STUDI

 S. E. Mons. Gualtiero Sigismondi

Sua Eccellenza Mons. Gualtiero Sigismondi, vescovo di Foligno
Omelia in Collevalenza per la festa del Santuario 28 ottobre 2008

Dio manifesta la Sua onnipotenza soprattutto con la misericordia ed il perdono

Saluto del Padre generale P. Aurelio Pérez:

Rev.mo e carissimo Mons. Gualtiero, è con profonda gioia che la nostra Famiglia dell’Amore Misericordioso ti accoglie in questo giorno di festa insieme ai pellegrini qui convenuti per la Festa del Santuario. Grazie per aver accolto l’invito a venire in questo giorno. E’ una grazia poter celebrare questa Eucaristia segno massimo della nostra Comunione in Cristo, presieduta da te, consacrato di recente Vescovo della Chiesa di Dio che è in Foligno. La vicinanza geografica che è vicinanza di spirito e di affetto ci stringe insieme a te nella preghiera e nell’offerta presso questo Santuario dal Signore voluto e da Madre Speranza realizzato per cantare le misericordie del Signore. Ti affidiamo all’intercessione di Maria Santissima che qui veneriamo come Mediatrice di tutte le grazie e che Tu insieme alla carissima Chiesa perugina, tua madre nella fede, veneri e ami come Madonna delle Grazie. Dall’immagine che ti è molto cara, quel volto dolce e quegli occhi imploranti e misericordiosi, quelle mani aperte in segno di benedizione, di intercessione e di premurosa attenzione, accompagnino la Tua azione apostolica, veglino sui tuoi passi, ti siano conforto nelle ore difficili perché possa essere un Pastore secondo il cuore misericordioso dell’unico Pastore e Signore.

 

Omelia del vescovo Mons. Sigismondi:

Sono io a ringraziare la Famiglia dei Figli dell’Amore Misericordioso in particolare Lei, carissimo Superiore Generale, per l’invito che oggi mi ha fatto a celebrare l’Eucarestia in questo giorno di festa, col cuore colmo di trepidazione e di gratitudine. All’inizio di ogni Eucaristia lasciamo che il nostro cuore venga toccato dalla misericordia di Dio perché solo un cuore raggiunto dalla misericordia di Dio è un cuore che può dirsi veramente in festa. Per questo invochiamo misericordia e perdono.

Dio manifesta la Sua onnipotenza soprattutto con la misericordia ed il perdono. Questa formula liturgica è il commento più adatto per avvicinarci a questa pagina di Vangelo che conosciamo bene e tuttavia ci sorpassa da ogni parte. Proviamo a fissare lo sguardo su qualcuna delle tantissime perle preziose che sono contenute come in uno scrigno in questa pagina per sentire la forza dell’Amore Misericordioso del Signore e lasciarci raggiungere dalla Sua Grazia, dal Suo perdono.

In questa pagina risplendono tre figure: il prodigo, il figlio maggiore ma soprattutto il padre.

E vorrei fermare la mia e vostra attenzione sulla figura del padre, sul suo silenzio, sul suo sguardo sulla sua gioia, sulla sua confessione.

 

Anzitutto il silenzio del padre.

Sorprende e commuove il silenzio del padre quando il figlio gli manifesta l’intenzione di andare in un paese lontano. Perché tanto silenzio? Perché Dio si ferma sulla soglia della nostra liberta, non può e non vuole fare nulla senza la nostra libertà. Ha rispetto della nostra libertà, si ferma sulla soglia della nostra coscienza, sta alla porta e bussa ma non entra se non trova almeno una fessura. Questa è la ragione di tanto silenzio, il silenzio di Dio che rispetta il mistero dell’uomo: stà alla porta e bussa ma non entra. Questo ci dice cari fratelli, la grandezza del mistero dell’uomo. Dio vuole scendere nella cripta della nostra coscienza per illuminarla con la sua Grazia, ma ha bisogno della nostra libertà, di questo segno altissimo che Dio ha messo nel nostro cuore; ha bisogno della nostra libertà per varcare questa soglia su cui si erge la grande basilica umana.

 

Al silenzio del padre si aggiunge lo sguardo.

Il padre ha seguito il figlio nel suo errare verso il paese lontano e quando si accorge che il figlio sta per tornare a casa il padre si mette in movimento e, come un torrente in piena, corre incontro al figlio per abbracciarlo e fare ancora silenzio, rompendo ancora il silenzio unicamente con la forza e l’abbraccio dei suoi baci. La sguardo del padre. Il figlio torna a casa con motivazioni non sufficientemente luminose; ha fatto un semplice calcolo: ha pensato che gli convenga tornare a casa, ma al padre è sufficiente che il figlio abbia di nuovo diretto lo sguardo verso la casa paterna; questo a lui basta per farlo uscire da casa per corrergli incontro e poterlo abbracciare.

Carissimi fratelli in questo sguardo del padre in questo sguardo benedicente c’è una indicazione preziosa per ciascuno di noi: nella nostra vita spirituale per capire dove siamo dobbiamo sempre rispondere ad una altra domanda: dove guardiamo. Se vuoi sapere chi sei, se vuoi conoscere dove sei, devi chiederti dove guardi, perché è il tuo sguardo che ti dice chi sei e dove sei. Certo talvolta con i piedi siamo lontani dall’ideale ma se teniamo fisso lo sguardo verso l’ideale, magari con il pianto e l’incanto dell’anelito, siamo in cammino! Ecco perché il padre corre incontro, perché quello sguardo diretto verso la casa paterna è il segno dell’inizio di una conversione!

 

Il silenzio, lo sguardo, la gioia del padre!

Abbiamo sentito che il padre invita i servi a preparare una festa. Non riesce a contenere la sua gioia, sembra quasi impotente dinanzi alla gioia che irrompe nel suo cuore per questo figlio ritrovato, per questo figlio ritornato a casa. Sorprende e commuove tanta festa; davvero niente ci può separare dall’Amore di Dio, come ci ha detto l’Apostolo Paolo; davvero nulla, neppure il peccato quando con cuore contrito e umiliato volgiamo il nostro sguardo a Dio che è Amore Misericordioso.

 

Ma questa gioia del Padre si traduce in una confessione.

L’unico che si confessa in questa Parabola è il padre. Non si confessa il figlio perché il padre glielo impedisce, ma è il padre che si confessa dinanzi al figlio maggiore. Il figlio maggiore che non riesce a capire il motivo di tanta gioia, che non riesce a capire il motivo di tanto sperpero di festa. Dinanzi al figlio maggiore il padre si confessa e dice che gli era impossibile fare diversamente. Sorprende questa confessione del padre e ogni volta che ascolto questa Parabola mi domando: che cosa ha fatto il figlio maggiore, ha accolto l’invito del padre a far festa oppure no? La Parabola termina senza dirci nulla di questo, perché la parabola deve terminare con questa confessione del padre. Termina con le parole più belle: il padre che ci rinvia a Dio che è Padre Misericordioso confessa la sua impotenza dinanzi ad un cuore contrito e umiliato, deve far festa quando può finalmente varcare la soglia della nostra libertà ed entrare in un cuore contrito e umiliato.

Carissimi fratelli noi abbiamo il potere di convertire la misericordia ed il perdono. Misericordia e perdono non sono sinonimi. Il perdono è la misericordia di Dio accolta da un cuore umiliato. Domandiamo al Signore in questo Santuario la Grazia di convertire la misericordia in perdono. Domandiamo al Signore la forza di spalancargli, attraverso il Sacramento della penitenza, la porta del nostro cuore perché con la sua grazia, come torrente in piena possa riempirlo, rinnovarlo, illuminarlo e soprattutto riempirlo di quella gioia che solo la misericordia del Signore rende possibile.

Siamo in un Santuario che da ogni parte ci parla di Madre Speranza: apostola dell’Amore Misericordioso, apostola perché discepola dell’Amore Misericordioso. Quando più saremo discepoli dell’Amore Misericordioso del Signore alla scuola del Sacramento della Penitenza tanto più potremo essere apostoli di questo Amore Misericordioso che ci sovrasta da ogni parte.

Niente ci può separare dall’Amore di Cristo! Se nel nostro cuore si è insinuato il dubbio che qualcosa, qualche peccato possa separaci irrimediabilmente dall’Amore di Cristo, che lo Spirito Santo cancelli questa opinione assolutamente errata; niente ci può separare dall’Amore di Dio. Un Dio che si inchina dinanzi al mistero della nostra libertà, un Dio che gioisce e confessa la sua gioia quando trova un cuore contrito e umiliato. Davvero il Signore manifesta la Sua onnipotenza soprattutto nella misericordia e nel perdono!

Articolo precedente

Articolo successivo

[Home page | Sommario Rivista]


realizzazione webmaster@collevalenza.it
ultimo aggiornamento 31 ottobre, 2008