Anno Santo della Misericordia 2015-2016

"Un incontro con Dio che ci aspetta a braccia aperte, come fa il padre con il figlio prodigo" (Papa Francesco)

LETTURE BIBLICHE INTRODUTTIVE

LETTURE BIBLICHE INTRODUTTIVE

Dal libro dell’Esodo (Es 33,18-23)

Mostrami la tua gloria!

Sul monte Sinai, Mosè disse a Dio: «Mostrami la tua gloria!».

Gli rispose: «Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome – "Signore" – davanti a te. A chi vorrò far grazia farò grazia e di chi vorrò aver misericordia avrò misericordia. Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo».

Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano, finché non sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si può vedere».

Dalla lettera agli Ebrei (Eb 1,1-6)

Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio.

Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo.

Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, e tutto sostiene con la sua parola potente. Dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, sedette alla destra della Maestà nell’alto dei cieli, divenuto tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.

Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: "Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato?". E ancora: "Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio?". Quando invece introduce il primogenito nel mondo, dice: "Lo adorino tutti gli angeli di Dio".

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 14,6-11)

Chi ha visto me, ha visto il Padre.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».

Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?

Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse».

 

L’ANNO SANTO DI PAPA FRANCESCO

Stiamo celebrando l’Anno Santo straordinario della Misericordia.

Le date

Ricordiamo innanzitutto alcune date.

  • Il primo annuncio di Papa Francesco è arrivato (davvero a sorpresa) il 13 marzo 2015, secondo anniversario della sua elezione a Papa.

  • La Bolla di indizione invece è stata presentata l’11 aprile, durante i Primi Vespri della Festa della Divina Misericordia. La Bolla è intitolata "Misericordiae Vultus" (Gesù Cristo, Volto della Misericordia del Padre).1

  • Il Giubileo si è aperto: a Bangui, Repubblica Centrafricana, il 29 novembre 2015, prima domenica di Avvento (anche qui a sorpresa); a San Pietro, in Vaticano, l’8 dicembre 2015, solennità dell’Immacolata; e nelle Diocesi, il 13 dicembre 2015, terza domenica di Avvento.

  • Il Giubileo si concluderà: nelle Diocesi, la domenica 13 novembre 2016; e a San Pietro, il 20 novembre 2016, solennità di Cristo Re.

I motivi

Ma per quali motivi Papa Francesco ha indetto questo Anno Santo?

  • Nei documenti viene indicato innanzitutto un motivo formale: il 50° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II (dall’11 ottobre 1962 al 7 dicembre 1965). Ma forse questa spiegazione da sola non basta...

  • Viene indicato poi un motivo generale: svegliare tutta la Chiesa e renderla segno e strumento della missione che il Signore le ha affidato per il mondo intero: missione di annuncio, di santificazione e di carità.

  • Ma se dovesse esistere qualche altro motivo particolare, questo diventerà sicuramente più chiaro durante lo scorrere delle settimane e dei mesi...

     

Il tema e il logo

E qual è il grande tema – e il relativo logo – di questo Anno Santo?

  • Il tema è appunto quello della "Misericordia": 1) la Misericordia di Dio verso di noi; 2) e la misericordia nostra nei confronti degli altri.

  • Diciamo subito che la parola "misericordia" è composta da due termini che sono uniti tra di loro in modo indissolubile: "miseria" e "cuore". La misericordia quindi è il cuore che si china in modo compassionevole sulla miseria, per alleviarla e – se possibile – per risanarla.

  • Il tema dell’Anno Santo viene espresso nel logo ufficiale innanzitutto con la figura di Gesù crocifisso e risorto che, assomigliando un po’ al buon Pastore 2 e un po’ al buon Samaritano, 3 continua a soccorrere ogni uomo perduto e ferito, guardandolo negli occhi con infinita benevolenza.

  • Nel logo poi c’è anche il motto: «Misericordiosi come il Padre». Esso si rifà alla frase di Gesù: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36), esortazione che lega perfettamente la dimensione teologale (o verticale) del discorso, con quella morale (o orizzontale). 4

  • L’AMORE MISERICORDIOSO DEL SIGNORE

Per entrare in sintonia con questo Anno Santo, mettiamoci in sintonia con il luogo dove ci troviamo: il Santuario di Collevalenza, un Santuario che è stato dedicato all’Amore misericordioso del Signore fin dal lontano 1959.

Rivisitiamo alcuni punti fermi del suo messaggio spirituale, con l’aiuto della Beata Speranza Alhama Valera e di Santa Faustina Kowalska.

Dio è Amore

  • L’apostolo Giovanni (quello che ha poggiato il capo sul Cuore di Gesù) proclama: «Dio è Amore!». 5 Dio è Amore in se stesso ed è Amore verso di noi. Questa è la sua natura più vera, la sua essenza più profonda. Dio è la Luce eterna che non è rimasta chiusa nella sua beatitudine trinitaria, ma si è effusa e comunicata, come purissimo dono di benevolenza...

    • «Il mondo abusa della parola amore, perché erroneamente chiama amore la passione disordinata e la trasgressione criminosa. Questo non è amore! L’amore invece è un frutto dell’anima, è qualcosa di spirituale che viene dal Signore. E parlare di amore, è parlare precisamente delle virtù divine o della divina essenza». (Madre Speranza)

Per capire però questa definizione, noi abbiamo bisogno di "scomporla", in modo da coglierne tutti i riflessi e le sfumature... L’Amore del Signore verso di noi, infatti, è allo stesso tempo: creativo e provvidente, paterno e materno, sponsale e amicale, gratuito e fedele, giusto ed esigente, paziente e misericordioso, crocifisso e regale, redentivo e santificante...

Evidenziamo brevemente alcune di queste caratteristiche.

Amore paterno e materno

Amore giusto e misericordioso...

E qui arriviamo, appunto, al "cuore pulsante" del Vangelo.

I fattori, quindi, che entrano in gioco sono due:

... specie verso i peccatori

Chiarito il concetto, aggiungiamo una precisazione.

Le possibili obiezioni

L’esercizio della Misericordia da parte del Signore, specie nei confronti del peccatore, produce sempre delle resistenze e delle obiezioni. 9

Anche se il Signore non ne avrebbe bisogno, perché sa difendersi da solo, proviamo a "giustificare" il suo modo di ragionare e di operare.

Ai piedi del Crocifisso

Tutte queste riflessioni sarebbero incomplete, se non ci conducessero sul Calvario, ai piedi della Croce. La rivelazione piena del Mistero del Padre, infatti, passa attraverso la passione, morte e risurrezione del Figlio, perché è soprattutto sulla Croce che Gesù diventa "il Volto della Misericordia".

E questo Volto, qui a Collevalenza, è particolarmente bello ed espressivo: è il Volto del grande "Crocifisso dell’Amore Misericordioso" (davanti al quale già siamo passati varcando la Porta Santa).

Che cosa ci dice, dunque, questo Crocifisso, voluto direttamente da Madre Speranza e ricco di elementi propri rispetto a tante altre immagini sacre?

  • Esso ci dice, anzitutto, che sulla Croce il Figlio di Dio si è caricato di tutte le miserie dell’uomo: povertà materiali (è morto privo di tutto); patimenti corporali (è stato letteralmente martoriato); e soprattutto, degradazioni morali (si è fatto lui stesso "peccato" e "maledizione" per noi). 14

  • Esso ci dice, inoltre, che sulla Croce il Figlio di Dio si è offerto volontariamente come Vittima di espiazione alla Giustizia divina (le cui esigenze non vanno mai mortificate...), pagando così il prezzo del nostro riscatto, un prezzo alto e doloroso che copre ormai i debiti dell’intera umanità. 15

  • Esso ci dice, infine, che sulla Croce il Figlio di Dio non ha inteso accusare o condannare nessuno, ma ha voluto scusare e difendere tutti, dicendo: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!» (Lc 23,34). Così Gesù Crocifisso chiede e ottiene per noi il perdono del Padre, placa la Giustizia, attesta il primato dell’Amore e fa trionfare la Misericordia. 16

  • «In questi momenti nei quali l’inferno lotta per togliere Gesù dal cuore dell’uomo, è necessario che noi lavoriamo quanto più possiamo affinché l’uomo conosca il suo Amore Misericordioso e veda in Lui un Padre pieno di bontà, che arde d’amore per tutti e che si offre a morire su una Croce, perché l’uomo possa vivere... Facciamo il possibile perché l’uomo non veda in Lui un Giudice bramoso di castigare, ma un Padre ricco di misericordia, desideroso di vederci ricorrere a Lui per poterci perdonare. Anche se fossimo stati i peggiori peccatori, non dobbiamo temere, perché il suo Cuore misericordioso ci perdona e ci ama con Carità infinita». (Madre Speranza)

Ringraziamo il Signore Gesù... Adoriamo il suo Amore infinito... Accogliamo il suo abbraccio di riconciliazione... Diffondiamo il suo Regno...

LA DUPLICE RISPOSTA DELL’UOMO

Arrivati a questo punto, ci si impone una domanda molto concreta: se questo è l’Amore del Signore verso di noi, noi che cosa dovremmo fare? quale dovrebbe essere la nostra risposta verso di lui e verso gli altri?

La fiducia verso il Signore

La risposta verso il Signore si esprime con una sola parola: "fiducia" (o – se vogliamo – "confidenza").

  • Il Signore infatti continua ad essere Vittima di espiazione e Avvocato difensore anche per ciascuno di noi; lui ci ricerca ancora con l’interesse del Buon Pastore e ci accoglie con la festosità del Padre della parabola...

  • Questa fiducia, quindi, non si fonda su noi stessi (non è una sorta di concessione psicologica da parte nostra), ma si fonda sulla fedeltà assoluta del Signore al suo Amore paterno e materno nei nostri confronti.

  • Questa fiducia allontana da noi la paura (o timore servile) che sentirono i Progenitori nel Paradiso terrestre, quando si nascosero lontano da Dio; e che avverte ancora ogni peccatore che trasgredisce la Legge santa di Dio. E ci facilita il ritorno al Signore (pentimento in rapporto a singole colpe), e la permanenza nel suo Amore (conversione stabile e duratura).

  • «Quanto mi ferisce la diffidenza di un’anima! Tale anima riconosce che sono santo e giusto, ma non crede che io sono misericordioso; e così non ha fiducia nella mia bontà. Ora, anche i demoni ammirano la mia giustizia, ma non credono alla mia bontà!». (Suor Faustina)

  • «Le grazie della mia misericordia si attingono con un solo recipiente: e questo è la fiducia. Più un’anima ha fiducia, più ottiene. Sono di grande conforto per me le anime che hanno una fiducia illimitata; e su tali anime riverso tutti i tesori delle mie grazie. Sono contento quando chiedono molto, perché è mio desiderio dare molto, anzi moltissimo. Mi rattrista invece se chiedono poco, comprimendo i desideri dei loro cuori». (Suor Faustina)

Come non applicare questo discorso alla Confessione sacramentale che a volte ci costa (specie quando l’abbiamo trascurata da tanto tempo), ma che diventa indispensabile, specie nel contesto di questo Anno Santo?

La carità verso i fratelli

La risposta verso i fratelli si esprime, invece, con una duplice espressione: "opere di misericordia corporale" e "opere di misericordia spirituale".

  • La cosa importante da capire è che se ci impegniamo su questo versante della solidarietà (o della riconciliazione), non è per motivi semplicemente ideologici, ma per motivi essenzialmente teologici: perché nel bisognoso (o nel nemico) noi vediamo Gesù stesso; perché al bisognoso (o al nemico) vogliamo manifestare l’Amore del Signore; e perché il bisognoso (o il nemico) lo vogliamo avvicinare all’Amore del Signore.

Ecco dunque le sette opere di misericordia corporale:

  • 1) Dar da mangiare agli affamati; 2) dar da bere agli assetati; 3) vestire gli ignudi; 4) alloggiare i pellegrini (o anche: accogliere i forestieri); 5) visitare gli infermi (o anche: assistere gli ammalati); 6) visitare i carcerati; 7) seppellire i morti.

  • «Quante situazioni di precarietà e sofferenza sono presenti nel mondo di oggi! Quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno più voce perché il loro grido si è affievolito e spento a causa dell’indifferenza dei popoli ricchi. In questo Giubileo ancora di più la Chiesa sarà chiamata a curare queste ferite, a lenirle con l’olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidarietà e l’attenzione dovuta. Non cadiamo nella indifferenza che umilia, nella abitudinarietà che anestetizza l’animo, nel cinismo che distrugge. Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo... Le nostre mani stringano le loro mani e tiriamoli a noi, perché sentano il calore della nostra presenza, dell’amicizia e della fraternità. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo». (Papa Francesco, MV 15)

  • «Sappiamo che qualsiasi servizio offriamo al prossimo, lo offriamo a Gesù in persona: egli infatti prende come fatto a se tutto il bene e il male che facciamo agli altri; e secondo questo saremo anche giudicati». (Madre Speranza)

Ed ecco le sette opere di misericordia spirituale:

  • 1) Consigliare i dubbiosi; 2) insegnare agli ignoranti; 3) ammonire i peccatori; 4) consolare gli afflitti; 5) perdonare le offese; 6) sopportare pazientemente le persone moleste; 7) pregare Dio per i vivi e per i morti.

  • «Esigo da te atti di misericordia, che debbono derivare dall’amore verso di me. Devi mostrare misericordia sempre e ovunque verso il prossimo: non puoi esimerti da questo, né ritirarti, né giustificarti. Ti sottopongo tre modi per dimostrare misericordia: il primo è l’azione, il secondo è la parola, il terzo è la preghiera. In questi tre gradi è racchiusa la pienezza della misericordia; ed essa è una dimostrazione irrefutabile dell’amore verso di me. In questo modo l’anima esalta e rende culto alla mia misericordia..., poiché anche la fede più forte non serve a nulla senza le opere». (Suor Faustina)

  • «Scrivi [queste parole] per le molte anime che talvolta si affliggono perché non posseggono beni materiali con i quali poter praticare le opere di misericordia. La misericordia spirituale ha un merito molto maggiore ed è accessibile a tutti. Se un’anima non pratica la misericordia in qualunque modo, non otterrà la mia misericordia nel giorno del giudizio. Oh, se le anime sapessero accumulare per sé tesori eterni, non verrebbero giudicate, perché avrebbero già prevenuto il mio giudizio con la misericordia!». (Suor Faustina)

Come non applicare questo discorso a situazioni di precarietà (o di conflittualità) che forse riscontriamo attorno a noi e che attendono da parte nostra un pronto intervento, specie nel contesto di questo Anno Santo?

Il motto dell’Anno Santo, «Misericordiosi come il Padre», altro non è che un invito all’esercizio concreto di queste quattordici opere di carità.

LA SPIRITUALITÀ DELLA MISERICORDIA

A volte, parlando della "spiritualità della misericordia", c’è la tendenza a considerarla come una riflessione "debole" o "accomodante", nel senso che pretenderebbe imporre un sorta di "buonismo" sterile e pericoloso.

Dalle cose dette finora, invece, risulta che essa è una riflessione quanto mai "esigente" e – persino – "scomoda". Riconsideriamo i perché.

Le conseguenze operative

La preghiera per il mondo intero

Ma c’è anche un’altra operazione che la spiritualità della misericordia ci consente di realizzare: quella di pregare per il mondo intero, in rapporto ai gravi pericoli che ci minacciano a causa della nostra stessa follia.

È quello che richiedeva espressamente e fortemente Giovanni Paolo II nella sua Enciclica "Dives in misericordia", fin dall’anno 1980:

  • «È necessario che quanto ho detto nel presente documento [DM] si trasformi in una ardente preghiera, si trasformi di continuo in un grido che implori la misericordia, secondo le necessità dell’uomo nel mondo contemporaneo... Come i profeti, facciamo appello a quell’amore [divino]... anche se l’umanità contemporanea meritasse per i suoi peccati un nuovo "diluvio", come un tempo lo meritò la generazione di Noè [cf. Gen 6,5-8]... Imploriamo la misericordia divina per la generazione contemporanea!». (Giovanni Paolo II, DM 15)

  • È necessario quindi fare nostra la supplica di Abramo per le città corrotte di Sodoma e Gomorra, affinché Dio non castighi il giusto con l’empio, ma tenga conto dei meriti dei buoni per essere clemente con i cattivi. 17

  • È necessario far leva sui meriti infiniti dell’unico vero Giusto, il Signore nostro Gesù Cristo, che per noi ha patito la passione e la morte, per caricarsi lui stesso del castigo che tutti noi stiamo meritando. 18

  • «Eterno Padre, io ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero... Per la sua dolorosa passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero... Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero». (Suor Faustina) 19

  • È necessario applicare al momento presente l’antica orazione della liturgia: «O Dio che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono...», 20 affinché egli ricavi il bene anche dal male.

  • «Amore Misericordioso, non venire meno! Amore Misericordioso, sii infaticabile! Sii più grande di ogni male che è nell’uomo e nel mondo! Sii più grande di quel male che è cresciuto nel nostro secolo e nella nostra generazione! Sii più potente con la forza del Re Crocifisso!». (Giovanni Paolo II) 21

E questa stessa preghiera si avvale infine dell’aiuto materno di Maria, la Mediatrice di tutte le grazie. Lei infatti sta con le braccia aperte tra il cielo e la terra: per magnificare l’infinita misericordia divina; per intercedere con forza a nostro favore; e per distribuire le grazie che ottiene per noi.

  • «Madre mia, tu che stai continuamente con le braccia aperte, implorando dal tuo Divin Figlio la sua misericordia per ogni bisognoso..., intercedi perché si plachi la sua ira, la sua giustizia e il suo rigore; e perché liberi il mondo intero dal grande castigo che tutti abbiamo meritato...». (Madre Speranza) 22

In questo senso, è possibile interpretare il presente Anno Santo, che va dal 2015 al 2016, anche come una preparazione immediata e provvidenziale al centenario delle apparizioni di Fatima, che si celebrerà nel 2017.

La conversione infatti, tanto a livello individuale che generale, conserva sempre il suo carattere di necessità, anzi di urgenza: 23

Ricapitolando...

GLI ADEMPIMENTI DELL’ANNO SANTO

Completiamo la nostra riflessione, mettendo a fuoco alcuni adempimenti che sono tipici anche di questo Anno di grazia che stiamo vivendo.

Il Pellegrinaggio giubilare

L’Anno Santo è caratterizzato, in primo luogo, dal segno del Pellegrinaggio. Quali sono i suoi significati a livello spirituale?

La Porta santa

Il Pellegrinaggio giubilare culmina poi con il passaggio attraverso la Porta santa. Anche qui: quali sono i suoi significati a livello spirituale?

L’Indulgenza giubilare

L’Anno Santo è caratterizzato infine dalla possibilità di ottenere uno speciale dono di grazia, che si chiama "indulgenza". Questa può essere applicata o a noi stessi, o ai nostri defunti, per la remissione totale o parziale delle "pene temporali" (cioè, non eterne) del Purgatorio. 31

Proviamo ad elencare i diversi "atti" che ci vengono richiesti.

  • Occorrono innanzitutto alcuni ATTI ESTERNI, che sono in fondo i più facili da compiere, ma che – da soli – non possono bastare:

    1) Visitare questo Santuario, passando per la Porta santa;

    2) Recitare in questo luogo il Padre nostro (siamo figli di Dio); il Credo (abbiamo una fede); e una preghiera per il Papa (formiamo la Chiesa);

    3) Fare in questa stessa occasione, oppure nell’arco dei 15 giorni: la Confessione sacramentale; e la Comunione eucaristica.

  • Occorre poi un ATTO INTERNO, che è sicuramente il più difficile da realizzare e – proprio per questo – il più importante di tutti:

    4) Fare (magari nella Confessione) un atto perfetto di pentimento interiore, che includa il distacco da tutti i propri peccati, anche quelli veniali. 32

  • Sarebbe poi molto opportuno compiere un ATTO AGGIUNTIVO, che si ispiri al messaggio specifico di questo Anno Santo, e cioè:

    5) O unopera significativa di misericordia corporale (realizzata o a livello privato, o in collaborazione con iniziative comunitarie di carità);

    6) O unopera significativa di misericordia spirituale (come, ad esempio, un gesto di perdono e di riconciliazione con un nemico personale).

A Collevalenza, infine, a tutto ciò può abbinarsi anche un gesto di tipo devozionale con l’Acqua del Santuario: Acqua che costituisce, appunto, "un segno della Grazia e uno strumento della Misericordia del Signore".

Concludiamo con una invocazione filiale alla nostra Madre del Cielo.

O Maria,

Madre dell’Amore misericordioso di Dio fatto carne,

Regina potente e clemente verso tutti i tuoi figli:

guidaci sempre per mano

sulla via del pentimento e della conversione,

così da entrare per la Porta della salvezza;

e aiutaci a non chiudere mai

la Porta della solidarietà e della riconciliazione

verso i nostri fratelli.

Te lo chiediamo come singoli, come famiglie

e come comunità ecclesiali. Amen.

(P. Gabriele Rossi fam)


1 Cf. Gv 14,1-11: Chi ha visto me, ha visto il Padre.

2 Cf. Lc 15,4-7: La parabola della pecorella smarrita.

3 Cf. Lc 10,25-37: La parabola del buon Samaritano.

4 Cf. Lc 6,35-38: Amate i vostri nemici... Siate misericordiosi...

5 Cf. 1 Gv 4,7-16: Dio è amore.

6 Cf. Os 11,1-9: Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore.

7 Cf. le due mani del Padre del figliol prodigo nel quadro del REMBRANT.

8 Cf. Lc 15,1-32: Le tre parabole della misericordia.

9 Cf. Lc 15,25-32: La protesta del fratello maggiore nei confronti del padre.

10 Cf. Rm 3,21-28: Essendo giusto, Dio ci giustifica per mezzo della fede.

11 Cf. Mc 2,13-17: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.

12 Cf. Mt 20,1-16: Non posso fare delle mie cose quello che voglio?

13 Cf. Lc 19,1-10: Zaccheo, scendi, perché oggi devo fermarmi a casa tua.

14 Cf. 2 Cor 5,21: Dio lo fece peccato in nostro favore (cf. anche: Gal 3,13).

15 Cf. Is 53,1-12: Il castigo che ci da salvezza si è abbattuto su di lui.

16 Cf. Lc 23,33-46: In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso.

17 Cf. Gen 18,20-32: Davvero sterminerai il giusto con l’empio?

18 Cf. Is 53,5: Il castigo che ci da salvezza si è abbattuto su di lui.

19 Santa Faustina Kowalska, Coroncina della Divina Misericordia.

20 Colletta della XXVI Domenica del Tempo Ordinario.

21 Giovanni Paolo II, Visita a Collevalenza, 22 novembre 1981.

22 Beata Speranza Alhama Valera, Supplica a Maria Mediatrice (anno 1959).

23 Cf. Lc 13,1-9: Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.

24 Cf. in particolare: Giovanni Paolo II, Dives in Misericordia, n. 12.

25 Cf. 1 Cor 7,29-31: Il tempo si è fatto breve. Passa la scena di questo mondo.

26 Cf. At 4,32-35: La moltitudine dei credenti aveva un cuor solo e un’anima sola.

27 La Bolla Misericordiae Vultus (n. 14), per le tappe di questo pellegrinaggio spirituale, fa riferimento a Lc 6,37-38: Non giudicate, non condannate, perdonate e date...

28 Le due ante della Porta che si apre danno l’idea di due braccia che accolgono.

29 Cf. Lc 15,20: Suo padre gli si gettò al collo e lo baciò.

30 Cf. Lc 10,33: Un Samaritano lo vide e ne ebbe compassione.

31 Queste, in genere, sono causate dalla imperfezione dei nostri atti di pentimento.

32 Questo atto interiore diventa poi spinta propulsiva per i necessari cambi esteriori.

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ultimo aggiornamento 18 dicembre, 2015