La lettera

 

Chiara è di tutti

Carissimo,

ottavo centenario della Consacrazione, e le reliquie di santa Chiara sono arrivate da Assisi anche al mio paese.

Chiara, piena di luce, abitata dallo Spirito, compagna di Chiesa, sorella, amica. Una storia di stupore, icona di infanzia, donna di povertà, di profezia, la vergine sposa pronta per le nozze con l’Agnello.

La contemplativa, amante di Dio, fragranza di Dio: "In san Damiano la vergine Chiara si richiuse per amore dello sposo celeste. Qui incarcerò il suo corpo per tutta la vita, celandosi dalla tempesta del mondo".

Un altro passo dice così: "Ponendo il suo nido, come colomba d’argento, nella cavità di questa roccia, generò una schiera di vergini di Cristo, fondò un monastero santo e diede inizio all’Ordine delle Donne Povere".

Umile, debole, e però forte di Dio, della forza imprevedibile di un ostensorio che mette in fuga l’ira rapace degli uomini, il saccheggio dei Saraceni.

Chiara, conpatrona di noi giornalisti, di quanti operano nei mezzi di comunicazione televisiva. Lei, costretta a letto, sofferente per non poter partecipare al Coro con le altre Sorelle. Quel Natale, e si apre d’un tratto al suo sguardo l’interno della Basilica di San Francesco, così da poter udire "il giubilo dei frati che salmeggiano", discernere il suono degli organi e contemplare "il presepe del Signore".

Sì, è il bisogno, che abbiamo tutti, di vedere, ancora oggi, quel presepe di novità, di salvezza, che faccia il futuro di questo nostro tempo angosciato e feroce.

Nino Barraco

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ultimo aggiornamento 11 maggio, 2012