Pastorale Familiare

Marina Berardi

 

 

«Creati per la gloria di Dio!»

 

 

 

«Che cosa significa?», si chiede M. Speranza. Significa applicare «le facoltà che il Signore ci ha dato a conoscerlo, amarlo e servirlo e in tal modo gli restituire mo tutto il nostro essere; questo è per noi glorificare Dio» (El Pan 8,162).

Francesca Letizia lo ha capito bene e per lei è una meravigliosa scoperta, tanto che prova a comunicarla ad un ragazzo malato come lei, nel desiderio che la sua esperienza possa dargli fiducia: «All’inizio avevo difficoltà ad offrire al Signore il mio dolore, fisico soprattutto e poi spirituale. Non capivo come e perché avrei dovuto gioire per il male che stavo sentendo.
Poi con la preghiera ho avuto una rivelazione e ho capito: la mia, la nostra malattia è una benedizione; con essa Dio ci benedice e ci permette di glorificarlo. Se io voglio offrire qualcosa a Dio, cosa c’è di più potente della malattia o della sofferenza?
Pensa che oggi ero un po’ sconfortata e aprendo a caso il vangelo ho letto questa Parola: "...Lazzaro era malato e le sorelle mandarono a dire Gesù: "Signore, ecco, colui che tu ami è malato". All’udire questo Gesù disse: "Questa malattia non porterà alla morte, ma è la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato"(Gv 11,4-6)».

Mentre stavo scrivendo questo articolo, la liturgia del giorno ci invitava ad avvicinarci e ad ascoltare Gesù, ormai in procinto di essere tradito ed arrestato: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in Lui». Sembra, dunque, non esserci un’altra strada che quella della croce e del dono totale di sé per rendere gloria al datore della vita.

Raccontare Francesca Letizia è far conoscere… la Gloria di Dio, ancora oggi all’opera in mezzo a noi! Ai tanti pellegrini che ho avuto il dono di avvicinare in questo periodo, ho parlato spesso del miracolo dell’Amore e di come questo generi altro amore in tante tante famiglie…

Quel lunedì 24 febbraio, erano ormai le 10 quando incontrai Alessandro alla porta della Cripta e mi condusse da Francesca Letizia; era ai piedi della statua di Maria Mediatrice, sulla lettiga dell’ambulanza che, da Torino, li aveva portati al Santuario. Un corpo visibilmente provato e consumato dalla malattia. "Non è il viaggio della disperazione - mi aveva detto Alessandro al telefono - ma è esaudire un desiderio espresso da Francesca lungo tutta una notte: essere immersa, ancora una volta, nell’acqua dell’Amore Misericordioso".

Nessuno sapeva che per lei, quel giorno, sarebbe diventato un’immersione nel cuore di Dio, con il suo ritorno alla Casa del Padre. Non potrò mai dimenticare quell’Eucarestia spezzata insieme, quell’immersione così speciale, quei momenti tanto intensi e carichi di preghiera, di offerta, quel bacio di saluto… Sembrava che ci fossimo conosciuti da sempre. Eppure, le nostre vite si erano appena sfiorate qualche mese prima, nella hall della Casa del Pellegrino. É bastato quel momento per sperimentare quanto sia vero ciò che scrive la Madre: «È un onore divino comunicare la vita ed anche un legame umano. Siamo legate a tutti quelli ai quali diamo e a tutti coloro dai quali riceviamo; legate con i vincoli stessi della vita»; legati con i vincoli di quel corpo e quel sangue che Cristo continua a donare per noi, che ci rende fratelli e sorelle in Lui, suoi familiari e familiari tra noi.

Queste righe, promesse ad Alessandro, vogliono narrare il viaggio… della Vita, attraverso l’ultimo sì al l’Amore pronunciato da Francesca Letizia. Un sì al quale si è preparata giorno dopo giorno, accettando la fatica di un cammino che la invitava a percorrere con Gesù la salita del Golgota: «I medici sono arrivati a dirmi che non avevano più mezzi ma io non mi sono mai fatta buttare giù.

Gesù è la sola luce che mi guida; è la sola mano che mi accompagna; è il solo braccio che mi cinge e mi solleva... Lui solo sa qual è il bene per me. In questi mesi ho avuto tantissimi segni della bontà e dell’amore che prova per me…

Non bisogna mai arrendersi e perseverare nella preghiera, ricordando sempre che Gesù ha detto: "...chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto...".
Il Padre Eterno fa grandi cose e noi dobbiamo confidare in Lui, chiedendo con la certezza che Lui ci ascolterà e preparandoci a ricevere; iniziando a fare silenzio nella nostra anima e cominciando ad ascoltarlo.

Ringrazio ogni mattina il Signore per il giorno in più che mi sta donando sulla terra. É così bello questo Creato che ci ha donato; lo ringrazio per avermi dato ancora un po’ di tempo quaggiù per poter godere di tutto questo, condividerlo con le persone care, poter aiutare qualcuno ed essere uno strumento nelle sue mani, portare la luce del suo volto a quelli che non l’hanno ancora conosciuto... ma allo stesso tempo mi rimetto alla sua volontà e sono pronta ad accoglierla perché mi dico sempre: "Se il suo Creato in Terra è così bello, come sarà bello il posto che Gesù ci ha preparato?!!!"…
Pregherò per te. Che Dio ti benedica e ti illumini con il Suo Santo Spirito e ti scaldi con il suo Amore Misericordioso sempre».
Che stupore vedere come Francesca Letizia doni largamente, con gratuità, quegli ultimi spiccioli che le rimangono, come desideri intessere relazioni che nutrono e scaldano il cuore: «Se noi sappiamo sacrificarci – ci dice la Madre -, quanti legami intrecceremo con le anime alle quali avremo comunicato un aumento di vita con le nostre preghiere, penitenze, parole, buoni esempi, sacrifici, attenzioni e tutta la nostra attività!». E prosegue: «Dio mio, ti ringraziamo per averci unito in questo modo per l’eternità e perché ci fai vivere così, gli uni negli altri e tutti uniti a Te!» (El Pan 8, 169.170).

Chi gratuitamente dona, gratuitamente riceve.

È stato toccante vedere come Figli ed Ancelle dell’Amore Misericordioso abbiano desiderato essere vicini ad Alessandro e ai suoi familiari in quell’ultimo saluto carico di commozione e di amore, ricco di Presenza!

Inoltre, la sera di quel 24 febbraio, la Provvidenza ha permesso che due giovani, accomunati dal l’esperienza dallo stesso dolore e da una storia molto simile, si "incontrassero". Questo uno stralcio dell’e-mail che Roberto1 ha desiderato far giungere ad Alessandro: «Ciao..., ho saputo della morte della tua  amata Francesca, ti faccio innanzi tutto le mie più sentite condoglianze e ti abbraccio forte forte.

Dieci mesi fa, mi sono trovato anch’io nella tua stessa situazione, non ti dico niente di più, perché quello che tu stai passando e passerai l’ho vissuto in prima persona: la sofferenza non te la toglie nessuno e rimarrà nel tuo cuore per sempre, perché metà della tua persona non c’è più.

Tu, però, puoi fare qualcosa di grande per Francesca, tu sei il testimone del vostro amore e, in un mondo così, c’è bisogno di narrare l’amore. Francesca è sempre con Te, lei ha già raggiunto la meta , il Signore ha colto ancora una volta un fiore bellissimo per il suo giardino…

Come del resto a me, anche a Te sarà rimasto qualcosa della tua cara moglie, a me ha lasciato la sua capacità di amare…

Aggrappati ancora di più al Signore, su ognuno di noi c’è un progetto, sta a noi scoprirlo e portarlo avanti. Come diceva M. Speranza: "La scienza dell’Amore si impara nel dolore, tanto più si soffre tanto più si ama". Non ci deve spaventare la prova, quello che ci deve importare è la gloria di Dio e la nostra santificazione. Francesca … Roberta..., Andrea…, Mariella ce lo ricordano tutti i giorni, perché loro per primi si sono offerti con le loro sofferenze e la loro vita al Signore e, durante la prova, non hanno mai perso la fede e la fiducia in Lui. Adesso hanno ricevuto "il premio", la vita eterna. Noi umanamente non lo comprendiamo (io per primo ), facciamo fatica ad accettarlo ma è così…

Possa il Signore trasformare queste nostre sofferenze e queste nostre lacrime in gemme preziose per la vita eterna…».

Le gemme preziose sono quelle perle che l’ostrica genera nel dolore…, di cui un giorno sapremo apprezzare l’inestimabile valore.

Gesù ci assicura che chiunque vive e crede in Lui, non morirà in eterno (cf. Gv 11,26). A questo fanno eco le parole della Madre: "Nell’eternità nulla di ciò che è vita perisce; tutto si dilata e aumenta".

Anche sulla terra l’amore genera amore, si dilata e aumenta! "Dio ci ha dato il potere immenso di estendere dovunque la vita per la sua gloria" (M. Speranza). Alessandro ha scelto di venire al Santuario per vivere qui il suo anniversario di matrimonio e, probabilmente, si compirà l’augurio che gli rivolgeva Roberto: "… di conoscerci un giorno, magari proprio  a Collevalenza".


1 Rivista ottobre 2013.
   Riviste febbraio-aprile 2014 . In particolare: marzo 2014

Articolo precedente

Articolo successivo

[Home page | Sommario Rivista]


realizzazione webmaster@collevalenza.it
ultimo aggiornamento 14 maggio, 2014