La lettera

 

Il vento dello Spirito

Carissimo,

è stato scritto: "La Chiesa gode di buona salute soltanto se può disporre di martiri e di monaci". Ci giuro sopra.

La contemplazione, come silenzio adorante, ascolto contemplativo, stupore di Dio nei fratelli.

Il martirio, come prova decisiva di eternità, senza la quale la storia rischia di essere soltanto zoologia.

I monaci e i martiri, capaci di difendere il mistero, il cuore, la contemplazione, dalla brutalità, dal cinismo, dalla aridità.

Notizia, sfida che accusa il nostro peccato più grave, una colpa mai valutata, l’abitudine. Certo, l’abitudine.

Rischiamo di morire, non c’è più sorpresa nella nostra fede, non c’è innamoramento nei nostri occhi.

Il mondo ci ha tolto lo scandalo del mistero.

Monaci e martiri, la vera predicazione è folle.

È uscire dall’abitudine, è trasalire, è sorprenderci:

– è soffrire la nostalgia dell’Altro da incontrare, da amare;

– è riconoscere nell’Altro le ragioni della mia felicità;

– è morire dalla voglia di stare insieme;

– è reinventare la vita, la storia, il mondo, con Qualcuno.

E questo Qualcuno è un Dio uomo, è Cristo.

Vorrei, sì, che tu ti innamorassi di Lui, che lo sognassi, che Tu lo incontrassi.

Aiutami, ti prego, perché io l’incontri!

Nino Barraco

 

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ultimo aggiornamento 07 marzo, 2013