Omelia del
P. Ireneo Martin fam
Superiore Generale dei Figli dell’Amore Misericordioso
Nella Solennità dell’Assunzione della  Beata Vergine Maria in Cielo
e 75° anniversario di Fondazione dei Figli dell’Amore Misericordioso
Collevalenza 15 agosto 2026

Cari fratelli e sorelle la solennità dell’Assunzione di Maria al Cielo, ci invita a camminare sulla terra sollevando lo sguardo in alto.

Cari fedeli, oggi sentiamo una gioia immensa al sapere che Maria ci attende nel Paradiso. Una mamma non può che avere un posto eccezionale nella vita dei suoi figli. Gesù, infatti, ha riservato per la sua e nostra mamma un posto speciale, l’ha preservata dal peccato originale e poi, in virtù di questo singolare privilegio, è stata assunta in cielo in corpo ed anima. Quindi la nostra Mamma celeste, cari amici, ci aspetta in Paradiso raggiante di luce, vestita di sole, sotto ai suoi piedi la luna e coronata con dodici stelle. (È la Vergine descritta con questi bei tratti nell’Apocalisse).

Mi piace ricordare questa festa, ormai entrata nella tradizione di tutti noi cristiani dopo l’approvazione e la proclamazione del dogma nel 1950 da parte di Pio XII°, come la festa della speranza e della vita oltre la vita. Gesù risorto e Maria Assunta in Cielo sono la certezza assoluta della fede che la nostra vita, anche quella corporea, è destinata ad una felicità eterna.

Maria concretizza la Parola nel servizio, va dalla cugina Elisabetta e non si tira indietro nel porsi in aiuto. Ella ci insegna che non basta dire: Signore, Signore..., non bisogna limitarsi a una semplice accoglienza della Parola, ma occorre farla agire, farla servizio.

La Vergine Maria ha come scopo unico quello di portarci a Gesù e quindi una spiritualità mariana che non ha questo scopo è pericolosa e non gradita alla stessa Vergine. "Per Maria a Gesù" come diceva Madre Speranza ed anche Paolo VI affermava: «Non ci si può dire cristiani senza essere mariani». Carissimi, allora guardiamo Maria, lasciamoci attrarre dalla sua fede e dalla sua gloria in Cielo.

Dopo aver contemplato le meraviglie che il Signore ha operato in Maria Assunta in cielo, vogliamo fare memoria storica del 75° anniversario di fondazione della nostra Congregazione, nata proprio in questo giorno, il 15 agosto 1951.

Per di più, il Signore ha voluto che la nostra fondazione fosse legata alla solennità dell’Assunzione della Vergine Maria, Madre Speranza ha voluto affidarci alla mediazione materna di Maria. A Lei, Madre di Misericordia, noi suoi figli, affidiamo anche le nostre comunità, le nostre famiglie.

Il 14 agosto, vigilia della Fondazione, in seguito ad una delle sue «distrazioni», la Madre ripeteva: «In questo giorno ho visto come Gesù piantava la vigna della Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso che, crescendo, dava abbondanti frutti».

In questi 75 anni la vigna è cresciuta rigogliosa e si è ramificata un po’ ovunque. Non possiamo dimenticare, oltre le premure e fatiche della nostra Madre, la testimonianza dei primi religiosi chiamati dal Signore attraverso la Fondatrice: l’umiltà di P. Alfredo Di Penta, il primo Figlio dell’Amore Misericordioso, la spiritualità di P. Arsenio Ambrogi, l’umanità di P. Gino Capponi, l’empatia di P. Lucas, la vita interiore di P. Mario Gialletti, la capacità diplomatica del Prof. Ennio Fierro, la saggezza contenuta di D. Lucio Marinozzi, SDFAM e le virtù di tanti altri confratelli defunti che, seppur non elencati, sono state le vere colonne della Congregazione. A tutti loro esprimiamo la più profonda riconoscenza per l’esempio che ci hanno lasciato di sacrificio e di generosità, di fedeltà alla Madre e di amore alla Congregazione.

Oggi, guardare indietro a questi 75 anni significa riconoscere la fedeltà di Dio nell’opera avviata da Madre Speranza, ricordando che la Congregazione nasce per rivelare al mondo il volto misericordioso di Dio Padre e che questo evento non è un traguardo su cui adagiarsi, ma guardando avanti, è un appello alla conversione del cuore e alla speranza.

Perciò il mio invito a tutti voi, cari confratelli, è di ritornare alle fonti, cioè alle origini della nostra chiamata, alla fede e all’entusiasmo della nostra venerata Madre, che vedeva in tutto la mano di Dio e il suo disegno su ciascuno di noi.

Oggi il mondo affronta le nuove forme di solitudine, divisione e sfiducia e fa un richiamo esplicito a noi Figli dell’Amore Misericordioso ad essere «santuari viventi» di accoglienza e speranza: di accoglienza verso i sacerdoti e speranza verso gli sfiduciati e verso i più poveri.

Che questo 75° anniversario diventi un richiamo a rinnovare il nostro «sì» con slancio giovanile, affidando il futuro della nostra Congregazione a Maria, e così vicino a Gesù, alla scuola di Nazareth, poter formare comunità capaci di attirare le nuove generazioni attraverso la gioia e la bellezza del nostro esempio e della nostra testimonianza.

Chiediamo infine a Maria Mediatrice e alla Beata Madre Speranza che ci prendano per mano e ci guidino nel cammino di fede e di amore che si fa servizio, dono di sé, testimonianza umile della presenza e della gioia di Dio Amore Misericordioso.

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ultimo aggiornamento 29 agosto, 2026