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l 14 settembre la Chiesa celebra la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce preziosa e vivificante, segno della signoria di Cristo che configura a lui nella morte e nella gloria tutti i battezzati, ma anche segno della sua seconda futura venuta. Il termine "esaltazione" racchiude entrambe i significati di "innalzamento" e "ostensione".Il significato di questa festa lo troviamo nel Vangelo del giorno (cfr Gv 3,13-17), in cui Nicodemo, uno dei capi dei Giudei, sinceramente incuriosito dalla dottrina di Cristo, dialoga privatamente con il Signore. Nicodemo ha bisogno di luce, di guida: cerca Dio e chiede aiuto al Maestro di Nazareth, perché in Lui riconosce un profeta, un uomo che compie segni straordinari e Gesù lo accoglie, rivelandogli «che il Figlio dell’uomo dev’essere innalzato, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna» (Gv 3,15).
L’origine di questa festa
La data del 14 settembre trae le sue origini dalla dedicazione e inaugurazione, tra il 13 e il 14 settembre 335, delle due chiese del Martyrion e dell’Anastasis (Risurrezione), che componevano la basilica costantiniana del Santo Sepolcro, eretta sul Calvario su impulso di sant’Elena.
La vera Croce, ritrovata secondo la tradizione proprio dalla madre di Costantino pochi anni prima e le cui reliquie risultavano sparse in tutta la cristianità già all’epoca delle Catechesi (348-350) di san Cirillo di Gerusalemme, era divenuta bottino di guerra dei persiani nel 614. Ma nel 628 venne recuperata grazie alla vittoria dell’imperatore Eraclio, che al suo ritorno a Costantinopoli celebrò il trionfo il 14 settembre di quell’anno e restituì poi la reliquia al Santo Sepolcro.
Dall’Oriente, dove è celebrata con una solennità pari alla Pasqua, la festa dell’Esaltazione della Santa Croce si diffonde in Occidente e in particolare a Roma, dove è attestata prima della fine del VII secolo con Papa Sergio I che trasferisce una reliquia della Croce dal Vaticano al Laterano e la festeggia per la prima volta con una solenne processione il 14 settembre.
Il significato spirituale
La festa dell’Esaltazione della Croce, già nella sua denominazione, ci aiuta a ricordare che la salvezza e la vita eterna passano dalla croce, attraverso cui Gesù ha vinto il peccato e la morte, contro ogni aspettativa del mondo. A ben ragione la Chiesa acclama: «Ave, o croce, unica speranza!», dando seguito all’insegnamento lasciato da Gesù nella sua missione terrena, prima ancora di vivere i dolori della Passione: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (Mt 16, 24-25).
Per giungere alla salvezza eterna dobbiamo credere al Dio fatto Uomo che per nostro amore è giunto a caricarsi il legno della croce, una delle pene più infamanti del suo tempo.
Gesù parlando di questo a Nicodemo, richiama un episodio dell’Antico Testamento (cfr Nm 21,4-9), quando nel deserto gli Israeliti, assaliti da serpenti velenosi, trovano salvezza guardando il serpente di bronzo che Mosè, obbedendo al comando di Dio, aveva fatto e posto sopra un’asta, prefigurazione della Croce di Cristo. Nicodemo comprenderà le parole del Maestro soltanto dopo gli eventi della sua passione, morte e resurrezione.
Anche noi comprendiamo che Dio ci ha salvati mostrandosi e offrendosi come nostro compagno, maestro, medico, amico, fino a farsi per noi Pane spezzato nell’Eucaristia, il Sacramento che perpetua e attualizza il sacrificio del Calvario. Se l’Eucaristia è già stata "esaltata" nella solennità del Corpus Domini, la festa del 14 settembre permette di concentrarci sulla Croce, strumento tramite il quale si è manifestato davanti a tutti l’amore che Dio prova per ciascuno di noi.
Il mistero della Croce è il centro della predicazione cristiana e il fulcro della stessa comunione ecclesiale, essendo la Chiesa radunata attorno al Banchetto eucaristico e fortificata continuamente, tramite l’Eucaristia, dalle grazie provenienti dalla Passione di Cristo.
Non può dunque esistere cristianesimo senza Croce, la Croce che è preludio della Risurrezione e maestra nel farci scoprire il valore redentivo della sofferenza su questa terra. Il Catechismo della Chiesa Cattolica del resto ci ricorda che la Croce «può ormai configurarci a Lui e unirci alla sua passione redentrice» per contemplare volto di Gesù da risorti.
La Croce per la nostra fede è luogo di vittoria: vittoria sulla morte attraverso la Resurrezione, vittoria sulle miserie umane, ma soprattutto vittoria sul peccato. Siamo al centro della storia della salvezza e la Croce è appunto il simbolo della redenzione dell’uomo resa possibile solo dalla morte del Figlio.
La Croce, non è più strumento di condanna, ma diventa luogo di conversione, come per il ladrone pentito. La luce della Croce "fulget Crucis mysterium" si irradia a tutti coloro che la toccano: sia fisicamente, come Maria e Giovanni nell’ora del Golgota, ma anche a noi oggi che attraverso la preghiera e la devozione partecipiamo al mistero di Cristo Signore perché si radichi in noi e cresca il suo amore che salva.
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ultimo aggiornamento
11 ottobre, 2025