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aria Orsola Bussone, nasce il 2 ottobre 1954 a Vallo Torinese in una famiglia unita e serena: il papà Umberto, lavora in proprio come artigiano, la mamma Luigina è sarta, e il fratello Giorgio è di tre anni più giovane e con lui condividerà per tutta la vita un profondo rapporto spirituale.L’esperienza in famiglia sarà per Maria Orsola la prima palestra di vita cristiana, anche se nel periodo delle scuole medie due eventi particolari segneranno il suo cammino spirituale.
Il primo è il ritiro predicato, nell’aprile 1966, dal suo parroco, su "La gloria di Dio". Questo messaggio la affascina intimamente, tanto che diventa per lei il motto costante e il motivo della sua vita: «Tutto per dare gloria a Dio», anche nelle cose più piccole.
Appunta sul suo diario: «Domenica mattina ero tutta indaffarata per prepararmi ad andare all’incontro; a un certo punto però mi sono accorta che non stavo facendo le cose per Dio, ho cercato allora di fare le cose bene, affinché anche il vestirmi e il prepararmi servisse a dare gloria a Dio» (12.10.1969).
L’altro momento – sempre su invito del parroco – è il primo Congresso del Movimento parrocchiale del Movimento dei Focolari nel giugno 1967 a Rocca di Papa (Roma). Maria Orsola partecipa insieme alla sua famiglia e ad altre persone di Vallo Torinese.
L’impatto con la spiritualità dei Focolari suscita in parrocchia un cammino di rinnovamento personale e comunitario, efficace ad attuare le novità del Concilio Vaticano II e gli indirizzi pastorali dei vescovi.
Maria Orsola con la sua famiglia e la comunità, è come un terreno fertile nel far proprio il carisma dell’unità da cui trae aiuto per dare un’anima alle attività della parrocchia, nella ricerca costante, gioiosa ed entusiasta di costruire la Chiesa comunione. Intervistata sulla comunità parrocchiale afferma: «A noi giovani serve, e molto, perché sentiamo l’esigenza di avere una famiglia in cui tutti si vogliono bene e capiscano i nostri problemi. Non parlo della famiglia naturale, chiaro: parlo di una famiglia spirituale dove le nostre difficoltà trovino risposta, aiutandoci a vicenda a vivere la Parola di Vita e ad amare Gesù crocifisso e abbandonato».
È in questa realtà parrocchiale che nascono diversi gruppi con lo scopo di aiutarsi mutuamente a vivere il Vangelo per crescere in quell’amore fraternoo che fa sperimentare la presenza di Gesù tra due o più uniti nel suo nome (cf. Mt 18, 20).
«Ho voluto buttarmi – scrive Maria Orsola sul suo Diario – e lasciar perdere completamente i giudizi e le cose del passato riguardanti noi ragazze, cioè ho detto: devo vederle nuove, quindi non le ho mai conosciute e di conseguenza non conosco i loro difetti o le loro virtù, so solamente che sono persone che vogliono amare Dio» (12.10.1969).
Nell’aprile del 1968, a Rocca di Papa, Maria Orsola partecipa al 1° Congresso europeo del Movimento Gen. Il messaggio di Chiara Lubich la tocca profondamente. Sente il bisogno di ringraziarla e di consegnarle il suo programma di vita: «Ho capito che la chiave della gioia è la croce, è Gesù Abbandonato. Sai Chiara, voglio amare, amare, amare sempre, per prima, senza aspettarmi nulla, voglio lasciarmi adoperare da Dio come vuole lui e voglio fare tutta la mia parte, perché quella è l’unica cosa che vale nella vita e perché tutti i giovani conoscano che cos’è la vera felicità e amino Dio».
Scoprire l’amore di Gesù fino a sperimentare l’abbandono del Padre dona a Maria Orsola uno sguardo universale che spalanca il suo cuore al desiderio costante di testimoniarlo e di portarlo agli altri, specialmente ai giovani.
Per lei la missione del cristiano è «dare Dio agli altri» e lo fa diventare suo programma di vita da realizzare con l’esempio, con la parola, con lo scambio epistolare e attraverso le varie attività parrocchiali.
Un campo particolare d’impegno è il complesso musicale, di cui Maria Orsola fa parte come voce solista. Scrive all’amica Maria: «Noi con il complesso continuiamo a gironzolare e ad andare in diversi posti per portare, per donare agli altri quel Dio Amore che abbiamo scoperto e cerchiamo di vivere» (10.4.1969).
E ancora: «Quando abbiamo cantato "Resta con noi" e precisamente: "Ti porteremo ai nostri fratelli lungo le strade", ho capito che niente doveva più fermarmi, neanche il rispetto umano, quindi anche portarlo in classe tra i compagni e non aver paura di essere giudicata, perché se noi doniamo loro Dio puro, così com’è, non contraffatto, un giorno ci ringrazieranno di aver fatto conoscere loro questo "TUTTO"» (Diario, 10.12.1969).
Maria Orsola è una ragazza come tutte le altre, ama la musica, lo sport, il mare, la montagna, gli amici, si innamora, ha i suoi momenti tristi, si arrabbia, cade, ma la familiarità con Dio la aiuta sempre a non arrendersi agli sbagli e a rialzarsi ricominciando con nuovo slancio.
Ne scrive all’amica Enrica: «Certamente è difficile ricominciare, però basta avere un po’ di fede in Dio Amore, cioè nell’amore che Dio nutre continuamente per noi. Perché anche se noi sbagliamo, anche se non amiamo Dio per giorni e giorni, anche se siamo dei vigliacchi, delle meschine creature, Dio ci ama in modo straordinario» (5.4.1970).
«Ma posso ricominciare», è quanto Maria Orsola dice nel tardo pomeriggio del 10 luglio 1970 all’incontro sulla Parola di Vita con gli altri giovani e ragazzi presenti al campo-scuola della parrocchia a Treporti (Venezia). Si era accorta, infatti, di non aver amato troppo. Poche ore dopo, fulminata da una scarica elettrica di un phon difettoso mentre si stava preparando per partecipare alla Messa, muore all’età di sedici anni.
Nel maggio 1996 prende il via la fase diocesana della Causa di Beatificazione, in quell’occasione l’arcivescovo di Torino, il card. Saldarini, esalta la modernità, la normalità, la fedeltà e l’esemplarità gioiosa di questa giovane, affermando tra l’altro: «Maria Orsola, se verrà proclamata beata, sarà uno degli esempi preclari, e credo importanti, specialmente per il nostro tempo, di santità parrocchiale». Il 18 marzo 2015, viene dichiarata Venerabile da papa Francesco.
Maria Orsola ancora oggi è una testimonianza viva che è possibile santificarsi nella realtà di una parrocchia animata da una forte spiritualità e la sua eredità è stata raccolta non solo dai suoi coetanei di allora, ma che ancora oggi continua nei volti e nei cuori di tanti che generosamente spendono la loro vita per la comunità.
"Sarei disposta a dare la vita perché i giovani capiscano quanto è bello amare Dio"
Venerabile Maria Orsola Bussone
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ultimo aggiornamento
13 giugno, 2026