studi Vangelo e santità laicale a cura della Redazione
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a Venerabile Serva di Dio Maria Cristina Cella Mocellin nasce a Cinisello Balsamo (Italia) il 18 agosto 1969, in una famiglia di sani principi cristiani. Fin da piccola frequenta l’oratorio della parrocchia, dove riceve gli insegnamenti della fede cattolica, partecipando al catechismo sotto la guida delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret.A partire dalla preadolescenza inizia a compilare un diario spirituale che accompagnerà tutte le fasi della sua esistenza. Si tratta di un piccolo quaderno che raccoglie tutte le meditazioni e le sue conversazioni con quel Dio che l’affascina e con il quale dialoga in maniera intensa.
Adolescente, si impegna con entusiasmo come catechista e animatrice dell’oratorio, rivelando un carattere forte e coerente. Mentre frequentava il liceo linguistico "Regina Pacis" a Cusano Milanese, conosce la comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Don Bosco ed inizia con loro un cammino di discernimento vocazionale. Attratta dall’esempio delle suore della sua Parrocchia, pensa di orientarsi verso quella Congregazione religiosa.
Mentre si trovava in vacanza con la famiglia a Valstagna (Vicenza), nel 1985 conosce Carlo Mocellin. Dopo un lungo dibattito interiore, Cristina coglie la via del fidanzamento e poi del matrimonio come ugualmente ricche e capaci di portarla all’incontro con quel Dio che desidera fortemente nel cuore.
Nell’estate del 1987, appena compiuti i diciotto anni, le compare un sarcoma alla gamba sinistra e subisce un primo intervento chirurgico il 9 dicembre. Nonostante i lunghi mesi di chemioterapia, supera brillantemente gli esami di maturità e si iscrive alla Facoltà di Lingue dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Il 2 febbraio 1991, Maria Cristina e Carlo celebrano il loro matrimonio e si stabiliscono a vivere a Carpanè in provincia di Vicenza. Dopo aver avuto due figli, nell’autunno del 1993, rimase nuovamente incinta ma, insieme alla gravidanza, riapparve un nuovo sarcoma alla medesima gamba che cinque anni prima l’aveva così duramente provata.
Superato lo sconforto iniziale, Cristina e Carlo iniziano un grande itinerario di preghiera, personale e di coppia. Davanti all’oncologo entrambi si mostrano decisi nel voler salvaguardare innanzi tutto la vita del bambino che Cristina ha in grembo.
Con il supporto del marito, Mariacristina decide di intraprendere solo alle cure mediche che non avrebbero messo a rischio la vita del bambino. Quindi, nel 1994, si sottopone ad un intervento chirurgico locale e soltanto dopo il parto, inizia le terapie per il tumore.
Muore il 22 ottobre 1995 a Bassano del Grappa (Italia), all’età di 26 anni, lasciando un messaggio di amore e fiducia in Dio profondissimo, che verrà raccolto da molte persone che l’hanno conosciuta ed assistita.
La Venerabile Serva di Dio ha dato sempre una testimonianza di fede forte e sicura, che si è tradotta concretamente nell’impegno di vivere la volontà di Dio. Ha posto alla base della sua vita la fedeltà al Signore, l’ascolto della sua Parola e la comprensione verso tutte le persone. Il suo eroico vissuto di fede l’ha condotta anche a vivere la sofferenza nell’abbandono confidente all’amore di Dio.
Ha vissuto la virtù della speranza come robusta fiducia in Dio e nella sua presenza. Era pienamente convinta dell’amore di Dio per ciascuno, così come era certa della meta finale, il paradiso, a cui sapeva guardare con serenità.
Mariacristina lungo tutta la sua vita ha manifestato un vero e proprio innamoramento verso il Signore, che si è tradotto nelle parole, attestate soprattutto nel Diario, come pure nelle sue scelte di vita. Aperta di carattere, ha alimentato un atteggiamento di attenzione per gli altri e le loro necessità. ha saputo riconoscere nell’impegno educativo una possibilità particolare di servizio, che ha vissuto come testimonianza della verità.
La sua carità eroica si è manifestata in particolare verso il marito Carlo, per il quale ha nutrito un amore profondo, fedele e sempre aperto alla presenza del Signore.
La lettera che Maria Cristina scrive al terzo figlio, ne testimonia l’esercizio delle virtù in modo eroico: «Caro Riccardo, tu devi sapere che non sei qui per caso. Il Signore ha voluto che tu nascessi nonostante tutti i problemi che c’erano. Papà e mamma, puoi ben capire, non erano molto contenti all’idea di aspettare un altro bambino, visto che Francesco e Lucia erano molto piccoli. Ma quando abbiamo saputo che c’eri, t’abbiamo amato e voluto con tutte le nostre forze. Ricordo il giorno in cui il dottore mi disse che diagnosticava ancora un tumore all’inguine. La mia reazione fu quella di ripetere più volte "Sono incinta! Sono incinta! Ma io dottore sono incinta!" Per far fronte alle paure di quel momento ci venne data una forza smisurata di volontà di averti. Mi opposi con tutte le mie forze al rinunciare a te, tanto che il medico capì già tutto e non aggiunse altro. Riccardo, sei un dono per noi. Fu quella sera, in macchina di ritorno dall’ospedale, che ti muovesti per la prima volta. Sembrava che mi dicessi "grazie mamma che mi vuoi bene!". E come potevamo non volertene? Tu sei prezioso, e quando ti guardo e ti vedo così bello, vispo, simpatico, penso che non c’è sofferenza al mondo che non valga la pena sopportare per un figlio. Il Signore ha voluto ricolmarci di gioia: abbiamo tre bambini stupendi, che se Lui vorrà, con la sua grazia, potranno crescere come Lui vuole. Non posso che ringraziare Dio, perché ha voluto farci questo dono grande che sono i nostri figli. Solo Lui sa come ne vorremmo altri, ma per ora è davvero impossibile. Grazie Signore».
Il vescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo, colpito dalla profondità della testimonianza di fede autentica di Mariacristina, l’8 novembre 2008 ha aperto la Causa di Beatificazione. La fase diocesana del processo si è conclusa il 18 maggio 2012 e il 30 agosto 2021 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui è stata dichiarata Venerabile. Le spoglie mortali di Maria Cristina riposano nella cappella dei sacerdoti del cimitero di San Nazario, frazione del Comune di Valbrenta.
"Vorrei che la tua Parola
fosse il mio unico sostegno,la mia unica richiesta,
la mia sola gioia,il mio unico impulso,
il mio unico conforto.Se cerco Te tutto il resto
mi sarà dato in più".Venerabile Mariacristina
Cella Mocellin
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ultimo aggiornamento
02 agosto, 2025