverà».

  2. Per salvare l’anima vale la pena di perdere il mondo intero; «che giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la sua anima?».

  3. La ricompensa finale sarà grande; «perché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Vediamo i quattro tipi di chiamati alla santità e a quale di essi noi apparteniamo.

I primi sono coloro che, chiamati alla santità, vogliono raggiungerla senza usare i mezzi adatti e restano fuori dalla chiamata di Gesù alla perfezione.

Altri vogliono la propria santificazione e usano i mezzi necessari, però nel modo che piace a loro e non come vuole il Signore. Sono simili a quei malati che vogliono curarsi con le medicine che piacciono a loro e non con quelle che prescrive il medico.

Altri ancora vogliono santificarsi con i mezzi e il modo voluto dal Signore e con San Paolo chiedono «Signore, che vuoi che io faccia?». Questa loro disposizione rallegra e conquista il cuore del Signore nostro Dio.

Infine, i più perfetti cercano di essere poveri e disprezzati, indifferenti a prendere o lasciare questo o quello, secondo che sia loro comandato e così, con verità e umiltà, possono ripetere: «Non mi glorierò che della croce di Cristo, mio Dio e Signore».

A quali apparteniamo?

Come abbiamo corrisposto alla nostra vocazione?

Viviamo abbracciati alla croce con il nostro Dio e Signore? La sua volontà è anche la nostra? Abbiamo sempre cercato la sua gloria, anche a costo della nostra vita, onore e benessere?

Risplende in noi il suo Spirito? Possiamo dire con verità «siamo schiavi dell’Amore Misericordioso»?

Hanno ricevuto amore e misericordia quanti ci vivono accanto?

Abbiamo ricordato sempre che possiamo trovare Gesù solo nella povertà, nell’umiltà e nel disprezzo delle vanità e degli onori del mondo?

E come ci siamo comportati nella prova? Come abbiamo cercato Gesù quando ci sembrava che ci avesse abbandonato?

Se abbiamo fatto tutto secondo la volontà di Dio, sono sicura che Egli ci darà la ricompensa che io desidero: di essere consolati dolcemente dal nostro Dio.

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ultimo aggiornamento 06 aprile, 2007