Gesù Cristo,

Desidero soffermarmi sulla Preghiera Eucaristica della Riconciliazione II. La liturgia ce la propone soprattutto nelle Messe a carattere penitenziale. Il testo è molto bello e profondo e ci invita alla riflessione. La seconda Preghiera Eucaristica della Riconciliazione sottolinea particolarmente la dimensione ecclesiale della riconciliazione. Qui vengono cantate le gesta di Dio che riguardano non il passato ma l’oggi. E questo diventa importante per noi perché si riallaccia con la nostra vita odierna.

(2) seguito

la Parola che ci salva

Sac. Angelo Spilla

Continuando ad analizzare il testo della Preghiera Eucaristica Riconciliazione II, di Gesù si dice che egli "la Parola che ci salva". È, infatti, la parola vivente del Padre, è la via che ci guida al Padre, la verità che ci fa liberi, la vita che ci riempie di gioia.

Ma andiamo soprattutto al Vangelo. Sono tanti i testi del Vangelo che ci fanno vedere come Gesù insegnava e i discepoli trovavano nella sua parola la via alla salvezza. E si complimentavano quanti accoglievano questa parola, come quando Gesù un giorno si recò di sabato nella sinagoga di Cafarnao per insegnare: Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi"(Mc 1,21). E poi a conclusione, dopo che Gesù aveva guarito un uomo posseduto da uno spirito impuro, la folla presa da timore ancora così si esprime:

"Che è mai questo. Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!"(Mc 1,27). La gente sente nel messaggio di Gesù un’eco nuovo, sente nel messaggio di Gesù la parola di Dio che arriva al cuore delle persone. L’insegnamento degli scribi era un insegnamento ripetitivo, teso soprattutto ad inculcare sempre il senso di colpa, l’indegnità delle persone. L’insegnamento di Gesù è l’eco della parola di Dio, una parola che, se accolta, trasforma la vita delle persone. La gente ha capito che Dio non si manifesta nella dottrina imposta dagli scribi, ma nell’attività liberatrice di Gesù. "Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!" L’evangelista indica che la liberazione dalla dottrina degli scribi è ormai iniziata e infatti "La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea".

Si tratta di una parola che parla alla nostra vita; un messaggio che arricchisce i nostri racconti di vita un significato che non avevamo colto. È una parola che fa ciò che dice; essa ci ricrea e ci trasforma mentre l’ascoltiamo.

Un accenno solamente a due altri momenti della predicazione della vita di Gesù: il discorso della montagna e la guarigione del paralitico con il perdono dei peccati.

Rileggiamo i versetti con cui Gesù inizia il Discorso della montagna:"Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e, si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo…"(Mt 5,1-2). Ci troviamo non dinanzi a una proclamazione, ma ad un’istruzione. Lo si comprende chiaramente dal fatto che Gesù si sedette. Chi proclama sta in piedi (cfr Gv7,37), qui nel caso del discorso della montagna, invece, Gesù si siede: la sua è una "didaskalìa", una "didachè". E non a caso il verbo greco è "edìdasken" (da: didàskein, insegnare), mentre per l’annunzio del Regno per lo più il verbo usato è "Ker ssein", proclamare" (cfr Mt 4,17).

Dunque Gesù nel Discorso della montagna è il maestro che dà un’istruzione, è colui che insegna, dà una parola che risponde alle proprie attese, che salva.

Ma mentre insegna Gesù guarisce: è il "maestro" che insegna ed è nello stesso tempo il "liberatore" che guarisce, perché la sua parola è efficace. Ci troviamo davvero davanti a una "dottrina nuova", dove "nuova", nel linguaggio biblico, non significa originale, inedita, ma perfetta e definitiva. Gesù insegna con autorità e comanda con efficacia; egli proclama ed agisce, dice e fa’, predica e guarisce.

È il caso di ricordare qui l’episodio della guarigione del paralitico quando Gesù lo guarisce dicendogli prima di tutto:"Ti sono perdonati i tuoi peccati"(Mc 2,5). Una guarigione dello spirito e del corpo, completa. Se Gesù è in grado di far camminare il paralitico, tanto più ha l’autorità di perdonare i suoi peccati. E la folla riconosce in Gesù un gesto che perdona e guarisce.

Gesù è più che un guaritore, è colui che toglie dalla vita degli uomini, dalla mia vita, il peccato che conduce alla morte. Con Gesù irrompe veramente il regno di Dio nella mia vita; la salvezza portata da lui investe totalmente e profondamente la mia esistenza. Qual è dunque la cosa più importante che cogliamo in questo da Gesù? Ce lo suggerisce Papa Francesco: "E’ vero che Gesù compie dei miracoli, che guarisce molte persone nella folla… Ma quello che è più importante di Gesù è che guarisca? No, non è il più importante. Che ci insegni? Non è il più importante. Che salvi! Lui è il Salvatore e noi siamo salvati da Lui. E questo è più importante. E questa è la forza della nostra fede".

Gesù Cristo:"Non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati"(At 4,12).

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ultimo aggiornamento 16 febbraio, 2016