|
Omelia di Superiore generale dei Figli dell’Amore Misericordioso in occasione della Professione Perpetua di Fr. Cristian, Fr. Alexis e Fr. Shinu Sabato 27 settembre 2025 |
E
cc.mi Vescovi, carissimi confratelli nel sacerdozio, genitori, famigliari e amici, Famiglia dell’Amore Misericordioso, fedeli laici e pellegrini e, naturalmente, carissimi Fr. Cristian, Alexis, e Shinu.Oggi è un giorno grande per voi e per tutti noi: celebriamo la vostra consacrazione perpetua al Signore come Figli dell’Amore Misericordioso. Che immenso dono nella festa del Santuario dell’Amore Misericordioso!
Nel Vangelo viene descritto come Gesù, il Re dei nostri cuori, ha scelto, per affermare la sua regalità, i momenti più drammatici della sua vita: la passione e la sua morte in croce.
La regalità di Gesù non è come la intendiamo noi qui sulla terra, cioè basata sulla potenza e sul dominio sugli altri, ma la regalità del Cristo si fa servizio e amore fino a donarsi totalmente.
La Parola che Dio ci dona oggi, richiama la nostra attenzione ad un Re che da testimonianza alla verità, cioè alla rivelazione del suo amore. "Il mio regno non è di questo mondo...non è di quaggiù", ripete Gesù insistentemente davanti a Pilato.
Che cos’è allora il Regno di Dio? Gesù ci parla del regno usando il linguaggio delle parabole, che è un linguaggio allegorico, allusivo, per far capire che il Regno non può essere ridotto a una definizione, non si può imprigionare in una formula... è una realtà misteriosa che si fa fatica a descrivere a parole, che si può solo intuire. E i santi lo hanno capito e come!!! Vediamo come...
Gesù dice che il Regno di Dio è come un seme che cresce, una vigna in cui si può lavorare a tutte le ore, è come un pane che lievita o come un tesoro nascosto in un campo o una perla preziosa. Il Regno di Dio non è quindi un luogo, ma un termine per significare un nuovo rapporto tra Dio e l'uomo.
Il modo nuovo con cui Dio si unisce alla nostra umanità: "Gesù mio, mio tutto e tutte le mie cose!" o "Rendi, o Signore, il mio cuore simile al tuo..." Queste espressioni di Madre Speranza che non indicano appunto un regno in sé, un luogo, ma il suo rapporto intenso con Dio.
Perciò quando ci avviciniamo a Dio, cari Cristian, Alexis e Shinu, i nostri gusti diventano quelli suoi, "Si desidera, dice Madre Speranza, assaporare la sua pace, la sua giustizia, il suo amore nella misura che lo Spirito di Dio ce ne rende capaci di coglierlo".
E’ la gioia del messaggio del Crocifisso dell’Amore Misericordioso, un Cristo che inchiodato sulla croce appare vivo, sereno, seppur nella sofferenza e nel dolore.
Ecco il nuovo rapporto tra Dio e l’uomo, l’immagine nuova di Gesù Amore Misericordioso, così come l’ha voluto trasmettere Madre Speranza: un Dio che al centro dell’universo non pone sé stesso, ma l’uomo salvato, guarito e amato; un Dio che come obiettivo della storia non mette la propria gloria o l’adorazione, ma la felicità dell’uomo. Madre Speranza dice: "Dio non può essere felice senza di noi...!".
Questa è la gioia della festa di questo Santuario, l’inizio di un nuovo rapporto, ecco il regno! Il primo passo di una storia diversa, la mia, la tua storia fratello, sorella! La vostra storia, cari Fr. Cristian, Alexis, e Shinu; l’annuncio di un regno di giustizia, di amore e di pace.
Nel Santuario risuona così in modo sempre nuovo l’annuncio gioioso che Dio ci ama per primo e ci dona la capacità di amarlo: "La nostra Famiglia Religiosa, nell’annunciare al mondo la misericordia di Dio, ha un punto di riferimento centrale nel Santuario dell’Amore Misericordioso. In esso si realizza un preciso disegno di Dio...".
Che bello allora dire Amore Misericordioso! L’amore di Dio non può essere che misericordioso, non può essere altro, un Dio che non si è ancora stancato di amarci e che non si rassegna al nostro peccato: questo è meraviglioso! Questo è l’Amore Misericordioso!
L’esperienza che attende l’uomo presso il Santuario dell’Amore Misericordioso è sicuramente quella di un incontro, di un abbraccio, di un guardarsi negli occhi liberamente con quel Padre che "attende i propri figli, che non tiene in conto, perdona e dimentica". Se così ci ha amati Dio, anche noi siamo chiamati ad amare gli altri per essere con la nostra vita il tempio (il Santuario) di Dio.
Carissimi giovani Shinu, Alexis e Cristian, la vostra consacrazione religiosa, si inserisce in questo dinamismo del Regno, ed è un dono speciale che Dio fa alla sua Chiesa, alla nostra Congregazione attraverso l’invito personale e misterioso che Egli rivolge liberamente a chi vuole: "seguimi!". Essa esprime il vostro dono totale a Dio per il bene di tutti e non solo al fine di realizzare la vostra vocazione di Figli dell’Amore Misericordioso.
La certezza di essere amati da Dio è al centro della vostra vocazione: questa certezza permette di essere per gli altri un segno tangibile della presenza del Regno di Dio, un anticipo delle gioie eterne del Cielo.
Chi come voi, cari confratelli, abbraccia la vita consacrata, testimonia e manifesta la radicalità della sequela di Cristo e del Vangelo. Indicate a tutti noi come sia bello, anche se impegnativo ed esigente, seguire Gesù e come in contraccambio Egli trasforma la vostra vita, trasfigura il vostro cuore, rendendovi uomini più veri e più liberi.
I "consigli evangelici" sono perciò lo strumento pratico offerto dallo Spirito Santo per conformarvi a Cristo. I tre voti, con i quali Cristo invita voi a condividere la sua esperienza di vergine, povero e obbediente, richiedono il desiderio esplicito di totale conformazione a Lui. "Vivendo in obbedienza, in povertà e in castità, i religiosi, confessano che Gesù è il loro Unico Modello e la sua forma di vita casta, povera e obbediente, appare infatti il modo più radicale di vivere il Vangelo su questa terra" ("Vita Consecrata"18).
Con voi, allora, cari confratelli, con i vostri famigliari e amici lodiamo e ringraziamo il Signore che manifesta sempre la grandezza del suo amore nei cuori che lo accolgono sinceramente. Amen!
![]() |
|
[Home page | Sommario Rivista]
realizzazione
webmaster@collevalenza.it
ultimo aggiornamento
11 ottobre, 2025