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abato Iefuniello, detto Tino dai familiari e Sabatino dagli amici, nasce il 19 dicembre 1947 a Sarno, provincia di Salerno. A quattordici anni entra nel Seminario Minore dei Frati Minori a Ravello, ma torna a casa, spinto in tal senso dalla sorella Filomena, che non riteneva che fosse quella la sua strada. Nel 1966 viene accolto dai Padri Vocazionisti ad Altavilla Silentina, dove frequenta la quarta ginnasio; tuttavia, anche quell’esperienza ha avuto termine dopo qualche tempo.A vent’anni, nel 1968, decide di emigrare a Milano, insieme alla sorella Filomena. Poco dopo, vengono raggiunti dal resto della famiglia. Sabatino inizia a svolgere vari piccoli lavori, fino a diventare impiegato della ditta Mondial come fattorino portavalori. Trasferitosi con Filomena nel territorio della parrocchia di Santa Maria del Suffragio, partecipa alla vita di quella comunità cristiana, interessandosi in particolare degli anziani e i giovani.
Il suo confessore, don Franco Confalonieri, nel 1974 gli presenta l’esperienza del Piccolo Gruppo di Cristo, una comunità di consacrati laici che aspirano alla perfezione attraverso una vita cristiana impegnata; Sabatino ne diviene membro effettivo nel 1977. L’anno successivo, conosce Fratel Ettore Boschini, religioso camilliano, che stava avviando un’opera di assistenza alle persone senza fissa dimora. Da quel momento, con il consenso dei superiori del Piccolo Gruppo, impiega tutto il tempo libero dalle ore di lavoro per incontrare sulla strada quegli uomini e quelle donne.
Sabatino diventa il primo insostituibile collaboratore di Fratel Ettore e in quest’opera di misericordia riesce a trascinare altri suoi amici e conoscenti, a loro volta affascinati e stupiti della naturalezza, dalla delicatezza e dalla premura con cui Sabatino va a cercare, pulire, sfamare, rivestire, medicare poveri.
Riservato per natura, Sabatino si sente a suo agio con gli ultimi che va a scovare alla Stazione Centrale di Milano: in principio, una sola volta a settimana; poi due volte, quando inizia a portar loro la cena; infine, dal 1979, tutte le sere, dopo il suo lavoro di fattorino, perché con la morte della mamma si sente sciolto da ogni obbligo familiare.
Sabatino, si rivela un impareggiabile organizzatore e un puntiglioso pianificatore degli interventi caritativi, mentre la sua intensa vita spirituale e l’incondizionata dedizione ai poveri ne affinano la sensibilità e la disponibilità, potendo così confidare ai più intimi che quando fascia le piaghe dei suoi barboni gli «sembra di vedere in loro Gesù».
Nei primi mesi del 1982, viene colpito da una broncopolmonite che lo perseguita e gli procura febbre e spossatezza, costringendolo a ricoveri e lunghe convalescenze.
Il 23 agosto, nonostante la malattia, vuole comunque andare in mezzo ai suoi poveri e ha una brutta ricaduta dovuta agli sforzi e alla debolezza. Il giorno seguente viene ricoverato in rianimazione, dove spira il 30 agosto: ai poveri ha dato veramente tutto, anche la vita.
Sabatino muore in odore di santità. Sono tante le persone hanno testimoniato la sua radicale dedizione agli ultimi, la chiamata a servire Cristo nei poveri fin dalla sua giovinezza e ai quali ha dedicato tutto sé stesso. Il modo d’incarnare il Vangelo da parte di Sabatino è stato il più semplice e silenzioso possibile, non amava tanto parlare di quel che faceva; lo faceva e basta. Neppure cercava un tornaconto o un credito: sapeva che Dio, un giorno, l’avrebbe ricompensato.
Sorprende la sua concretezza nell’azione, che si estendeva anche ad altri aspetti che non seguiva direttamente: tra alcuni suoi appunti sono state trovate bozze di proposte, forse rivolte ai sacerdoti della sua parrocchia, per venire incontro agli anziani soli e poveri.
L’esperienza con Fratel Ettore è però servita, in un certo senso, a trarlo dall’anonimato e a meritargli la qualifica di «profeta minore» da parte dell’Arcivescovo di Milano, il Cardinale Carlo Maria Martini, nella omelia della Messa del Trigesimo della morte. Martini lo ha riconosciuto come un testimone del nostro tempo: "uno di quelli che non parlano molto, ma che vivono seriamente la vita evangelica".
Il nulla osta per l’avvio della sua Causa di Beatificazione è stato rilasciato il 14 dicembre 2002 dalla Santa Sede. La tomba di Sabatino si trova dal 1995 nella cappella di Casa Betania delle Beatitudini, sede centrale dell’Opera Fratel Ettore, a Seveso.
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ultimo aggiornamento
08 luglio, 2026