La sapienza di Dio sin dai tempi antichi, ha condotto gli uomini a riconoscere e comprendere il valore del sangue. Nell’Antica Alleanza il sacrificio degli animali non aveva il potere aprire le porte del Paradiso. Le porte della beata eternità sono state a noi spalancate mediante il Sacrificio di Gesù, che offrendo il suo Sangue ci ha meritato la nostra Redenzione. Dio misericordioso ha permesso che il Figlio versasse il suo Preziosissimo Sangue, per dimostrarci quanto abbia a cuore la nostra salvezza e suscitare in noi l’ossequio del nostro amore verso di Lui.

 

Le origini

Già nell’Antico Testamento sono diverse le prescrizioni che sottolineano la preziosità del sangue a motivo del suo legame con la vita. Nell’Antica Alleanza, i sacrifici di espiazione e di riparazione richiedevano uno spargimento di sangue degli animali immolati. Quando Dio stermina i primogeniti d’Egitto, chiede di contrassegnare col sangue degli agnelli gli stipiti delle porte degli Israeliti. Nasce la Pasqua ebraica, celebrata poi anche da Gesù stesso con i suoi apostoli. Tuttavia, il sangue degli animali non poteva rimettere i peccati e aprire le porte del Regno eterno, poiché tali sacrifici erano solo una prefigurazione del sacrificio pasquale dell’unico vero Agnello ed erano graditi a Dio solo in virtù del suo Preziosissimo Sangue.

Gesù nell’ultima Cena istituisce il Sacrificio della nuova ed eterna Alleanza, il sacramento dell’Eucaristia nel quale rivela all’uomo di ogni tempo che è lui il vero Agnello immolato: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio Sangue, che viene versato per voi» (Lc 22, 20), così il Sangue di Cristo sparso sulla Croce finalmente ha il potere di cancellare i peccati.

Tra i primissimi a beneficiare della potenza del Sangue di Gesù è stato Longino, il soldato romano che con la lancia ha trafitto il costato di Gesù fino a perforare il cuore, dal quale sono scaturiti sangue e acqua. La conversione di Longino ricorda a tutti che il cristianesimo nasce e si ravviva nella Croce, nel sacrificio, nel fiducioso abbandono alla volontà divina che conduce a una vita rinnovata in Cristo. Santa Caterina da Siena (1347-1380) a tal proposito annota nel suo Epistolario: «Io Catarina […] scrivo nel Prezioso Sangue suo. L’arbore della Croce sia trapiantato nel cuore e nell’anima vostra. Conformatevi al Cristo crocifisso, nascondetevi nelle piaghe di Cristo crocifisso, inebriatevi e vestitevi di Cristo crocifisso».

L’apostolo della devozione al Preziosissimo Sangue, nei tempi moderni, indubbiamente è San Gaspare del Bufalo, fondatore nel 1815 della Congregazione del Preziosissimo Sangue. San Gaspare sosteneva che: «L’oggetto primario del culto al Preziosissimo Sangue è la persona adorabile di Gesù, l’oggetto secondario è il suo Sangue. Il motivo speciale del culto al Preziosissimo Sangue sta nel fatto che Dio ha voluto che quel Sangue fosse il prezzo della nostra redenzione».

Nelle missioni che ha predicato in tutta Italia per restaurare la fede dopo le persecuzioni napoleoniche, ha insegnato che il Sangue di Cristo non solo ci ha riscattati, ma che è anche il prezzo di ogni grazia divina. Il santo missionario citando le parole dell’Apocalisse: «essi lo hanno vinto per il sangue dell’Agnello» (Ap 12, 11), sottolineava che la devozione al Preziosissimo Sangue è̀ l’arma più potente per vincere le tentazioni del demonio, perché il Sangue dell’Agnello di Dio ha già vinto e sottomesso il potere del male. Il Sangue di Cristo diviene così un baluardo di protezione: «La devozione al sangue di Cristo apre le porte della divina misericordia; se i popoli ritornano nelle braccia della misericordia e si mondano nel sangue di Gesù Cristo, tutto il rimanente facilmente si accomoda».

 

La festa del Preziosissimo Sangue

Le prime celebrazioni della festa del Preziosissimo Sangue risalgono al XVIII secolo nella chiesa di San Nicola in Carcere a Roma per onorare una reliquia lì custodita. Secondo la tradizione, quando il centurione colpì con la lancia il costato di Cristo, il Sangue e l’Acqua da esso scaturiti hanno bagnato un lembo del suo mantello. Il centurione, convertito, tagliò dal mantello il prezioso lembo e lo custodì. Esso è stato tramandato di generazione in generazione fino a quando una famiglia nobile di Roma, nel 1708, ne fece dono alla chiesa di San Nicola.

Inizia così la celebrazione annuale della festa del Preziosissimo Sangue nella prima domenica di giugno, limitatamente alla chiesa di San Nicola in Carcere. Nel 1808, centenario della donazione, il canonico Francesco Albertini fonda una pia associazione in onore del Preziosissimo Sangue. L’istituzione della festa liturgica del Preziosissimo Sangue si deve all’ardore apostolico del Beato Giovanni Merlini, Missionario del Preziosissimo Sangue e discepolo di San Gaspare. La sua saggezza e prudenza erano tanto note che perfino Papa Pio IX lo interpellava per avere consigli. Durante l’esilio di Pio IX a Gaeta è proprio il Merlini a predirgli la fine dell’esilio qualora avesse esteso la festa a tutta la Chiesa. Il Papa adempiendo la promessa, con il decreto Redempti sumus del 10 agosto 1849, estende alla Chiesa universale la festa del Preziosissimo Sangue.

Pio X, successivamente, ha fissato la festa al 1° luglio e Pio XI l’ha innalzata al grado di solennità nel 1939. Paolo VI, con la riforma del Calendario entrata in vigore nel 1969, l’ha unita alla festa del Corpus Domini, che da allora si celebra in tutta la Chiesa come "Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo". Le congregazioni religiose legate alla spiritualità del Sangue di Cristo celebrano ancora la solennità del Preziosissimo Sangue il 1° luglio.

 

Attualità di questa devozione

Quando sentiamo la parola "devozione", potremmo immaginare qualcosa di lontano o arcaico. Ma il Preziosissimo Sangue di Gesù è vivo, vibrante e pieno di potere capace di trasformare la nostra vita quotidiana.

Nel mese di luglio, la Chiesa ci invita ad approfondire questo profondo mistero: il Sangue di Cristo, versato sulla Croce e donato con amore per la redenzione del mondo. Non è solo un simbolo o un ricordo: è vita, guarigione e prezzo che Gesù ha pagato volontariamente per redimerci.

Questa devozione trascende il semplice ricordo della sofferenza di Cristo, ci interpella a riconoscere e a ricevere il potere continuo del suo Sangue nelle nostre vite, nella Chiesa e nel nostro mondo sofferente. Ci ricorda l’immenso amore di Cristo e che il suo Sangue è la fonte di tutti i sacramenti e che non chiede vendetta, ma grida misericordia (Ebrei 12:24).

La devozione del Preziosissimo Sangue, pur rimandando strettamente al sacrificio del Golgota, non ha carattere penitenziale, il Sangue sparso non è sinonimo di morte ma di vita, fonte di speranza per ogni peccatore, che dissetandosi a questa sorgente, può purificarsi e tornare a Dio.

Infine la devozione al Sangue di Gesù ci offre il mezzo per onorare quanto vi è di più grande, di più efficace nel Cristo, Verbo incarnato, cioè l’amore infinito che egli nutre per gli uomini. Ciò che appesantisce il nostro cammino spirituale svanisce di fronte all’interesse per la realtà concreta del Sangue di Gesù che per noi diventa motivo di gioia, di speranza e fondamento dell’assoluta certezza che, secondo il piano
di Dio, la vittoria sarà della vita che non avrà mai fine.

"Non c’è nulla che il Sangue di Gesù non possa ottenere"

S. Gaspare del Bufalo

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ultimo aggiornamento 06 agosto, 2025