Il tuo Spirito Madre a cura di P. Massimo Tofani fam
N
ella tradizione cattolica ogni mese dell’anno è caratterizzato da una particolare pratica devozionale. Luglio è da secoli consacrato al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. È una devozione meno popolare di altre, ma con radici profonde nella Scrittura e una storia istituzionale precisa, scandita da provvedimenti pontifici e da una Lettera Apostolica.Non è una pratica devozionale frutto di emotività ma un tema biblico centrale. Nell’Antico Testamento il sangue è sede e segno della vita, e per questo sacro: il libro del Deuteronomio ne ribadisce l’intangibilità. Il sangue dell’agnello pasquale, sparso sugli stipiti delle porte, salva il popolo d’Israele e diventa la figura che il Nuovo Testamento riprende e porta a compimento: Cristo, vero Agnello, versa il proprio sangue «in remissione dei peccati». La tradizione cristiana enumera le effusioni di sangue lungo tutta la vita di Gesù - dalla Circoncisione al Getsemani, dalla flagellazione alla corona di spine, fino ai chiodi e al colpo di lancia - leggendole come un unico atto d’Amore Misericordioso. È questo nucleo teologico che costituisce il cuore della devozione: il sangue salvifico è reso presente in ogni Eucaristia.
La devozione conosce una stagione di forte rilancio nella prima metà dell’Ottocento soprattutto grazie all’opera di San Gaspare Del Bufalo e oggi il senso di questa devozione è fissato dal Direttorio su pietà popolare e liturgia (nn. 175-179), che colloca la memoria del Sangue salvifico al centro stesso del culto eucaristico: nell’assemblea che eleva al Padre il «calice della benedizione» e lo offre ai fedeli come reale comunione con il sangue di Cristo. Non un culto parallelo, dunque, ma un modo di rileggere il mistero pasquale a partire dal suo prezzo. Come ricordava Benedetto XVI, il sangue di Cristo è «il pegno dell’amore fedele di Dio per l’umanità» e di fronte alle piaghe del Crocifisso ogni uomo può riconoscere di non essere stato abbandonato.
Madre Speranza vive in questo clima di devozione al Preziosissimo Sangue Gesù e in tutta la sua opera ne troviamo un costante riferimento, soprattutto nelle meditazioni per la Settimana Santa del 1943.
Presentiamo ora alcuni punti della sua riflessione (Pan 8, 487-499) utili a noi per penetrare sempre di più il mistero della passione e morte di Gesù, che con il suo Sangue ci ha redenti.
La Passione. Il fluire dell’acqua e del sangue dalla ferita del costato di Gesù fu un segno, un simbolo meraviglioso di salvezza. L’acqua e il sangue hanno un particolare significato nella vita di Gesù: l’acqua segna l’inizio della sua vita apostolica, il sangue indica la conclusione della sua missione di Messia. Egli ricevette l’acqua col battesimo al Giordano e sparse il sangue sulla croce. La fuoriuscita di sangue ed acqua dal suo santo cadavere è la sintesi della sua attività messianica.
Inoltre è una nuova e importante prova della sua morte reale e quindi della sua resurrezione; ed un ulteriore commovente aspetto della Passione.
La ferita del costato è sempre stata per i fedeli cristiani la più sacra di tutte le ferite, che, come nessun’altra parla all’intelligenza e al cuore. È la prova d’amore che più deve commuoverci. Anche senza voce, i labbri insanguinati della ferita, con profonda eloquenza, ci parlano di Gesù vittima d’amore e della straordinaria carità con cui ci ha amato.
La ferita al costato è la fenditura della roccia dalla quale come al tocco della verga di Mosè, è scaturita una sorgente inesauribile di grazie.
Il Vangelo non dice colpì o ferì il costato di Cristo, ma «aprì», per indicare che in quel momento fu aperta la porta della vita, da cui fluiscono i sacramenti della Chiesa senza i quali nessuno può raggiungere la vera vita.
L’acqua e il sangue sono anche i due elementi principali di cui Gesù si serve per continuare la sua opera redentrice e per comunicare alle anime la grazia e i meriti della sua vita, passione e morte.
L’acqua del battesimo riceve dall’acqua della piaga del costato la virtù di redimere le anime e renderle membra del Corpo di Cristo. Il sangue di Gesù è il più potente dei sacramenti, nostra salutare bevanda, sangue che fortifica ogni anima e dà vita alla Chiesa. Come nel paradiso Dio infuse un profondo sonno ad Adamo per trarre dal suo costato Eva, madre di tutti i viventi, così dal costato aperto del nuovo Adamo, addormentato nel sonno profondo della morte in croce, trasse la Chiesa, nuova Eva, vera madre di tutti i credenti.
Essa battezzata con l’acqua e vivificata dal sangue del cuore sacratissimo attinge la vita e riceve immortalità dalla fonte che promana dal costato di Gesù. L’acuminata lancia ha fatto sgorgare una fonte di grazie; questo spargimento di acqua e sangue è la rivelazione meravigliosa della carità del buon Gesù e del nostro avvenire.
La fonte che irrigava il paradiso terrestre e si distribuiva per le quattro parti della terra, inaridì improvvisamente quando il peccato profanò il paradiso.
La fonte che scaturisce dalla croce e irriga il paradiso spirituale non può più inaridirsi e scorre ininterrottamente su tutta la terra e continua a emanare l’acqua del battesimo che, ogni giorno, lava, santifica e genera figli di Dio coloro che non lo erano. Continua a incrementare i fiumi di sangue preziosissimo che ogni giorno si raccoglie in innumerevoli calici.
Questo sangue divino scende nel sacramento del perdono, che incessantemente purifica le anime; in tutti gli altri sacramenti e nel corpo intero della Chiesa, nella quale circola questa bevanda inebriante.
È questo il flusso di vita che con la sua misteriosa armonia rallegra la città di Dio. È un canale sempre aperto, che soltanto il peccato mortale può chiudere.
Se tra voi c’è chi ha coscienza di aver peccato gravemente e non ha voglia di pentirsi, né di convertirsi, come pure di fare una buona e sincera confessione, di chiedere perdono a Dio e di promettergli che non lo offenderà mai più, io l’accuso, in questi esercizi, e gli dico che sta offendendo gravemente Dio e la sua povera anima e che non merita di essere chiamata persona consacrata. Povera anima, un giorno vedrà con terrore Colui che ora ferisce.
![]() |
|
[Home page | Sommario Rivista]
realizzazione webmaster@collevalenza.it
ultimo aggiornamento
08 agosto, 2026