Il tuo Spirito Madre

a cura di P. Mario Gialletti fam

 

La santa Comunione

Vi prego caldamente di non lasciare mai la S. Comunione con la quale spalanchiamo le porte dell’anima a Dio, nostro Padre e nostro tutto. Egli continuamente ci attende per nutrire l’anima che, come il corpo, ha bisogno di alimento per vivere e di energie per lavorare e combattere durante il pellegrinaggio terreno.

Per alimentare la vita divina è necessario il Corpo e il Sangue del Buon Gesù, la sua Anima e la sua Divinità che ci trasforma in altrettanti Cristi, comunicandoci il suo modo di essere, i suoi affetti, le sue virtù e specialmente il suo amore a Dio e al prossimo. Infine, la Comunione è immedesimazione in Cristo da cui s’impara ad imitare il divino Maestro, a dimenticare, a perdonare, ad amare i nemici.

Proponiamo fermamente di non lasciare mai la Santa Comunione. Se abbiamo avuto la sventura di perdere la vita della grazia col peccato mortale, ricorriamo subito al sacramento della Penitenza che laverà le nostre colpe con il preziosissimo Sangue del Buon Gesù, la cui virtù ci viene applicata con l’assoluzione, purché sinceramente pentiti e risoluti a non peccare più.

Chiedo al Buon Gesù che i figli e le figlie facciano il proposito fermo di non negare a Dio, con la sua grazia, nulla di quanto chiede loro, di non porre alcun ostacolo alla sua azione soprannaturale e di collaborare con Lui con tutte le forze. Pregate tutti perché questa vostra madre sia il parafulmine delle sue due amate Congregazioni e giunga a dare al buon Gesù quanto le chiede; perché la Congregazione dei Figli si consolidi sempre di più mediante i miei dolori, le angustie e le croci, così com’è avvenuto con quella delle figlie.

 

Il valore delle virtù

Mi è stato chiesto se c’è una gerarchia anche tra le virtù. Credevo che sapeste che le virtù teologali sono più perfette di quelle morali e per questo gli atti di fede, di speranza e soprattutto di carità sono più meritori di quelli di prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Queste ultime virtù possono, secondo l’intenzione, convertirsi in atti di amore e partecipare così al valore spirituale della carità. Anche gli atti di pietà che si riferiscono direttamente alla gloria di Dio sono più perfetti poiché hanno per norma e fine la nostra santificazione.

In alcune azioni la quantità può influire sul merito; così per es. a parità di circostanze, una elemosina di 10.000 lire sarà più meritoria di una di mille; tuttavia l’obolo di chi si priva del necessario, moralmente vale molto di più della ricca offerta di chi si priva del superfluo. Anche la loro durata aumenta il merito. Soffrire due o tre ore vale più che soffrire un’ora solo; la maggiore durata infatti esige uno sforzo maggiore e un più grande amore.

Le difficoltà che l’azione incontra sono nulla in sé stesse, ma hanno valore in quanto richiedono più amore a Dio e sforzi energici compiuti solo per Lui.

Pertanto vincere una tentazione violenta è più meritorio che vincerne una lieve. Per chi ha un carattere autoritario e superbo praticare l’umiltà è più difficile e meritorio che per una persona umile. Non pensiamo però che la facilità acquisita mediante la ripetizione di tanti atti di virtù ne diminuisca il merito. Se ce ne serviamo per perseverare nello sforzo soprannaturale ed accrescerlo, favorisce l’intensità e il fervore dell’azione e quindi aumenta anche il merito. Come un buon operaio, quando è esperto nel lavoro, guadagna tempo, materiale e forze e rende di più con minore fatica, così il religioso, unito al suo Dio, conosce meglio il suo dovere paterno verso i bisognosi, volentieri soffre per il prossimo ed è sempre pronto a riparare le offese fatte al suo Dio. Aiutato da Lui, sa usare meglio i mezzi per la propria santificazione, risparmia tempo e acquista più meriti senza sforzi inutili e con minor lavoro.

Chiedo al buon Gesù che illumini i figli e le figlie con la luce della fede perché siano generosi con Lui e avvertano nel loro intimo il vuoto che solo può essere riempito da Dio. Pregate tutti perché questa vostra madre compia sempre la volontà di Dio. (El pan 9, 27-35 nel 1949)

 

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ultimo aggiornamento 02 agosto, 2025