DAL SANTUARIO DI COLLEVALENZA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

P. Ireneo Martín fam

Aprile 2011

 

Voce del Santuario

 

LA SETTIMANA SANTA NEL SANTUARIO

Ci siamo... come ogni anno eccoci giunti al cuore e nel cuore della Liturgia della Chiesa e della Storia della Salvezza. La Settimana Santa è il cuore della fede cristiana.

In questa Settimana detta Santa, abbiamo vissuto gli eventi della "nuova creazione" in Cristo Gesù, dal suo ingresso solenne in Gerusalemme (Domenica delle Palme), all’Istituzione della Eucarestia, del Sacerdozio (Giovedì Santo), all’adorazione della Croce (Venerdì Santo), fino al SILENZIO DI DIO sulla morte del Figlio, allo smarrimento dei Discepoli fino alla Risurrezione del Cristo "Il primo giorno dopo il sabato".

Al Santuario abbiamo trascorso con gioiosa speranza i giorni della Pasqua. Nonostante temperature molto basse e la neve caduta sui monti vicini, i pellegrini sono stati numerosi e in tanti si sono accostati al Sacramento della Riconciliazione.

Le celebrazioni della Settimana Santa sono state sentite e partecipate in modo speciale. Abbiamo sperimentato che il nostro Dio non è lontano. Benedetto XVI mette in luce questa verità iscritta nel cuore di ogni uomo: Dio si è fatto carne per essere vicino alla nostra sofferenza e per aprirci la porta del Cielo. Con la Croce, spiega il Papa, "Gesù ha spalancato la porta di Dio, la porta tra Dio e gli uomini".

Il Signore non manca mai di stupirci con gli interventi della sua grande misericordia riversata su ognuno di noi! La croce diventa così il cuore del mondo e il Santuario testimonia questa particolare esperienza di grazia nell’immagine del Crocifisso dell’Amore Misericordioso.

Domenica delle Palme

Con la Domenica delle Palme abbiamo aperto la Settimana Santa. In questo giorno si fa memoria dell’entrata di Gesù in Gerusalemme e della sua Passione.

A Collevalenza, tutto comincia molti giorni prima con i preparativi per la rappresentazione vivente della "Passio Christi".

La Parrocchia di Collevalenza, intraprendente e attiva, ha contribuito alle tradizionali, sempre suggestive e preparate nei minimi particolari, Sacre Rappresentazioni dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e della Passione di Gesù il Venerdì Santo.

Nel pomeriggio della Domenica delle Palme, in Basilica, il parroco P. Alessandro ha rievocato l’Ingresso di Gesù a Gerusalemme, benedicendo e consegnando i ramoscelli di ulivo ai numerosissimi fedeli. Poi si è svolta la Processione dalle Piscine del Santuario verso l’Altare Maggiore, ove è stata celebrata la S. Messa con la lunga lettura dialogata della Passione (Passio Domini Nostri Iesu Christi) secondo San Marco.

Giovedì Santo

Il Giovedì Santo è il primo giorno del solenne Triduo Pasquale. Preludio ai suggestivi riti religiosi è stata la solenne Messa Crismale, che nella serata del Mercoledì santo il vescovo della Diocesi Mons. Giovanni Marra ha celebrato e presieduto nella monumentale Cattedrale di Orvieto con il suo presbiterio, e nel corso della quale insieme sono state rinnovate le promesse sacerdotali pronunciate il giorno dell’Ordinazione. È gesto di grande valore, occasione quanto mai propizia in cui tutti noi sacerdoti abbiamo ribadito la nostra fedeltà a Cristo che ci ha scelti come suoi ministri.

Sempre nella Messa Crismale sono stati benedetti l’olio degli infermi e quello dei catecumeni, ed è stato consacrato il Crisma. Riti questi con i quali sono simbolicamente significate la pienezza del sacerdozio di Cristo e quella comunione ecclesiale che deve animare il popolo cristiano, radunato con i giovani cresimandi per il sacrificio eucaristico e vivificato dal dono dello Spirito Santo.

Nella Messa del pomeriggio, chiamata "in Coena Domini", presieduta dal Superiore generale P. Aurelio Pérez e concelebrata in Basilica da un buon numero di sacerdoti, abbiamo commemorato l’istituzione dell’Eucaristia, il sacerdozio ministeriale ed il comandamento nuovo della carità, lasciato da Gesù ai suoi discepoli.

Nell’omelia P. Aurelio ha pronunciato parole cariche di emozione, esponendo con molta chiarezza il valore dei gesti di Gesù Cristo nell’Ultima Cena: sotto le specie del pane e del vino Egli si rende presente col suo corpo dato e col suo sangue versato; è il sacrificio della nuova e definitiva alleanza offerta a tutti, senza distinzione di razza e di cultura.

Dal Giovedì Santo è venuto un rinnovato invito a rendere grazie a Dio per il sommo dono dell’Eucaristia, da accogliere con devozione e da adorare con viva fede.

La Messa si è conclusa con la riposizione della Santissima Eucarestia all’altare chiamato, appunto, della Riposizione, preparato quest’anno da Suor Pilar e Suor Alina con fiori, luci e drappi dove abbiamo potuto ammirare, oltre i segni del pane del vino, tre simboli significativi: la Parola di Dio e due anfore da cui simbolicamente scorrevano acqua e sangue: il tutto su una pergamena dove si leggevano le parole di Gesù: "Rimanete nel mio Amore"

Per questo, la Chiesa ci incoraggia, dopo la celebrazione della Santa Messa, a vegliare davanti al Santissimo Sacramento, ricordando l’ora triste che Gesù passò in solitudine e preghiera nel Getsemani, prima di essere arrestato per poi venire condannato a morte. Si è prolungata l’adorazione per tutta la notte.

Venerdi Santo

Tre sono i momenti della solenne Liturgia del Venerdì Santo: la proclamazione della Passione, l’adorazione della Croce e la Comunione Eucaristica.

In questo giorno, l’azione liturgica, particolarmente densa di contenuto e ricca di pathos è dominata dalla croce; manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia, la croce lascia spazio solo al silenzio e alla contemplazione: "Per le sue piaghe siamo stati guariti".

La chiesa oggi ci conduce ai piedi della croce da cui riceviamo il mandato di predicare al mondo Cristo e Cristo Crocifisso. In questo Venerdì Santo ha ufficiato P. Ireneo Martin, il quale, dopo la proclamazione dialogata della passione, ci ha invitato ad adorare il mistero, a comprendere, per quanto ci è dato dalla fede, l’immensità del dono e tutta la gravità del male; a vedere anche con umana e divina sapienza la croce di Cristo e le nostre croci se non vogliamo restare schiacciati dai nostri pesi. Ha concluso con queste precise parole:

"La passione di Cristo deve diventare la nostra passione; la sua morte, la nostra morte. In questo giorno le scelte di Dio sono sconcertanti: l’onnipotente rinuncia ad imporsi con la forza potenza salvifica e diventa impotenza. Ma il fallimento e la sconfitta, frutto della dedizione a Dio e agli uomini, sono vissuti da Gesù con incrollabile fiducia nella paternità di Dio, nel trionfo del suo Amore Misericordioso"

Ma l’atto più suggestivo si è svolto alla sera, alle ore 21,00, sulle gradinate del Santuario e nella grande Piazza: la rappresentazione dal vivo della "Passio", che ripresentava la sofferenza e la speranza dell’umanità per una vita più serena e tranquilla.

Giovani e meno giovani, di ogni estrazione sociale e accomunati da uno spirito di sincera partecipazione collettiva, ci hanno fatto rivivere la passione e la morte del Figlio dell’Uomo, in costumi d’epoca preparati da abili e pazienti sarte locali. Più di un centinaio gli attori che hanno partecipato a questo dramma religioso, che ha trasformato questo paese in un’altra Gerusalemme. È una drammatizzazione questa iniziata più di trenta anni fa con l’intraprendente parroco P. Piero Orsini che con grande entusiasmo riuscì a coinvolgere gli attoniti abitanti della zona. Collevalenza, piccolo paesello, con i suoi 6 castelli, dalle molteplici e variegate tradizioni, riporta così ogni anno in scena ciò che accadde a Gerusalemme nella primavera di un anno oscillante fra il 30 e il 33 d. C. .

Sabato Santo - Domenica di Pasqua

Il Sabato Santo è giorno "aliturgico", in quanto non vi si celebra nessuna espressione liturgica: è il sabato del grande silenzio e nella meditazione si ricorda la sepoltura del Signore in attesa della Resurrezione.

È in questo sabato, tra il dolore della Croce e la gioia di Pasqua, che i discepoli sperimentano il silenzio di Dio, la pesantezza della sua apparente sconfitta, la dispersione dovuta all’assenza del Maestro, come se fosse prigioniero della morte.

Nel nostro Santuario, il raccoglimento e il silenzio del Sabato Santo ci hanno introdotti alla solenne Veglia Pasquale, chiamata "Veglia madre di tutte le veglie", articolata in quattro momenti significativi: la Benedizione del Fuoco con l’accensione del Cero Pasquale, la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale con la benedizione dell’ acqua e la Liturgia Eucaristica. La Celebrazione è stata presieduta da P. Aurelio Pérez.

Al canto del Gloria le campane del Santuario, che avevano taciuto dal giorno prima, hanno suonato a festa annunciando gioiosamente il PASSAGGIO ("Pasqua", dall’ ebraico Pesach) di Gesù dalla morte alla vita.

Ancora una volta, con molta profondità il Superiore Generale ha fatto un excursus con una riflessione biblica sul segno dell’acqua in parallelo al nostro battesimo. Ci ha fatto così entrare nel clima della Pasqua per godere della vittoria della luce sulle tenebre, della vita sulla morte e così essere sempre più profondamente partecipi del Mistero di Cristo.

In questa prospettiva, attendendo con speranza l’alba del giorno radioso della Risurrezione, ha formulato i più cordiali auguri di una lieta e santa Pasqua ai pellegrini e ai fedeli presenti insieme a tutte le nostre famiglie, parrocchie e comunità.

Lunedi dell’Angelo o Pasquetta

Questo giorno che i più chiamano "pasquetta", è conosciuto dalla tradizione cristiana come "il Lunedì dell’Angelo", per il brano di Matteo e delle antifone dei Vespri che ricordano l’Angelo che rotolò la pietra del sepolcro di Gesù e vi si sedette sopra, in segno di vittoria definitiva sulla morte.

A Collevalenza è aumentato il flusso di gente durante le feste pasquali e in modo speciale nei fine-settimana. Il Lunedì dell’ Angelo (o Pasquetta) è stato vissuto sia dal punto di vista religioso con una numerosa presenza dei pellegrini alle Sante Messe sia per la tradizionale scampagnata e gite "fuori porta" nelle aree adiacenti al Santuario dell’Amore Misericordioso.

Alle ore 17,00 abbiamo avuto il lieto avvenimento della Celebrazione della Prima Messa in Basilica, gremita di fedeli, di D. Danilo, D. Riccardo e D. Dariusz, presbiteri della Diocesi di Orvieto-Todi. Ha presieduto D. Danilo che con la sua parola entusiasta e molto sentita ci ha lasciati positivamente edificati. Poi abbiamo condiviso la cena in un clima gioioso e fraterno.

Domenica della Divina Misericordia

Domenica della Divina Misericordia. Sappiamo che il fondamento teologico della devozione al Cuore di Gesù è proprio il Suo Cuore trafitto dal colpo di lancia, dal quale scaturiscono sangue ed acqua: sangue che ci rigenera alla vita della grazia ed acqua che ci purifica dai nostri peccati.

Il quadro di Gesù misericordioso, esposto in questa occasione nel primo Santuario al mondo dedicato all’Amore Misericordioso a Collevalenza, ce lo mostra proprio col cuore trafitto dal quale scaturiscono due raggi: uno rosso che simboleggia il sangue versato, l’altro bianco che simboleggia l’acqua che ci purifica. Questo quadro e relativa Festa della Divina Misericordia erano stati richiesti espressamente da Gesù a Santa Faustina Kovalska, quando le aveva detto che voleva venisse istituita una festa dedicata a questo culto e che fosse celebrata la seconda domenica di Pasqua. Cosa che il Papa, il Beato Giovanni Paolo II, fece nell’aprile del 2000, quando promulgò ufficialmente il decreto che in questa domenica si celebri la Festa della Divina Misericordia.

Per questa festa il Cardinale Jean-Lois Pierre Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso, ha presieduto la Santa Messa delle ore 11,30 in Basilica con una numerosa partecipazione di pellegrini. All’omelia, con riferimento al Risorto e alle testimonianze rese dai discepoli, ha ricordato che anche noi siamo chiamati ad essere testimoni della Misericordia e dell’Amore, che sgorgano dal cuore di Gesù. Permanenza breve, quella del Cardinale, in cui però ha avuto modo di conoscere da vicino ed ammirare l’opera di M. Speranza che ha nel Santuario il centro di irradiazione del Messaggio dell’Amore Misericordioso.

"Rispondere all’Amore… si può"

Nella quarta Domenica di Pasqua, 29 Aprile 2012, domenica del Buon Pastore, abbiamo celebrato la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, proposta alla Chiesa universale con profetica intuizione da Papa Paolo VI nel 1964. Il tema che il S. Padre Benedetto XVI ha indicato in questa quarantanovesima Giornata mondiale per la riflessione e la preghiera alle comunità cristiane è: "Le vocazioni dono della carità di Dio" (Deus caritas est n.17).

Nel Santuario abbiamo pregato e riflettuto nelle varie celebrazioni e nell’Adorazione Eucaristica sul dono grande della vocazione e sulla nostra chiamata nella Famiglia dell’Amore Misericordioso a viverla nel segno delle Beatitudini e dell’Amore, in continuità con lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni della Conferenza Episcopale Italiana: "Rispondere all’ Amore... si può".

Esso si propone a vivere con creatività, responsabilità e fedeltà la propria vocazione. È un inno all’amore, che riecheggia in tante pagine bibliche e che si esprime nelle due grandi espressioni e modalità dell’amore: la vita di coppia e la verginità donata nel ministero ordinato del Sacerdote e nella Vita consacrata. Entrambe si innestano sullo stesso tronco che è Gesù.

Sappiamo bene che le vocazioni al ministero sacerdotale e alla vita consacrata sono primariamente frutto di un costante contatto con il Dio vivente e di un’insistente preghiera che si eleva al "Padrone della messe" sia nelle comunità parrocchiali, sia nelle famiglie cristiane, sia nei Santuari.

Anche oggi, la sequela di Cristo è impegnativa; vuol dire imparare a tenere fisso lo sguardo su Gesù, a conoscerlo intimamente, ad ascoltarlo nella Parola e a incontrarlo nei Sacramenti; vuol dire imparare a conformare la propria volontà alla Sua.

Specialmente in questo nostro tempo in cui la voce del Signore sembra soffocata da "altre voci" e la proposta di seguirlo donando la propria vita può apparire troppo difficile è importante che la Famiglia dell’Amore Misericordioso incoraggi e sostenga quanti mostrano chiari segni di una chiamata alla vita sacerdotale e alla vita religiosa.

Altresì a voi A.L.A.M., Volontari A.V.S.A.M., Capi-gruppo e fedeli tutti chiediamo di favorire con la vostra testimonianza e la vostra preghiera il sorgere di nuove vocazioni alla spiritualità e al carisma di M. Speranza, perché "Rispondere all’Amore Misericordioso… si può".

Gruppi aprile

I fine-settimana del mese di aprile hanno visto un tale afflusso di pellegrini da varie regioni d’Italia da richiedere la disponibilità di più confessori e per l’elevato numero dei fedeli ci sono state due celebrazioni della Liturgia delle Acque.

Sono giunti molti gruppi di ragazzi/e accompagnati dai loro parroci e animatori per concludere qui la loro preparazione alla Messa di Prima Comunione e alla Cresima.

Meritano una parola i Gruppi di Preghiera di P. Pio dell’Umbria, organizzati da D. Adolfo che durante tutta la mattinata del 14 aprile si sono riuniti nel Santuario per un momento di preghiera e di adorazione eucaristica animata da P. Marciano Morra. Alle ore 10 hanno avuto un incontro formativo guidato da S. E. Mons. Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. L’incontro si è concluso con la Concelebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Michele Castoro.

Anche il Movimento Sacerdotale Mariano, il Cenacolo regionale dell’Umbria, ha voluto ricordare il suo Fondatore Don Stefano Gobbi con un incontro il 19 aprile a Collevalenza nel Santuario dell’Amore Misericordioso. Un gran numero di pellegrini e alcuni sacerdoti hanno partecipato in Basilica ai vari momenti di preghiera programmati dal Movimento. Ha guidato la meditazione e presieduto la Solenne Concelebrazione pomeridiana il P. Gabriele Rossi, Figlio dell’Amore Misericordioso.

Infine, dal 28 aprile al 1° maggio alla Casa del Pellegrino si è celebrato il Convegno Nazionale del CVS, Centro Volontari della Sofferenza col tema: "Comunicare la fede nel tempo di sofferenza. Il contributo di mons. Luigi Novarese".

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Foto di gruppo

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ultimo aggiornamento 11 maggio, 2012