Il tuo Spirito Madre a cura di P. Massimo Tofani fam
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onsideriamo oggi la venuta dello Spirito Santo e con fede, amore e fiducia chiediamogli di scendere su di noi e di colmarci dei suoi doni. Meditiamo prima di tutto i fatti immediatamente anteriori alla discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, il bene che Dio ha fatto al mondo concedendoci lo Spirito Santo, i fini e l’eccellenza di questo Spirito.
Il primo fatto è il raccoglimento degli Apostoli dopo l’ascensione al cielo di Nostro Signore, che aveva loro comandato di riunirsi in Gerusalemme; la conoscenza della loro debolezza, sperimentata durante la Passione, che li spingeva a fuggire le occasioni e a dedicarsi meglio alla preghiera. Inoltre il colloquio con l’eterno Padre, con il loro divino Maestro e con lo Spirito Consolatore, che essi attendevano animandosi l’un l’altro con fervorosi desideri.
Infine il modo stesso di raccogliersi, riuniti nel cenacolo dove si erano celebrati i divini misteri, e di pregare con perseveranza in comunione di carità. L’attesa durò dieci giorni perché Gesù volle dilazionare la venuta dello Spirito Santo per insegnarci la longanimità nell’attendere i doni di Dio senza stancarci, anche se tardano molto a giungere, e affinché meglio ci si disponga a riceverli.
Meditiamo sul bene che Dio fece al mondo donandoci lo Spirito Santo e sui principali motivi che ebbe per inviarcelo. Dio ci ha donato lo Spirito Santo unicamente per la sua bontà e il suo amore, senza averlo noi meritato. Il mondo infatti non ne era degno perché aveva trattato tanto male la persona del Figlio, però i meriti di Gesù, che in cielo gli mostrava le sue piaghe, e la sua passione ottennero di essere tenuti in considerazione dal Padre per adempiere la sua promessa di darci il Consolatore.
L’eccellenza dello Spirito Santo è infinita, come è infinito Dio, ed è la fonte della grazia, delle virtù soprannaturali, dei doni e dei frutti. Egli ne arricchisce gli Apostoli, i giusti e tutti gli uomini del mondo, senza distinzione, quantunque alcuni ne traggano profitto ed altri no.
Lo Spirito Santo venne nel cenacolo, che rappresenta la Chiesa casa di preghiera, e non fu dato a coloro che se ne trovavano fuori, per insegnarci che senza di essa non c’è salvezza. Egli scese sugli Apostoli riuniti con la S. Vergine a pregare, e le loro preghiere furono portate dagli angeli, insieme a quelle di Cristo, presso il trono del Padre affinché compisse la promessa. Il divino Spirito infatti è concesso soltanto a coloro che lo chiedono con perseveranza.
Venne nel giorno di Pentecoste, che si celebrava in memoria della Legge data sul monte Sinai cinquanta giorni dopo la passione e resurrezione di nostro Signore, mostrando così che per mezzo di essa concedeva l’indulgenza e la totale remissione di tutti i peccati.
Venne improvvisamente perché non ha giorni e ore stabilite, ma arriva quando e come vuole; dal cielo, perché sulla terra non c’è forza capace di suscitare questo vento, che è un dono del Cielo. Lo Spirito Santo ci sollecita a fuggire il vizio, a nascondere la virtù, a mortificare la concupiscenza, ad allontanare da noi il male e a conservare la vita della grazia, dato che infiamma le anime con la sua forza soave e amorosa ed è per esse la Guida che le conduce al porto sicuro della salvezza. Venne con un fragore che fu udito in tutta la città, perché la sua presenza nei giusti fa sì che risuoni in tutto il mondo il buon esempio della loro vita, della loro predicazione e dei miracoli.
Riempì tutta la casa in cui si trovavano perché, mentre nel tempo della legge antica si era donato misuratamente, nel tempo della grazia, dopo la morte di Gesù e tolta ogni chiusura, Egli si dona in pienezza alla Chiesa per ogni ministero e compito. Riempì tutti gli angoli della casa; infatti riempie di sé tutti i compiti, senza guardare se sono alti o umili, i luoghi, i tempi e le persone della Chiesa su tutta la terra. Riempì la memoria, l’intelligenza e la volontà di ciascuno, e la casa dove si trovavano, per insegnarci che non si dona a coloro che vagano fuori della Chiesa.
Fu mandato sotto forma di lingue agli Apostoli perché si amassero, e anche perché il loro amore, la legge di Gesù, la sua passione e morte fossero predicate e insegnate in tutto il mondo. Lingue distinte e separate dato che, pur essendo lo Spirito Santo uno in se stesso, si dona in forme diverse di grazie, misteri, guarigioni, miracoli e doni. Si posò su ciascuno di essi per il fatto che lo Spirito Santo vuole restare per sempre e non si allontana più da noi, se non lo cacciamo via con il peccato.
Tutti, anche se diversi per dignità e meriti, furono ripieni di Lui in tutte le facoltà dell’anima loro, potenziando di ciascuna la specifica funzione, e fu per essi sole, fuoco, Maestro, Medico. La Vergine SS. fu colmata di Spirito Santo più di tutti loro insieme. Ognuno si era preparato con la indispensabile purezza di coscienza, l’umiltà di cuore, la fiducia in Dio e una fervente preghiera.
Cominciarono a parlare varie lingue; infatti lo Spirito, così come aveva confuso le lingue a quelli di Babele, ad essi invece diede il dono delle lingue affinché potessero predicare in tutto il mondo e costruire così la torre del cattolicesimo. E osservavano le regole del ben parlare, non per vanità, ma per dar gloria a Dio, con spirito calmo, non appassionato, preoccupati solo di ciò che è buono e santo agli occhi di Dio, e non di vanità e frivolezze.
Consideriamo le meraviglie operate dallo Spirito Santo per mezzo degli Apostoli nel giorno di Pentecoste. Come è proprio dello Spirito, congregò genti diverse ad ascoltare la divina Parola. Spinse gli Apostoli ad uscire dal cenacolo e a predicare la dottrina di Gesù, non volendo che i talenti rimanessero infruttuosi; a parlare delle grandezze di Dio, perché è proprio dello spirito della carne interessarsi delle cose della carne, e dello Spirito divino delle cose di Dio. I buoni dicevano: «Come è possibile che costoro parlino della grandezza di Dio in varie lingue?». I cattivi, giudicando temerariamente, lo attribuivano al vino, perché sempre conviene che i discepoli ricevano umiliazione.
I DONI DELLO SPIRITO SANTO
Il dono della Sapienza
distrugga la tua tiepidezza e la tua insofferenza e ti faccia percepire le dolcezze della vita spirituale.Il dono dell’Intelletto ti trasmetta chiarezza e luce per fugare tutte le tue tenebre di dubbi e di perplessità.
Il dono del Consiglio ti faccia superare le cose inopportune e i casi precipitati ai quali ci espone la nostra corta capacità di prevedere.
Il dono della Scienza ti faccia chiarezza perché tu possa conoscere gli inganni del mondo, le inclinazioni della natura e le astuzie di Satana.
Il dono della Fortezza rafforzi la tua anima nel saper sopportare qualunque danno temporale per il bene eterno.
Il dono della Pietà moderi il tuo cuore per muoverti a misericordia quando le occasioni ti istigherebbero alla vendetta.
Il dono del Timor di Dio, paventando gli arcani sorprendenti giudizi di Dio, ti dia la forza di lottare contro l’orgoglio, contro la superbia, contro la presunzione e contro la vanità.
Roma, 4 giugno 1943
Madre Esperanza de Jesús, eam
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ultimo aggiornamento
13 giugno, 2026