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P. Gabriele Rossi fam

Madre Speranza di Gesù

 

Questa serie di articoli per evidenziare, in un modo assolutamente essenziale e schematico, quanto di più esemplare e di più importante Madre Speranza ha vissuto e ha realizzato. Vengono offerti brevi spunti di riflessione, tratti soprattutto dai suoi insegnamenti scritti e orali e dalle diverse testimonianze del processo di canonizzazione.

 

 

4. L’annuncio dell’Amore Misericordioso

«Ma Dio, ricco di misericordia,

per il grande amore con il quale ci ha amati,

da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere in Cristo:

per grazia infatti siete stati salvati» (Ef 2,4-5)

Madre Speranza ha coltivato innanzitutto, per sé e verso gli altri, la spiritualità della Paternità misericordiosa del Signore. E ciò in riferimento a Gesù stesso, perfetto rivelatore del Padre Celeste, ricco di bontà con tutti i suoi figli, specie se poveri, sofferenti e peccatori (cf. Gv 14,8-11).

Questo suo interesse specifico: è stato determinato dal misterioso incontro avuto in tenera età con Santa Teresina e dai ripetuti suggerimenti spirituali ricevuti direttamente dal Signore per via mistica; e si è espresso, oltre che in brevi annotazioni disseminate nel corso dei suoi Scritti formativi, anche e soprattutto per mezzo del Santuario dell’Amore Misericordioso.

Il Santuario di Collevalenza infatti ci presenta la traduzione plastica delle parole del Vangelo: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mc 2,17). E ciò si realizza concretamente tramite il messaggio teologico del grande Crocifisso dell’Amore Misericordioso; e attraverso l’uso concreto, a scopo esplicitamente taumaturgico, dell’apposita Acqua del Santuario.

La spiritualità della Divina Misericordia, che per decenni era stata vista con sospetto dal Santo Uffizio, è divenuta ormai patrimonio e impegno di tutta la Chiesa grazie all’Enciclica Dives in misericordia del novembre del 1980. Le due icone che esprimono al meglio tutto questo messaggio sono precisamente: il Gesù Crocifisso che chiede e ottiene il perdono per il mondo intero (cf. Lc 23,34); e il Gesù Risorto che assolve ed effonde per via sacramentale la riconciliazione e la santificazione (cf. Gv 19,21-23).

Il fatto poi che la Dives in misericordia abbia costituito anche la motivazione ufficiale del pellegrinaggio di Giovanni Paolo II a Collevalenza nel novembre del 1981, rafforza ancora di più i legami affettivi tra la Famiglia Religiosa di Madre Speranza e il suddetto documento pontificio.

 

4a. Il Padre pieno di bontà

«"Signore, mostraci il Padre". "Chi ha visto me, ha visto il Padre.

Credetemi: Io sono nel Padre e il Padre è in me"» (cf. Gv 14,8-11)

Madre Speranza ha compreso e sperimentato che l’Amore del Signore: non è semplicemente giusto ed esigente verso tutti, ma è principalmente paterno e materno nei confronti di ciascuno; ed è più benevolo e più misericordioso con tutti coloro che ne hanno maggiore necessità. Ciò che Madre Speranza ha compreso e sperimentato, ha inteso anche annunciarlo con le parole e con i fatti.

«Oggi, 5 novembre del 1927, mi sono distratta, cioè ho passato parte della notte come fuori di me e molto unita al Buon Gesù. Ed Egli mi diceva che io debbo fare in modo che tutti gli uomini lo conoscano non come un Padre offeso per le ingratitudini dei suoi figli, ma come un Padre pieno di bontà: che cerca con tutti i mezzi di confortare, aiutare e rendere felici i suoi figli; e che li segue e li cerca con un amore instancabile, come se Lui non potesse essere felice senza di loro. Quanto mi ha impressionato tutto questo, Padre mio!». 1

«Il Buon Gesù mi ha incaricato di comunicare a quanti trattano con me: che Lui ama tutte le anime con la stessa intensità; e che, se esiste una qualche differenza, è proprio quella di amare di più quelle anime che, pur piene di difetti, si sforzano e lottano per essere come Lui le vuole; e che l’uomo più perverso, il più abbandonato e miserabile è amato da Lui con immensa tenerezza». 2

«Mettiamo un interesse speciale nel far comprendere ai nostri fratelli che Gesù è per tutti un Padre pieno di bontà, il quale ci ama con un amore infinito che non esclude nessuno. Infatti, l’uomo più perverso, il più miserabile e persino il più perduto, è amato con tenerezza immensa da Gesù che è per lui un Padre e una tenera Madre... Io paragono dunque l’amore di Gesù al cuore umano. Questo spinge il sangue fino alle estremità del corpo, distribuendo la vita anche alle membra più umili. Allo stesso modo agiscono le pulsazioni dell’Amore Misericordioso. Il Cuore di Gesù batte con immenso amore per tutti gli uomini: batte per i tiepidi e per i peccatori; batte per le anime perfette e per quelle fervorose; batte per gli infedeli e per gli eretici; batte per i moribondi e per le anime sante del Purgatorio; e batte infine per le anime beate che glorifica nel Cielo». 3

«Non è molto tempo che mi hanno domandato da dove trae origine tanta misericordia divina. Mi chiedevano: "Ma da dove procede questa tenera compassione, umanamente inspiegabile, verso i peccatori? Quale ne è la causa?". La causa è che Gesù raddoppia il suo amore in proporzione della miseria dell’uomo. A tal proposito, mi sembra che tutte le qualità divine del Buon Gesù stiano sempre al servizio del suo Amore: infatti, vediamo che Egli impiega la sua Sapienza per riparare i nostri errori; la sua Giustizia per correggere le nostre iniquità; la sua Bontà e la sua Misericordia per consolarci e colmarci di benefici; e infine, la sua Onnipotenza per sostenerci e proteggerci». 4

«Apprendiamo dall’Amore Misericordioso del Signore ad usare misericordia ai nostri fratelli. Quanto più un essere umano è debole, povero e miserabile, tanto più Gesù si interessa di lui: la sua misericordia cioè diviene più grande».5

 

4b. La fiducia verso il Signore

«Il timore nei confronti di Dio suppone un castigo;

e chi teme non è perfetto nell’amore» (cf. 1 Gv 4,18)

Secondo l’insegnamento teorico e pratico di Madre Speranza, l’annuncio dell’Amore Misericordioso del Signore è finalizzato in ultima istanza: non a minimizzare o giustificare il disordine morale; ma a fare in modo che l’uomo, presa coscienza della gravità del peccato e superata la fase del timore, trovi finalmente la forza di imboccare la strada della conversione più sincera e più coerente.

«In questi momenti nei quali l’inferno lotta per togliere Gesù dal cuore umano, è necessario lavorare quanto più possiamo affinché l’uomo conosca il suo Amore Misericordioso; e veda in Lui un Padre pieno di bontà, che arde d’amore verso tutti e che si offre a morire su una Croce perché l’uomo possa rivivere. Ricordiamo dunque ai grandi e insegniamo ai piccoli tutto quello che Gesù ha sofferto per redimerci; e facciamo il possibile perché l’uomo veda in Lui non un Giudice bramoso di castigare, ma un Padre ricco di misericordia, desideroso che ricorriamo a Lui per poterci perdonare. Anche se si trattasse dei peggiori peccatori, non c’è da temere: il suo Cuore infatti perdona e ama con amore infinito». 6

«Quello che provoca l’avversione di Gesù non è precisamente un atto colpevole che ha gettato momentaneamente un’anima nelle tenebre della morte. Quello che gli ispira il più profondo disgusto è l’orgoglio, la tiepidezza e la sfiducia». 7

«Quando un’anima ha avuto la disgrazia di offendere il suo Dio commettendo in un momento di debolezza un peccato mortale, deve accusarsi di questo (nella Confessione) con tutta chiarezza e sincerità... È assolutamente necessario avere una contrizione profonda; e fare il proposito fermo di evitare per il futuro non solo i peccati in se stessi, ma anche le occasioni e le cause che ci hanno fatto precipitare nell’abisso. Dobbiamo avere grande fiducia nel perdono; e come il figliol prodigo, dobbiamo lanciarci tra le braccia del nostro Padre Buono, chiedendogli che rivesta ancora una volta la nostra povera anima con la sua grazia, che ci conceda la fortuna di non tornare ad offenderlo mai più e che ci accordi la grazia di avere nel cuore un dolore sempre vivo per averlo offeso». 8

«Gesù mio, grande è il mio dolore considerando la disgrazia che ho avuto di offenderti tante volte. Tu però con Cuore di Padre, non solo mi hai perdonato, ma con le tue parole – "domandate ed otterrete" – mi inviti a chiederti quanto mi è necessario. Pieno di fiducia ricorro al tuo Amore Misericordioso, affinché mi conceda ciò che imploro in questa Novena; e soprattutto la grazia di cambiare la mia condotta; e d’ora innanzi di testimoniare la mia fede con le opere, vivendo secondo i tuoi precetti; e di ardere nel fuoco della tua carità». 9

«Gesù mio, lavami col Sangue del tuo divino Costato e fammi tornare puro alla vita della tua grazia. Entra, o Signore, nella mia povera stanza e riposa con me. Accompagnami nel pericoloso cammino che percorro, affinché non mi perda. Sostieni, o Signore, la debolezza del mio spirito e consola le angustie del mio cuore, dicendomi che – per la tua misericordia – non lascerai di amarmi un solo momento e che sarai sempre con me». 10

 

4c. Il Santuario dell’Amore Misericordioso

«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati;

non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mc 2,17)

L’impegno apostolico di Madre Speranza ha raggiunto il suo apice nella realizzazione del Santuario di Collevalenza, un Centro di spiritualità certamente complesso: che ha risposto ad una precisa ispirazione dall’alto; che ha richiesto decenni di duro lavoro; che è stato onorato di una visita pontificia, presente la stessa Fondatrice; e che rappresenta un richiamo crescente per moltissimi fedeli.

«Desidero che tu dica, fino ad imprimerlo nel cuore e nella mente di tutti coloro che ricorrono a te, che usino quest’Acqua con molta fede e fiducia e si vedranno liberati da gravi infermità; e che prima passino tutti a curare le loro povere anime dalle piaghe che le affliggono per questo mio Santuario, dove li sta aspettando non un Giudice per condannarli e dar loro subito il castigo, bensì un Padre che li ama, perdona, non tiene in conto e dimentica». 11

«Ti ringrazio, o Signore! Da’ la virtù a quest’Acqua di guarire il cancro e la paralisi, uno figura del peccato mortale e l’altra del peccato abituale... Il cancro uccide l’uomo, lo disfa; la paralisi invece lo rende inabile, non lo fa camminare... Da’ all’Acqua la virtù di guarire i malati, i malati poveri che non hanno mezzi... Sia quest’Acqua la figura della tua grazia e della tua misericordia...». 12

«Fa’, Gesù mio, che tutti gli uomini abbiano la possibilità di conoscerti come Tu veramente sei; e che tutti vedano in Te la vera immagine del Padre del figliol prodigo. Fa’, Gesù mio, che tutti ti conoscano e ti amino; e che nell’ora della morte siano certi di incontrare non un Giudice severo e duro, pronto a dare sentenze di condanna; ma un Padre pieno di amore e di misericordia, che non tiene in conto, perdona e dimentica le miserie e i difetti dei propri figli...». 13

«Fa’, Gesù mio, che vengano a questo tuo Santuario le persone del mondo intero, non solo col desiderio di curare i corpi dalle malattie più strane e dolorose, ma anche di curare le anime dalla lebbra del peccato mortale e abituale. Aiuta, consola e conforta, o Gesù, tutti i bisognosi; e fa’ che tutti vedano in Te non un Giudice severo, ma un Padre pieno di amore e di misericordia, che non tiene in conto le miserie dei propri figli, ma le dimentica e le perdona». 14

«Fortunata è l’Umbria. Fortunata in particolare è la vostra antica e illustre città, cari abitanti di Todi, perché accanto alle numerose e ben note tradizioni religiose, accanto ai tanti artistici e suggestivi templi e monumenti cristiani, possiede questo Santuario che è Centro eletto di spiritualità e di pietà. Col suo stesso nome, come con la sua mole e con l’attività spirituale, pastorale e formativa che vi è promossa, esso a tutti ricorda e proclama la grande e consolante verità della misericordia paterna del Signore... Esso costituisce un segno e quindi un invito a meditare e ad accogliere l’eterno messaggio della salvezza cristiana». 15

«Amore Misericordioso, ti preghiamo, non venire meno. Amore Misericordioso, sii infaticabile. Sii più grande di ogni male che è nell’uomo e nel mondo. Sii più grande di quel male che è cresciuto nel nostro secolo e nella nostra generazione. Sii più potente con la forza del Re Crocifisso. Beato il suo regno che viene». 16


1 MADRE SPERANZA ALHAMA, Diario, 5 novembre 1927 (n. 2).

2 MADRE SPERANZA ALHAMA, Diario, 19 febbraio 1928 (n. 19).

3 MADRE SPERANZA ALHAMA, Consigli pratici, anno 1933 (n. 67-68).

4 MADRE SPERANZA ALHAMA, Consigli pratici, anno 1933 (n. 88).

5 MADRE SPERANZA ALHAMA, Consigli pratici, anno 1933 (n. 80).

6 MADRE SPERANZA ALHAMA, Consigli pratici, anno 1933 (n. 61-62).

7 MADRE SPERANZA ALHAMA, Consigli pratici, anno 1941 (n. 66).

8 MADRE SPERANZA ALHAMA, Bilancio mensile, anno 1955 (n. 62-63).

9 MADRE SPERANZA ALHAMA, Novena all’Amore Misericordioso, Preghiera introduttiva.

10 MADRE SPERANZA ALHAMA, Novena all’Amore Misericordioso, Preghiera del 9° giorno.

11 MADRE SPERANZA ALHAMA, Messaggio ricevuto dal Signore, 3 aprile 1960.

12 PADRE MARIO GIALLETTI, Appunti (estasi della Madre presso il pozzo), 6 maggio 1960.

13 MADRE SPERANZA ALHAMA, Preghiera per il Santuario, seconda parte.

14 MADRE SPERANZA ALHAMA, Preghiera per il Santuario, terza parte.

15 GIOVANNI PAOLO II, Visita a Collevalenza, 22 novembre 1981.

16 GIOVANNI PAOLO II, Visita a Collevalenza, 22 novembre 1981.

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ultimo aggiornamento 15 gennaio, 2013