Omelia del
Card. Gualtiero Bassetti
nel 75° Anniversario della Fondazione dei Figli dell’amore Misericordioso

Collevalenza 16 Agosto 2026

"Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!" (Rom. 11,32)

Carissimi fratelli e sorelle,

con animo grato al Signore, celebro oggi la santa Eucaristia in questo Santuario, voluto dalla beata Madre Speranza come segno visibile della misericordia di Dio, che non fa differenza tra gli uomini, ma ama tutti indistintamente e vuole che tutti giungano alla salvezza.

Il brano di san Paolo, citato all’inizio, bene esprime questa realtà di amore da parte di Dio: figli d’Israele e gentili sono tutti annoverati nella disobbedienza, perché tutti ottengano il perdono. Tanto il popolo eletto che gli altri popoli della terra sono destinati ad appartenere a un’unica famiglia e a una medesima storia di salvezza.

Non ci sarà più "né giudeo né greco", ma tutti figli amati. Così, anche dei lontani, parla il profeta Isaia: "Quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera… perché la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli".

In queste frasi bibliche sembrano riecheggiare le parole della beata Madre Speranza, la quale pregava così: "Fa’, Gesù mio, che a questo Santuario vengano persone dal mondo intero… fa’, Gesù mio, che tutti vedano in Te non un giudice severo ma un Padre pieno di amore e di misericordia che non tiene in conto le debolezze dei suoi figli, le dimentica e le perdona".

Intorno a questo Santuario, intorno a questa "casa di preghiera", la beata Madre Speranza ha realizzato molte opere di carità e di formazione, affidandole alle cure delle Ancelle e dei Figli dell’Amore Misericordioso, dei quali celebriamo il 75° anniversario di fondazione.

La Famiglia dell’Amore Misericordioso è scaturita da un’unica chiamata del Signore Gesù, "in questi tempi difficili e di lotte per la Chiesa". Così, Madre Speranza racconta nel suo diario, con vivide espressioni, la richiesta di fondare le due Congregazioni. Era il 28 marzo 1929: "Il buon Gesù mi dice che è giunto il momento che scriva le Costituzioni sulle quali più tardi si dovranno reggere la Congregazione dei Figli del suo Amore Misericordioso e molto presto la Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso... Ciò mi ha spaventato molto perché non so quello che devo scrivere, né cosa fare".

Madre Speranza si sente sopraffatta da un compito così grande, superiore alle sue forze e alle sue capacità. Ma il Signore le dà coraggio e la segue passo dopo passo in quest’opera divina.

La Madre scrive nel diario il 2 aprile 1929: "Questa notte mi sono distratta, prima di coricarmi, molto presa da quello che il buon Gesù mi aveva detto, ho preparato un quaderno e una matita e ho detto: Gesù, sono pronta. E quando stavo per coricarmi è venuto il buon Gesù e mi ha dettato quello che devo mettere nelle Costituzioni".

Così, con l’umile certezza della volontà di Dio, il cammino delle due Congregazioni è iniziato: le Ancelle sono state fondate la notte di Natale del 1930, i Figli sono stati fondati il giorno dell’Assunta del 1951, 75 anni fa.

Tutto ciò è costato alla Madre tante sofferenze e umiliazioni. Immensi sacrifici che oggi quasi non riusciamo più a comprendere. Eppure il sogno si è avverato in quel giorno di festa del 1951, quando i primi padri hanno emesso i voti nella cappella delle Ancelle dell’Amore Misericordioso di via Casilina a Roma. Erano tre: Alfredo Di Penta, don Giovanni Barbagli e Sanzio Marino Supini.

Di essi, il primo Figlio dell’Amore Misericordioso viene considerato padre Alfredo Di Penta. Padre Alfredo, appartenente a una benestante famiglia molisana, lasciò ogni ricchezza per abbracciare la vita religiosa, con tanta fede in Dio e tanta fiducia in Madre Speranza. Egli, con grande spirito di umiltà, a trentasette anni, riprese gli studi, per poter arrivare al sacerdozio il 3 luglio 1955. La Congregazione fu approvata dal vescovo di Todi Mons. Alfonso M. De Sanctis, il 18 agosto 1951.

Iniziava così una storia piena di fede e di carità che si è sviluppata negli anni, propagandosi nei vari continenti: dalle prime case in Italia – Collevalenza, Macerata, Fermo, Campobasso –, la Congregazione si è poi diffusa in Spagna, in Germania, in Romania, in America Latina e in Asia. L’approvazione definitiva da parte della Santa Sede è giunta il 18 agosto 1982. Alla Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso si può appartenere in quattro forme distinte: come sacerdoti religiosi, come fratelli interni, come fratelli in abito civile, come sacerdoti diocesani che hanno voti e vita in comune.

Il cuore della missione dei Figli dell’Amore Misericordioso va ricercato nell’ispirazione iniziale di Madre Speranza, quella cioè di "far sì che gli uomini conoscano il buon Gesù non come Padre sdegnato per le ingratitudini dei figli, ma come Padre pietoso che cerca con ogni mezzo di confortare, aiutare e far felici i propri figli".

Le Costituzioni originali furono rinnovate negli anni Ottanta, per recepire alcune direttive del Concilio Vaticano II, ma lasciate intatte nella sostanza. Fin dalle prime righe, emerge il carisma voluto dal Signore e impresso da Madre Speranza: "Dio, Amore Misericordioso, che nel Signore Gesù si è mostrato meravigliosamente ‘ricco di misericordia’ (Ef 2,4) vuole benignamente elargire le ricchezze della suo amore nei confronti degli uomini, specialmente dei poveri, degli infelici, dei sofferenti, dei peccatori" (Cost. FAM).

E tra i primi destinatari di questo amore rigenerante sono inseriti i sacerdoti, per i quali Madre Speranza più volte ha offerto la sua vita e le sue sofferenze, perciò "il fine principale della Congregazione è l’unione del clero diocesano con i religiosi, i quali devono porre tutto l’impegno e la cura nell’unirsi ai sacerdoti, essendo per loro veri fratelli, aiutandoli in tutto, più con i fatti che con le parole" (Cost., parte I, c 1).

Tutti noi vescovi e sacerdoti dell’Umbria siamo testimoni da decenni di questa particolare attenzione, di questo sincero e concreto servizio di amore e di accoglienza che, specialmente qui a Collevalenza, ci è stato riservato.

La compassione dei Figli dell’Amore Misericordioso ha sollevato dalle infermità materiali e spirituali tanti sacerdoti, possiamo dire di ogni parte del mondo. E per tutto ciò la Chiesa vi ringrazia e vi ammira.

I rivoli di carità non si sono fermati ai soli sacerdoti, ma hanno raggiunto uomini e donne, bambini e bambine, tante famiglie che nel tempo hanno fatto l’esperienza della vostra vicinanza.

Carissimi padri e fratelli, desidero infine salutarvi e incoraggiarvi nel proseguire con forza d’animo e convinzione nella vostra missione con le parole di Papa Leone XIV. Egli, richiamando le Confessioni di sant’Agostino, ha ricordato più volte che "l’unica speranza dell’uomo risiede nell’immensa misericordia di Dio". Grazie, Carissimi, per il vostro impegno e prima ancora per la vita donata: il Signore vi conceda di crescere in tutto il mondo e vi doni la sua pace!

 

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ultimo aggiornamento 29 agosto, 2026